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“Il Misantropo” di Molière al Politeama

La XXI stagione teatrale del Politeama di Manerbio ha incluso “Il Misantropo” di Molière, commedia di carattere andata in scena per la prima volta a Parigi al Théatre du Palais-Royal, il 4 giugno 1666. La rappresentazione era a cura di Elsinor Centro di Produzione Teatrale; la traduzione del testo dal francese era firmata da Cesare Garboli, mentre regia e adattamento erano di Monica Conti. Quest’ultima era aiutata da Carlotta Viscovo e Jacopo Angelini. Roberta Vacchetta si era occupata dei costumi, Cesare Agoni delle luci, Giancarlo Facchinetti delle musiche e Andrea Anselmini della scenografia. Lo spettacolo è andato in scena il 1 dicembre 2016.              Molière è lo pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin (Parigi 1622 - ivi 1673). Compose diverse satire di costume e commedie di carattere. Divenne il commediografo favorito di Luigi XIV. “Il Misantropo” appartiene al suo periodo maturo. Molière si trovava in un ambi...

Il mondo salvato dalle puttane

Quante volte l’abbiamo sentito dire? La “società liquida”… la “società del caos”… il “postmoderno”… In questo mese, a un incontro sul problema del gioco d’azzardo in Lombardia, è stata intavolata la questione. Gli Stati nazionali, le Chiese e i partiti vacillano in credibilità e autorevolezza. Il che equivale a dire che tutti i prodotti della modernità vacillano.             «Ecco che si può stare un poco in pace!» sbufferà chi non ha mai potuto soffrire indottrinamenti e moralismi. Invece no. Perché sono proprio i naufraghi a tenersi spasmodicamente alle tavole fradice della loro nave. E, pur di non mollarle, sono disposti anche a far annegare coloro che si trovano vicini. Tant’è che stanno tornando di moda le parole onore e puttana. Quest’ultima è da intendersi in senso lato, ovvero “persona senza valori morali, che bada solo al proprio profitto”. Il punto è che, non esistendo più enti morali incontrovertibili, tutti si detta...

Di cosa stiamo parlando?

Ieri, ho avuto la gioia di rimettere piede in un circolo che, per ragioni logistiche, non posso frequentare troppo spesso. Abbiamo parlato di sessualità – e una persona che conoscevo bene ha affermato che non vedeva il bisogno d’avere una morale, fatta eccezione per il rispetto reciproco. Benché io abbia taciuto, mi è squillato un campanello nella testa. Cosa c’era di strano? Solo ora, dopo un poco di riflessione, so rispondere.              Ho sentito troppe volte una frase del genere uscire dalle labbra di chi si è vantato d’aver più volte tradito l’anima gemella, che ne soffriva. O dalla bocca di chi si è trovato un buon partito “per sistemarsi, perché è pieno di soldi” – continuando, nel frattempo, ad avere avventure intime di ogni genere, all’insaputa del “buon partito”. O anche dalla stessa lingua che ha divulgato la mia privacy alla persona sbagliata. Mi sono dunque detta: di cosa stiamo parlando?   ...