giovedì 21 gennaio 2016

La vergine di ferro - III, 8

Parte III: Il filo di Arianna



8.

Secondo Flashback
Nilde contemplava, con beatitudine incredula, il regalo dello zio. Un’autentica katana giapponese, esattamente della sua misura. «Grazie…» mormorò a fior di labbra. 

«Non hai idea di quanto io abbia desiderato vederti così… grata e sommessa, per una volta» rispose Michele Ario, con voce pastosa. La ragazza non replicò.
«Ti ho osservato a lungo. So che quella spada è ormai la tua anima. Però…» riprese l’uomo «…il possesso materiale di una lama, in sé e per sé, è nulla. Anche il fatto di saperla maneggiare è cosa da poco. La vera dote dello spadaccino…» esordì «…è la vigilanza costante d’una mente sgombra. Eternal sunshine of the spotless mind».
Nilde si voltò verso di lui. Ma era già tardi. Un oggetto pesante e allungato la colpì sul cranio, come una folgore. E fu il buio.

[Continua]


Pubblicato su Uqbar Love, N. 167 (21 gennaio 2016), p. 34.

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