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Non può piovere per sempre

«Cosa sei? Un fantasma? Un pagliaccio?» «Qualcosa del genere…» La morte fa vedere qualunque cosa sotto una luce di distacco e il distacco genera umorismo. Per questo, probabilmente, Eric Draven (Brandon Lee) ha adottato un trucco sardonico, una volta tornato dalla tomba. I suoi dialoghi con i nemici sono contrassegnati da un impeccabile sarcasmo, che rende la resa dei conti uno spettacolo di delizioso humour nero. Però, il resto della figura di Eric è funereo. E il corvo che veicola la sua anima è sempre presente, a ricordargli che lui appartiene ormai al mondo delle ombre.             Non sto neppure a descrivere quale lusinga sia la somiglianza fra il mio nome e quello del Corvo. Né sottolineerò il mio amore per la colonna sonora e l’estetica del film, appunto The Crow   ( Il corvo , 1994; regia di Alex Proyas). Lo si potrebbe considerare un tributo (involontario?) al gothic rock, oltre che alla musica metal e punk. Ol...