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Visualizzazione dei post con l'etichetta anni ottanta

Crescere attraverso l'inferno

Fuga dalla scuola media (1995), I passi dell’amore (2002), Elephant (2003). Tutti film ambientati in scuole americane. E, in tutti, il classico schema: le belle, i macho, gli sfigati, i fieri solitari e le vittime di bullismo. Superfluo dire che i bulli coincidono con gli idoli dell’istituto, caratterizzati da prestanza fisica, denaro per agghindarsi all’ultima moda, talento sportivo e successo sessuale. Perfette incarnazioni dei sogni targati anni ’80 - ‘90.             Schegge di follia (1989; regia di Michael Lehmann) non sembrerebbe molto diverso dagli altri, sotto questo punto di vista. Ma ha un penetrante humour nero che, nelle pellicole sopraccitate, non viene raggiunto.              Il titolo originale è Heathers, dal nome che portano tutte e tre le perfide reginette della scuola superiore: Heather Chandler (Kim Walker), Heather McNamara (Lisanne Falk) e Hea...

Sii uno di noi

People are strange when you're a stranger,/Faces look ugly when you're alone… (The Doors). Quando si è estranei, tutto è strano. Si vedono pericoli in ogni ombra, ma - soprattutto - non si vede il vero volto delle persone. Quello che dovremmo temere.  In questo senso, Michael (Jason Patric) e Sam Emerson (Corey Haim) sono Ragazzi perduti   (1987; regia di Joel Schumacher). Il titolo originale è The Lost Boys, espressione con cui il buon J. M. Barrie indicava i compagni di Peter Pan. I bambini che si trovano sull’Isola-che-non-c’è non possono crescere - e avrebbero bisogno di una madre. Quella di Michael e Sam - Lucy (Dianne Wiest) è dolce e protettiva; ma ha appena divorziato dal marito e fa fatica a occuparsi dei figli, per quanto ci provi. Per questo, si trasferisce a casa dell’eccentrico nonno (Barnard Hughes), a Santa Carla. Apparentemente, è una vacanziera cittadina californiana, con tutto quel che serve per godersi i consumistici anni ’80. Ma ha un doppio volto che...

La via del cuore

È uscita la breve raccolta poetica "La via del cuore" , a opera del giornalista e cantante Diego Baruffi. I suoi versi hanno qualcosa delle canzoni pop, la stessa immediatezza di linguaggio e sentimenti. E sono state presentate alla cittadinanza il 23 gennaio 2016, al Politeama di Manerbio.              Ad aprire la serata è stata la prima poesia, dedicata all’amore per la moglie Alessandra e il figlioletto Francesco. Dopodiché, Diego Baruffi ha scatenato il suo fiume di musica. Nel repertorio - per l’occasione - è stato protagonista Massimo Ranieri, con “Vent’anni” (1970), “Erba di casa mia” (1972), “Se bruciasse la città” (1970), “Perdere l’amore” (1988). Altro ospite ideale è stato Adriano Celentano, di cui Baruffi ha reinterpretato brani come “L’emozione non ha voce” (1999) e “Ti avrò” (1978). Un angolo per i Pooh è stato occupato da “Tanta voglia di lei” (1971).         ...