Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta eros

"Nosferatu" (2024) di Eggers: da dove viene il male?

Fonte: Posterspy.com Il Nosferatu di Robert Eggers (2024) non ha bisogno di presentazioni. È il remake di ben due capolavori omonimi, quello diretto da Friedrich W. Murnau nel 1922 e quello diretto da Werner Herzog nel 1979. Due mostri sacri, letteralmente. Eggers si è misurato con loro e (a parer nostro) ha vinto grandiosamente la sfida. Probabilmente, il motivo è che non si tratta di un mero remake. Trama e tematiche hanno una loro originalità. D'altronde, già Murnau si era discostato dal Dracula di Bram Stoker e Herzog aveva ulteriormente aggiunto del proprio. Il Nosferatu del 2024 è benedetto anche dall'incredibile fotografia di Jarin Blaschke , che ricorda i potenti chiaroscuri delle tele di Georges de La Tour. Potente è anche l'interpretazione della figura di Knock (Simon McBurney), l'analogo di Renfield: un adepto di Nosferatu quasi più terribile del maestro, nella sua ossessione divoratrice che qui lo avvicina ad Hannibal. Il fascino gotico e visionario delle am...

Piacere, dolore, potere nel BDSM secondo Traimond

Perché una casa editrice d’indirizzo anarchico come elèuthera dovrebbe pubblicare un saggio sul BDSM, o sadomasochismo consensuale ? Perché anche in questo caso (come nell’anarchismo) si parla di libertà e potere , visti in un rapporto insolito. Se ne è occupato Jean-Manuel Traimond (Parigi, 1960), autore di Dissection du sadomasochisme organisé. Approches anarchistes (2005), tradotto per i tipi di elèuthera nel 2007 col titolo : Piacere, dolore, potere .              Oltre che scrittore, Traimond è una guida dei musei parigini. Con elèuthera, infatti, ha pubblicato anche Guida erotica al Louvre e al Musée d’Orsay . Ma torniamo al titolo già menzionato.             L’edizione 2024 inizia con una prefazione che contestualizza storicamente il volume. Rispetto ai quasi vent’anni fa (quando fu dato alle stampe per la prima volta), è passata parecchia acqua sotto i pont...

Venere, dobbiamo chiederti scusa

 Cara Venere... scusa.  Dovremmo dirtelo più spesso. Anche se non sarebbe abbastanza, dopo quello che ti abbiamo fatto. Botticelli (e quanti come lui) ti hanno rappresentata come meriti: divina, meravigliosa, potente. Una forza cosmica da amare e temere, che agisce ovunque e in ogni epoca. E cosa succede, invece, sempre più spesso? Da una parte, sei diventata una ballerinetta da strapazzo che sculetta per convincere la gente ad aprire il portafoglio. Persino quando si tratta di colle e di vernici. Per carità, tu sei sempre stata anche questo: il nume tutelare della prostituzione e del piacere spicciolo. Platone sentì il bisogno di sdoppiarti , perché la tua versione sublime e la tua versione animalesca erano incompatibili, nella sua visione. D'altronde, era un filosofo aristocratico: distinzioni e gerarchie, separazioni fra "l'alto" e "il basso" erano fondamentali, nella sua visione del mondo. Ma sto divagando. Il punto è che, da quando è necessario far pub...

Le interviste poetiche di Vincenzo Calò: Antonio Spagnuolo...

  Benvenuto Antonio, che onore intervistarti! Ma come può tornare alla ribalta la Poesia in tempo di Covid-19 ?  Grazie a te per questo simpatico intervento culturale. Mi stuzzica sempre un confronto in nome della poesia. Bene! Gli arresti domiciliari causati dal Covid-19 credo siano stati positivi sotto molteplici aspetti, vuoi perché costretti a un fermo totale delle attività urbane manifestamente dannose all’ambiente, vuoi perché costretti a centellinare il “tempo” da consumare tra le quattro mura domestiche. Io personalmente ho scritto moltissimo, tra prefazioni a volumi di giovani autori, recensioni varie, interventi critici, con una frequenza mai avuta in passato.   In questi tempi duri la Poesia, già bistrattata dai più, spero possa essere recepita come messaggio culturale “alto”, bisognosa come è di un pubblico attento, ma principalmente preparato per il ritmo del verso. Se i cantautori conquistano spazi e pubblico con le loro scimmiottesche versioni, perché il ...

Leggendo “Il desiderio di Emma”, di A.S.Twinblack

Emma materialmente non era sopra le righe, eppure intorno aveva lo sfarzo, appurandolo momentaneamente, un po’ come in quel film, La grande bellezza …   sul punto di mettere in pratica una perdizione, a dir poco improponibile nella vita reale, impensabile dai più. In Lei (purtroppo?) continuava a scalpitare il cuore di una ragazzina abile ad ammiccare, a recitare una parte, sapendo improvvisamente di attrarre con stile, col tratto estetico ad accentuarle l’autostima in vista di ciò che voleva fare.  La sicurezza consiste al massimo nell’attimo da cogliere, nel muoversi, per una donna stimolata da un linguaggio volgare ma deciso, così da fremere dimenticando, ingorda, la sua immagine sdoganata con ancestrale pudore, con quell’ipocrisia di fondo   che demonizza capricci e avventure. David provando a far rientrare il momento nell’ordinarietà delle cose la irretiva un bel po', ma proprio percependo il benché minimo disagio nella donna rico...

La verità scomoda e vitale delle fiabe

“Sono storie, sono favole…” Quante volte l’abbiamo sentito dire, per denotare l’inconsistenza, l’infantilismo e la falsità di un discorso? Ebbene, le fiabe non sono né “storie”, né “favole”. Se n’è occupato Silvano Petrosino , docente di Teorie della Comunicazione e Antropologia religiosa e media all’Università Cattolica di Milano. Fra le sue opere, si conta: Le fiabe non raccontano favole. Credere nell’esperienza (Genova 2017, il melangolo). I contenuti del saggio sono stati esposti al Teatro Civico “M. Bortolozzi” di Manerbio, il 20 settembre 2018: uno dei ricchi antipasti alla Notte delle Fiabe . Le parole del professore sono state accompagnate da intermezzi, eseguiti al pianoforte da Iacopo Petrosino. La serata era stata organizzata dall’associazione “Famiglie nella Scuola”, col patrocinio del Comune e l’appoggio della Biblioteca Civica.  Gustave Doré: Cappuccetto Rosso a letto con il lupo             Le fiabe sono...

La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica

Ciò che amo, nella critica letteraria di Mario Praz (Roma, 1896 – 1982), è il fatto che sia coinvolgente come un romanzo. Quando si focalizza su letteratura gotica, Romanticismo e Decadentismo, poi, m’invita a nozze.  Gustave Moreau, Salomé che porta la testa di San Giovanni Battista su un piatto (1876)             Mi riferisco a La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica (prima edizione Sansoni 1930; quinta edizione BUR Saggi aprile 2015). Una rispettabile orgia.             Entra subito in argomento con la “bellezza medusea” : quella che Shelley trovava nella Medusa esposta nel Corridoio del Cinquecento degli Uffizi e attribuita prima a Leonardo da Vinci, poi a un anonimo fiammingo. ‘Tis the tempestuous loveliness of terror , che anche il Faust goethiano gustava nella Notte di Valpurga, contemplando il fantasma della decapitata Gretchen. Un ani...