Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta coming out

Coming out al centro islamico

Lo chiamano “moschea”, ma è - di fatto - una sala polifunzionale, per le esigenze della comunità musulmana locale. Quando non è impiegata per la preghiera collettiva, i tappeti vengono arrotolati e lasciati da parte. Stamattina, sono comparsi cinque banchi. Servono agli allievi del corso di arabo per italiani. La classe, quando è al completo, non supera i cinque elementi. Quasi tutti donne. Oggi, sono in tre: una quarantacinquenne, una sulla trentina e una che dovrebbe aver superato i cinquanta.             La maestra è una ragazza tunisina, naturalmente a capo velato. L’esercizio - fra i mugugni quasi generali - è di lettura. La storiella di una piccola tartaruga (è un po’ presto per essere iniziate all’alta letteratura araba).              La quarantacinquenne, enfant terrible della classe, cerca ogni modo per alleggerire la lezione a suon di risate. «Cosa vuol di...

Sepolcri imbiancati (ma non troppo)

Credevo che fosse difficile essere una ragazza bisessuale e spiegarlo a genitori senza troppa cultura, né “esperienza del mondo” – almeno, in questo campo. E invece…             Una ragazza lesbica, mia conoscente, mi contatta per fare quattro chiacchiere su Facebook, a proposito del Coming Out Day (11 ottobre). E ne saltano fuori delle belle.             «Mia madre è ipocrita… che è più grave, credo. Davanti, dice: “Gli omosessuali che fanno di male? Si amano!” Ma, poi, la prospettiva di una figlia lesbica per poco non la faceva svenire... Mi ha detto cose orribili. Sono stata io, stupida, a cedere al suo interrogatorio. Ma ero in un momento delicato... no figurati, è ipocrita ed è vero. E fa la finta progressista. Forse, la mia sola ‘colpa’, se così si può dire, è di aver represso la mia natura, in maniera inconscia. Ma è tornata fuori circa un anno fa, ed ho ceduto all’e...

Tre amiche al bar

Il locale, in quella piccola città, si può considerare “storico”, dato che è stato riaperto dopo decenni. È stato il fulcro della “vita sociale” in tempi di vacche magre; ora, in un’epoca se non di vacche magre, quantomeno di giovenche sfiorite, alcuni ragazzi pieni di buona volontà l’hanno ristrutturato (un solo piano dei tre originari) e ne hanno fatto un delizioso caffè-ristorante dall’afflato vintage.             La neolaureata di venticinque anni è lì per caso. Parla col cassiere senza aver ordinato niente. È solo ripassata, dopo aver fatto fotografie e interviste sulla riapertura del locale storico. Poi, si volta. Perché c’è una voce che lei conosce bene.             A uno dei tavolini, è seduta una sua professoressa dei tempi del liceo, assieme a una signora che dimostra un’età leggermente superiore alla sua. Chiacchierano amabilmente, accese dalle cioccolate con pan...

Indovina chi fa coming out a cena

Una casa in un vicolo cieco. In cucina, il tavolo di rovere è apparecchiato (tre piatti, tre bicchieri, il pane avanzato dal pranzo). La sera estiva è rischiarata da una plafoniera al neon.             La figlia (ventenne) trae un profondo respiro. «Devo dirvi una cosa». «Proprio adesso?» si schermisce la madre. È accigliata, come quando teme qualche nube che potrebbe rovinare la digestione in famiglia. «Mamma, non è niente di che…» la rassicura la ragazza –cercando di non dare a vedere come sia anche più innervosita di lei. «È soltanto una spiegazione che vi devo da tempo».             Il padre non dice niente. O non ha motivo di sospettare, o ha già capito fin troppo. «Vi sarete accorti che me la prendo molto per le questioni LGBT» prosegue la figlia. «Ci sono due ragioni. La prima è una questione di senso della giustizia… La seconda è che…»    ...

Un coming out "sui generis"

Avevo pensato di intitolare questa pagina Io e l’omosessualità. Ma l’espressione, pur nella propria immediatezza, sarebbe stata insoddisfacente. Anche perché diffido di etichette monolitiche come “omosessualità” o “eterosessualità”. Ci vengono in soccorso nelle conversazioni quotidiane, ma ritagliano in pezzi di tangram i sentimenti: ossia, cose che non tollerano il ritaglio. Parlare di affettività è difficile, proprio perché le persone vengono incasellate (o si incasellano) in questo tipo di ranghi. Così schierati, per l’appunto, “eterosessuali” ed “omosessuali” mi si sono presentati, undici anni fa, in una puntata di Ciao Darwin. <<Papà, cosa vuol dire “gay”?>> <<Vuol dire “uomo a cui piacciono gli uomini”>>. <<Ah.>> Mi bastò, almeno per capire discorsi e battute in voga alle scuole medie. In ogni caso, la questione non ebbe veramente importanza, finché non approdai al liceo. Non ero più una bambina; inoltre, ero piena di interrog...