E chi di voi non lo conosceva? Vincenzo Calò alla Biblioteca Civica di Manerbio (BS) Era un ospite fisso, su questo blog. Intervistava poeti, saggisti e narratori; recensiva le loro opere; i suoi interventi finivano regolarmente qui, oltre che su Roma Capitale Magazine . La sua era una penna difficile da comprendere, ma sempre di spessore. Non ha mai smesso di dedicarsi alla diffusione della poesia e della letteratura in generale, per quanto fosse difficile e per quanto la sua situazione personale non fosse certo di lusso. Solo la malattia l'ha fermato. Si è spento l'11 ottobre 2022 , verso mezzogiorno. Era prevedibile, per i pochissimi che ne conoscevano le condizioni. Eppure, nessuno era davvero pronto per la notizia. Qualcuno, all'inizio, non ci ha creduto. Aveva trentanove anni e non era mai stato vecchio, né fuori, né dentro. Qui avevamo già raccontato la sua storia. Mi sembra doveroso aggiungere un'altra sua pubblicazione: La sicurezza e il pensiero cardiopati...
Cosa faresti, se la persona che amavi e credevi morta riapparisse d’un tratto? E se fosse viva, ma irriconoscibile? Se non potesse riconoscerti a sua volta? Su questi interrogativi angosciosi è costruito Adieu (“Addio”), un racconto che Honoré de Balzac scrisse nel 1830 e confluito nella sua colossale raccolta La commedia umana (1842). Il riferimento del titolo è alla Divina Commedia dantesca e certamente, in fatto di “inferno dei viventi”, Balzac sapeva il fatto suo. Anche Adieu cita la famosa iscrizione sulla porta infernale, quando descrive come dolente (in italiano nel testo originale) il villaggio di Studzianka. Nei suoi pressi, infatti, ha avuto luogo la battaglia della Beresina (1812) : un episodio della campagna napoleonica in Russia che fu particolarmente tragico, quantomeno per l’esercito francese. Esso contò infatti moltissime perdite e la ...