lunedì 30 settembre 2019

Un “paradiso per le api” sul fiume Mella?





fabrizio mosca apicoltore manerbioIl fato è nelle piccole cose. Per esempio: quei minuscoli esseri detti api, impollinando le piante, ne garantiscono la riproduzione e, di conseguenza, l’esistenza di tutte le altre forme di vita che dai vegetali dipendono. Su Internet, corre una famosa citazione attribuita ad Albert Einstein in merito. Non occorre poi ricordare i loro dolci e salutari prodotti. Viste le preziosissime doti naturali di questi insetti, è perfettamente comprensibile che qualcuno scelga di diventare apicoltore per pura passione.
Il manerbiese Fabrizio Mosca ha fatto proprio questo. La sua professione è il disegno architettonico; ma ha seguito un corso di apicoltura organizzato dall’APAB, l’Associazione Per l’Apicoltura Brescia. È così divenuto apicoltore hobbista. 
Fra le sue arnie, quindici sono arnie vere e proprie, ciascuna contenente nove telaini su cui lavorano le api. Le altre trentadue sono divisioni, fatte per prevenire la sciamatura. Essa è un fenomeno naturale: la partenza definitiva da una colonia di una regina, seguita da una parte delle giovani operaie e da qualche fuco. Serve a lasciare il posto alla nuova regina che sta per nascere. Vari fattori possono favorire o meno la tendenza a sciamare. Questo esodo, però, indebolirebbe la “famiglia”, privandola di membri giovani e pronti a riprodursi. Ecco perché gli apicoltori preferiscono, generalmente, prevenire il fenomeno.


            Quanto ai mieli, le api di Mosca producono quelli di acacia e tiglio - oltre al millefiori, che Fabrizio riserva però all’alimentazione delle piccole lavoratrici alate. Le arnie vengono ampliate da melari, le cassette che raccolgono (appunto) il miele. Perché un hobbista sia autorizzato a venderlo, occorre un’etichettatura che riporti il nome, la partita IVA, la provenienza, la scadenza e il lotto. Ciò rende il prodotto tracciabile e controllabile a livello sanitario.
Attualmente, le arnie di Fabrizio Mosca si trovano nel Bosco del Canalòt (alias Bosco Mella), nel terreno assegnato in comodato d’uso al consorzio Ruzza Botta. È una posizione favorevolissima alle api: sono circondate da piante non trattate con pesticidi e curate dai volontari locali.
Solitamente, gli apicoltori debbono chiedere la disponibilità dei terreni agli agricoltori. Questi ultimi non possono però rinunciare a quei trattamenti antiparassitari che rendono i vegetali velenosi anche per le api. Ciò comporta temporanei trasferimenti delle arnie, durante i suddetti trattamenti. La disponibilità del Bosco ha fornito un piccolo “paradiso” che ha risolto il problema almeno a Fabrizio. 
fabrizio mosca apicultore manerbio
            L’importanza di queste “oasi verdi” ha spinto Castenedolo a diventare un paese “amico delle api”. Dell’anno scorso è la notizia, sul sito del Giornale di Brescia, per cui questo Comune avrebbe destinato cinque aree pubbliche alla semina di fiori atti al pascolo degli insetti impollinatori. La fornitura delle sementi e l’avvio della pratica sono state curate dall’associazione ForBee, nata in collaborazione con l’Associazione Apicoltori della Provincia di Brescia. Essa ha anche organizzato incontri di sensibilizzazione sul tema della moria delle api.
            Creare un pascolo per gli insetti impollinatori è il sogno anche di alcuni apicoltori attivi a Manerbio. L’hanno dichiarato Angelo Zanolini (hobbista), il suddetto Fabrizio Mosca e Davide Frugoni (professionista). Sono contenti anche delle dichiarazioni di Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi. Nel giugno 2019, questi ha infatti auspicato una legge regionale dedicata all’apicoltura, per promuovere la produzione e la commercializzazione del miele locale. La Regione Lombardia ha approvato il Programma triennale apistico regionale 2020-2022, che va in questa direzione.
            Nell’attesa, noi manerbiesi possiamo aspirare ad avere, un giorno, il nostro paradiso terrestre… per le api, sulle rive del Mella. Come tutti i paradisi, offrirebbe un appiglio di speranza.

Pubblicato su Paese Mio Manerbio, N. 146 (settembre 2019), p. 14.


mercoledì 18 settembre 2019

Passi di danza nella Notte delle Fiabe



La Notte delle Fiabe che si terrà a Manerbio il 21 settembre 2019, come anticipato nello scorso numero, sarà dedicata a I musicanti di Brema dei fratelli Grimm. Nella molteplicità di intrattenimenti a tema, non potrà mancare (ovviamente) la danza. Ecco dunque che sarà presente Antonella Settura, col suo Centro Danza e le coreografie da lei dirette. 
antonella settura danza notte delle fiabe
Napoli, Suite Dansante
Come ricollegarsi all’argomento della serata? Naturalmente, con la musica, mezzo con cui i quattro protagonisti intendono riscattarsi dalla propria presunta “inutilità sociale”. Quanto ai balletti, essi verteranno sul tema del viaggio: i musicanti di Brema sono, infatti, viandanti instancabili.
Le atmosfere saranno una riproposizione di quelle presentate allo spettacolo On Va Danser, tenutosi al Teatro Pio XI di Bagnolo Mella l’8 giugno 2019. In piazza Italia, gli allievi di Antonella Settura dipingeranno un vivente quadretto di genere: Napoli, Suite Dansante. Nella scena, “scugnizzi” e “figliole” dai variopinti costumi si raduneranno intorno a Pulcinella, stregati dal suono del suo mandolino.


            Onde sull’Oceano porterà invece gli spettatori di passaggio su una spiaggia hawaiana, baciata dall’acqua e dal vento, fra danze di sirene e ragazze.
            Verona sarà tratto dal musical Romeo e Giulietta - Ama e cambia il mondo (2001). Anziché sull’immortale storia d’amore, l’accento verrà così posto sulle lotte intestine nella città scaligera e sul tocco di “Gomorra” che caratterizzava i centri urbani medievali. L’effetto sarà dinamico e trascinante. Tre esempi di danza, tre mondi avvincenti e diversissimi tra loro: ognuno racconterà la propria magia, nella Notte delle Fiabe.


martedì 17 settembre 2019

Buona Notte delle Fiabe coi Musicanti di Brema!



Il 21 settembre va avvicinandosi; e, con esso, la Notte delle Fiabe 2019 a Manerbio. Come già detto nello scorso numero, quest’anno la serata sarà dedicata a un classico dei fratelli Grimm: I musicanti di Brema. Un asino, un cane, un gatto e un gallo s’incontrano quando credono che le proprie vite siano giunte al termine. Trovano invece nuova fortuna, grazie all’amicizia, alla passione per la musica e a un po’ d’astuzia. 
i musicanti di brema

            La Notte è stata preceduta, ovviamente, dalla Stagione delle Fiabe. Per il 5 settembre, nel giardino della Biblioteca Civica, con Valentina Suardi e Cristian Burlini (insegnanti della Civica Associazione Musicale “S. Cecilia”), era stata programmata “Una sera che fa suoni”. Per il 10 settembre, era in locandina il gruppo teatrale “Q.D.V. - Quelli Del Venerdì”, con una versione teatrale dei Musicanti.
            L’evento del 21 settembre, nel primo pomeriggio, sarà inaugurato dallo scambio dei giocattoli usati, in Piazza Italia. Seguirà poi, dalle 15:00 alle 17:00, nei giardini comunali e nel Teatro Civico “M. Bortolozzi”, la “giornata aperta” della Civica Associazione Musicale “S. Cecilia”. Lo scopo sarà far conoscere le attività della banda giovanile “L. Manfredini”. In caso di pioggia, la presentazione si terrà presso la sede della “S. Cecilia”.
            Dalle ore 18:30, nella piazza antistante il municipio, cominceranno a tuonare i “1000 Tamburi in Piazza”: un raduno di cittadini “armati” di percussioni e guidati da alcuni musicisti.
            In seguito, lungo le vie del centro storico, si esibirà la Compagnia Spettacolosenzamura di Milano. In via XX Settembre, il gruppo "I Violini della Bassa", coordinato da Nicola Barbieri e Amie Weis dell'associazione “Periscope for Arts”, offrirà un programma ispirato agli animali e ai loro versi, rappresentati nella musica classica da vari importanti compositori, in maniera ironica o semplicemente onomatopeica. All'apertura della serata, sempre  "I Violini della Bassa" sfileranno proponendo alcune danze dell'epoca dei Musicanti di Brema.
            In Piazza C. Battisti, l’Associazione Saltabanco proporrà giochi per gruppi e famiglie; gli allenatori del Rugby Manerbio organizzeranno percorsi a ostacoli.


            In Piazza Italia, si esibiranno i ballerini della “We Got the Attitude - Fatti Prendere Hip Hop School”, coordinati da Claudia Mor, e la scuola “Centro Danza” di Manerbio della prof.ssa Antonella Settura.
            Vista la natura dei musicanti di Brema, non potrà mancare un rappresentante a quattro zampe: un cavallo in persona, guidato da istruttori muniti di patentino. Questo particolarissimo ospite proverrà dal maneggio “Arabian Training Center” di Roberto Zaniboni, a Offlaga.
Al gruppo teatrale “Q.D.V. - Quelli Del Venerdì” spetterà invece indossare costumi a tema e affabulare i cittadini, lungo Via XX  Settembre.
La Minervium Scherma di Manerbio presenterà la propria attività in Via IV Novembre.
Non mancheranno i banchetti espositivi delle associazioni “Mamma Africa” e “Genitori all'Opera”.
Molte aspettative sono riposte nei musicisti del corpo bandistico e dei numerosi gruppi musicali di Manerbio.
Grazie al Gruppo Sartoria e a “Genitori all'Opera”, che, da mesi, stanno preparando le orecchie dell'asino, del cane, del gatto e la cresta del gallo. I bambini potranno così identificarsi con i protagonisti della fiaba che celebra la solidarietà.
Il finale, previsto per le ore 22:30 in Piazza “C. Battisti”, vedrà coinvolto il pubblico dei bambini che, con la loro musica, sapranno sconfiggere i briganti di ogni età.


giovedì 12 settembre 2019

Pausa zen - Ci risentiamo fra tre giorni!

Erica Gazzoldi ritiro zen
Quest'anno, ho dovuto attendere più a lungo, prima di poter partire per il mio sospirato ritiro zen annuale. Comunque, è giunta l'ora e vi debbo temporaneamente salutare. A partire da domani, sarò irreperibile per via telematica. Ci risentiremo a partire da lunedì. 
Mille gassho! 🙏

sabato 7 settembre 2019

Levi P. Mumps – Sofia è mio fratello




Riceviamo e pubblichiamo (a cura di Vincenzo Calò):

levi p. mumps sofia è mio fratelloSofia è mio fratello è un romanzo che affronta il delicato tema della disforia di genere.
 Racconta infatti la storia di una ragazza – la Sofia del titolo – che durante l’adolescenza si
rende conto di identificarsi nel sesso opposto a quello biologico relativo alla sua nascita.

Scopre in altre parole di essere un transgender, un maschio intrappolato in un corpo
femminile.

La cosa getta nello sconforto i suoi genitori, che non avevano mai avuto a che
fare con una situazione del genere, e non li aiuta nemmeno il contesto in cui vivono, un
piccolo paese della Sardegna, che vive di pettegolezzi e pregiudizi.

Sofia, che desidera cambiare il suo nome in Gabriele e assumere fattezze maschili, dovrà così affrontare un lungo percorso di terapie e burocrazia per trovare finalmente la pace interiore.

Insieme a questa storia, inoltre, si sviluppa parallelamente il racconto del viaggio del fratello
maggiore Riccardo che, durante una vacanza in Provenza, perderà la testa per una
giovane francese; riuscendo finalmente a superare il trauma per la fine di una tormentata
storia durata cinque anni.

Pertanto, il tema, sempre spinoso, della diversità e della sessualità è affrontato con la
giusta delicatezza dall’autore, e l’intreccio risulta interessante e ben costruito, grazie anche
all’uso dei flashback e a una accattivante meta-narrazione.

Per le tematiche trattate, il romanzo sembra destinato a chi è in procinto di diventare adulto e a chi lo è.


venerdì 6 settembre 2019

Incontro con Wally Bonvicini: come imparare a verificare le fideiussioni







A molti è capitato di ricevere "un foglietto" da una società veicolo che chiede soldi. Si tratta di società costituite quasi tutte a Conegliano Veneto per acquistare crediti a pochi spiccioli, per poi richiedere somme consistenti, spesso non dovute.
Secondo Wally Bonvicini, non bisogna spaventarsi, ma richiedere subito alla società di dimostrare il credito, esibendo la documentazione sin dall'inizio del rapporto. Documentazione che va altresì fatta verificare, una volta ricevuta. Quasi sempre, infatti, sono presenti anomalie e, in presenza di usura, la società veicolo che ha acquistato il credito ha integrato con la cedente i reati di riciclaggio e ricettazione. Se viene riscontrata usura, non sono dovuti interessi; pertanto, il credito non è certo, liquido ed esigibile. Se la società non consegna la documentazione, non dimostra il credito; pertanto, nulla è dovuto.
Di questo e altro parlerà Wally Bonvicini a Manerbio, alle ore 20:45 del 26 settembre 2019, sotto i portici del Municipio (in Sala Mostre). A presto!