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Addio a Vincenzo Calò, poeta e scrittore

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Poveri, poveri haters

  Non so se ci abbiate fatto caso... I commenti di hating più protervi e supponenti sui social media vengono sempre da profili che avranno sì e no un seguito di sei o sette persone, senza contenuti (o quasi) e senza un'identità reale riconoscibile.  In parte, questo è sicuramente dovuto alla vigliaccheria che contraddistingue questa gente, certo. Ma c'è di più. C'è un vuoto reale. Quella storia per cui "l'apparenza è vuota, conta di più quel che non si vede, ecc." è esattamente alla pari di luoghi comuni come "i soldi non fanno la felicità", o "donna baffuta sempre piaciuta", o "chi s'accontenta gode". Pietose foglie di fico male atte a nascondere la frustrazione. Bisogna proprio dirlo? Dobbiamo proprio dire questa cosa tremenda, che voi haters temete più d'ogni altra cosa? Se non si mette niente in vetrina è perché non si ha niente da offrire. In un contesto storico-culturale che consente a chiunque di avere un pubblico,

La Cena degli Artisti: convivialità e piani per il futuro

La serie di mostre intitolata “In Essere” , al Bar Borgomella di Manerbio, vede giungere il compimento. È stata accolta in modo più che soddisfacente dal pubblico, abbastanza da meritare un festeggiamento. Perciò, la sera del 18 ottobre 2022, il locale che l’ha ospitata ha offerto la “Cena degli artisti” : un momento conviviale per coloro che hanno esposto opere, per i giornalisti che hanno seguito l’evento e per altre personalità appartenenti all’ambito artistico locale.              Fra gli artisti, c’erano Lucia Aresi, Fabio Sterza, Donato Virgilio (del Gruppo Fotografico Lenese), Lorena Lamagni, Mauro Zilioli, Cristina Brognoli, Zefirino Buono, Giovanna Cremaschini, Marcella Bertoli, Fabiana Brognoli. La maggior parte di questi nomi sono sicuramente noti a chi ha seguito le vicende delle mostre sul nostro mensile. In qualità di critico, era presente Juri Bertoli; Tiberio Mondolo, come marito della titolare, ha rappresentato il Borgomella; Margherita Sommese e Rosanna Lugana erano

Luciano Baiguera e i volti della speranza

Il pittore manerbiese Luciano Baiguera , nel nostro difficile periodo storico, ha dedicato la sua mostra personale al tema “Ecce Homo et Ancilla Domini” . La tematica si ricollega alla Seconda di Ottobre, la domenica in cui Manerbio festeggia la Beata Vergine Maria del Rosario. L’esposizione, infatti, è stata inaugurata il 9 ottobre ed è rimasta aperta fino al 29 del mese, al Bar Borgomella. Ma le figure di Cristo e di Maria, nella concezione di Baiguera, sono anche e soprattutto paradigmi universali di umanità , di gioia e di dolore.              La Donna con fiore era ispirata a un’opera di Achille Funi. Il piacere della vista e quello dell’olfatto si fondevano, per offrire consolazione ai sensi. La donna era anche una seconda Eva, rivisitata unendo Matisse a Picasso. Il dipinto era su carta, il materiale preferito da Baiguera. Essa è da lui spesso trattata con la cenere, simbolo della caducità materiale per eccellenza: l’arte la trasforma in qualcosa di bello e prezioso.   Il

D'umane conoscenze e di linguacce

  "Giudicate i comportamenti, non le persone". "Ognuno combatte una battaglia di cui non sai nulla". "Dietro un sorriso, può nascondersi un grande dolore".   Eccetera, eccetera. Tutte frasi bellissime e verissime, per carità.  Quel che fa specie è vederle sulle bocche e sulle bacheche di gente che è la prima a giudicare pesantemente gli altri. Che, pur detestando se stessa, si sente sempre una spanna al di sopra del prossimo. Che pensa di conoscerti solo per averti visto per poche ore, in situazioni per nulla significative. Che ama diffondere malignità , pensando che non arriveranno anche al tuo orecchio... Oggi, poi, siamo nell'era dei social media e le opere delle linguacce restano immortalate pure dagli screenshot.  Saggezza e sospensione del giudizio vanno praticati solo quando fa comodo a voi, insomma. Quasi quasi, aggiungo anch'io un pensierino pseudofilosofico: "Chi razzola male e predica troppo s'imbroda da sé".

La ricerca di Isabella Baiguera fra volti e colori

I sabella Baiguera è giovane e schiva. Danza e disegna fin dall’infanzia. Ha conseguito un diploma di liceo artistico e, ora, è allieva della Scuola Internazionale di Comics a Milano. La sua produzione artistica trae spunto da canzoni, poesie, miti greci e comprende cenni di filosofia. È presente anche su Instagram, come @teachmeartt . Dal 18 settembre all’8 ottobre 2022, le sue opere sono state esposte nel corso della serie di mostre “In Essere”, al Bar Borgomella di Manerbio.              La prima cosa che colpisce è il gran numero di immagini femminili presente nei suoi disegni, sovente autoritratti dell’artista. La sua ricerca del personaggio è anche una ricerca di sé. Altri sono ritratti ispirati a quelli di Lucian Freud (Berlino, 1922 – Londra, 2011), con tratti duri e marcati. Ci riferiamo in particolare al Boy Smoking (1950-1951), trasformato nel ritratto di un’amica di Isabella. L’opera era stata ideata nel periodo più intenso dell’emergenza covid, da una serie di conv

A Manerbio, l’arte psichedelica di C.L.ARTE365

Dal 28 agosto al 18 settembre 2022, la mostra “In Essere” al Bar Borgomella ha avuto un ospite ancor più peculiare (se possibile) dei precedenti: C.L.ARTE365 . È un insegnante di scuola dell’infanzia e non ha una lunga carriera di pittore alle spalle. La sua produzione è di carattere sperimentale. Ha una matrice psichedelica , grazie all’ispirazione data dai Pink Floyd e da una spiritualità basata sulla liberazione dagli schemi mentali precostituiti. Ciò è evidente già in una composizione che ricorda Guernica per il fatto di essere un nastro d’immagini senza soluzione di continuità.              A volte, il “trucco” è semplice. Pensiamo all’ingrandimento di un particolare di una fontana di Enna: un volto barbuto che sputa acqua davanti a una mano. Il focus su questo dettaglio crea una scena che ricorda una sorta di creazione (il profilo del Creatore, l’acqua che dà origine alla vita, la mano del Fattore). Né questa, né le altre immagini sono contenute all’interno di un perimetro g

Antonella Settura e la danza in Europa

Antonella Settura è un’ospite ricorrente su queste pagine, visto che dirige il Centro Danza di Manerbio e organizza spettacoli . Nel 2003, ha fondato la compagnia di balletto del Politeama. Oltre alla danza, insegna lingue e letterature straniere. Proprio in questo campo si è laureata nel 2005 allo IULM di Milano, con una tesi intitolata: Il Balletto dell’Ottocento tra la Francia e la Russia . Tale argomento, così particolare, le è recentemente valso un’intervista televisiva su Brixia Channel, il 20 giugno 2022. La conduttrice Flora Quaresmini le ha chiesto di parlare della storia del balletto ottocentesco, quello che ha consacrato l’immaginario della ballerina sulle punte e vestita col tutù.              La vicenda vede protagonista la famiglia Taglioni , composta da celebri danzatori e coreografi. Fra i suoi membri più noti, c’è Filippo (Milano 1777 – Como 1871): ballerino alla Scala, poi direttore dei balli alla corte di Gustavo III di Svezia. Ma dobbiamo ricordare soprattutto M