Immaginate un vortice di quadri apparentemente slegati l’uno dall’altro, ma attratti in una spirale senza freno. Materia che si contrae in un nucleo densissimo, destinato a un nuovo Big Bang. Questa è la Baraonda! di Vincenzo Di Pietro . Titolo di cui precisa la definizione data da Tullio De Mauro: “Frastuono prodotto dal movimento confuso e dal vociare di molte persone […] insieme confuso di cose, disordine” ( Dizionario della lingua italiana ). Poco dopo, la precisione lessicale esplode nei petali di una notte marcia. Baraonda! è un “cortoromanzo pulp” di 114 pagine. 14 capitoletti, i cui incipit sono preceduti da scarne note in minuscolo, fra parentesi. Così come fra parentesi sono i pensieri dei protagonisti, il materiale umano del vortice. Gialluchetto fugge da un innominato “mostro”. Mariano spalanca la propria mole nel condominio dove...
Mi piace pensare a un blog come a una porta aperta su dimensioni diverse, dal fantastico al reale... come a qualcosa che ci porta una boccata d'ossigeno. Qui troverete libri, film, pensieri, ironia, arte, cronaca e storia locale. Una scatola a sorpresa, ma sempre con un occhio per cultura e creatività.