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Le rose della notte - II, 3

Parte II: Il cielo in fiamme 3. Margherita arrivò nella piazzetta, raccolta come il palmo di una mano. Alcuni alberi ombreggiavano panchine, nel sole gentile di marzo. Sotto i suoi piedi, un mosaico di ciottoli. E, davanti a lei, la schiena sicura di Diana.             La precedeva lentamente, con la cadenza degli anfibi in cui aveva infilato i jeans. La catena appesa alla sua cintura non faceva rumore. Invece della giacca, non più necessaria, la avvolgeva una maglietta scura, con l’effigie dell’ennesima band  che Margherita non conosceva. Avrebbe potuto descrivere Diana elencando tutto ciò che ignorava di lei.             Tra la caserma dei Carabinieri e il convento degli Agostiniani, era incastonata una gemma romanica: la basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Le ossa dei contrafforti e del portale biancheggiavano nel suo corpo rosso. Tre bifore – tre pa...

La Madonna della Neve

Entrando nella chiesa parrocchiale di Manerbio, fra gli altari laterali a sinistra, se ne può notare uno, impreziosito da un drappo in malachite e dalle sculture settecentesche eseguite da Alessandro e Luca Calegari. Tutto questo fa da cornice a un frammento di affresco quattrocentesco: una Vergine col Bambino, nota come “Madonna della Neve”.              La sua festa ricorre il 5 agosto, anniversario della dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Una leggenda vuole, per l’appunto, che il luogo fosse stato scelto perché sede di una nevicata miracolosa. La teologa e giornalista Petra van Cronenburg riconduce questo genere di leggenda alla continuità fra i luoghi di culto cristiani e quelli celtici: laddove, un tempo, erano venerate le dee della natura e della salute, si sarebbe innestato il culto della Vergine ( Madonne nere, Roma 2004, Edizioni Arkeios, pp. 83-87). Per l’appunto, ai miracoli e alle guari...

Madonne nere

Notre-Dame de Montserrat (XII sec.) Sono maestose, affascinanti. E, soprattutto, oscure. Quelle che Petra van Cronenburg chiama Madonne nere (Roma 2004, Edizioni Arkeios) sono soltanto quelle scolpite dal 1050 circa fino al XIII secolo, ritrovabili in numerose località della Francia e lungo il cammino verso Santiago de Compostela.             Petra van Cronenburg si è laureata in teologia all’Università di Tubinga. Ha gestito per anni un’agenzia giornalistica, interessandosi di medicina naturale e di metodi sperimentali di diagnosi. In Polonia, ha collaborato a un film-documentario sulle donne del posto. È autrice di un libro sul “mistero di Mont St. Odile”, ovvero sui legami tra le leggende che circondano questo monastero alsaziano e i culti precristiani. Si occupa di media e di progetti per il web. Tutte queste esperienze si ritrovano nel suo volume sul culto delle Vergini scure.        ...