Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta niccolò machiavelli

"Mandragola", tragicommedia di un Paese di furbi

“Commedia satirica di quotidiana e stringente attualità fondata nel 1518”. Così l’efficacissima locandina definiva “La Mandragola” di Niccolò Machiavelli (1469-1527). Per sottolineare il concetto, il manifesto era stato composto in forma di foglio di giornale. In questo modo, è stata annunciata la rappresentazione del 10 marzo 2016, al Politeama di Manerbio. Lo spettacolo era a cura del Progetto URT - Compagnia Jurij Ferrini. Quest’ultimo è regista, attore e non solo. “Potremmo definirlo un meditativo travestito da impulsivo. Ciò che propone da attore e da regista sembra creato all’impronta e invece nasce dal rovello di voler mostrare quel che accade qui, per noi, senza badare all’età del testo” lo presentava la locandina. Con lui, sulla scena, recitavano Gianluca Guastella, Matteo Alì, Michele Schiano di Cola, Alessandra Frabetti, Angelo Maria Tronca e Rebecca Rossetti.             “La Mandragola” è un piccolo capolavoro, in c...

Siegfried nel Far West, ovvero Virtù e Fortuna

Trattando di Sentieri selvaggi , R. parlò di “morte del western”, per il venir meno di quel senso dell’ignoto che ne era l’anima. Parlò anche del virilismo e del razzismo indispensabili al genere. Django Unchained   (2013; scritto e diretto da Quentin Tarantino) li ostenta entrambi e lo fa nel teatro più adatto: il Nord America del 1858, in piena economia schiavistica. Il titolo è asciutto e pregnante come quello delle tragedie greche. Esso ricorda per contrasto Prometeo incatenato. Di sicuro, anche qui viene narrato il mito di una figura titanica che si oppone alla “tirannide naturale e necessaria”. Come si fa con ogni forma d’arte ormai esaurita, il film gioca a ricombinare i modelli del passato. “Django” è un nome arcinoto ai cultori del western: proprio poco fa, qualcuno mi ha menzionato la prima versione del personaggio, interpretato da Franco Nero, che ha offerto la propria partecipazione straordinaria anche per la pellicola di Tarantino. Se il primo Django era nero nel...

El sueño de Maquiavelo

Vi una muchedumbre insensible y satisfecha. Me dijeron que vivían en el Paraíso. Vi un grupo de hombres discutiendo de política. Me dijeron que vivían en el Infierno. Si me preguntan cuál lugar prefiero, les diré que prefiero hablar de política a vivir en el Paraíso hecho un boludo. PEDRO SHIMOSE “Vidi una moltitudine insensibile e soddisfatta. Mi dissero che vivevano in Paradiso. Vidi un gruppo d’uomini che discutevano di politica. Mi dissero che vivevano all’Inferno. Se mi domandano quale posto preferisco, dirò che preferisco parlare di politica che vivere in Paradiso come un fesso.” (Traduzione di Claudio Cinti) Da: Pedro Shimose, Riflessioni machiavelliche, a cura di Claudio Cinti, prima edizione Sinopia, Venezia 2004. ( Poesia, Anno XXVII, Marzo 2014, N° 291, p. 65).

L'educazione di un re

Io sono italiana. Ciò significa che il mio ultimo ricordo (storico) della monarchia non è molto lusinghiero. Si è defilata nell’epoca del maggior bisogno, per farla breve. Sono nata e cresciuta in una repubblica democratica parlamentare, dunque. Con la sensazione sempre meno incerta che avesse ragione Giorgio Gaber : “…questa democrazia / che, a farle i complimenti, ci vuole fantasia…” Anche se ciò non implica la nostalgia della corona. Del resto, il rampollo dei Savoia sembra più interessato allo spettacolo che al trono.             È stato, perciò, da straniata che mi sono accostata a Il Re Leone . Rai 1 l’ha riproposto, il 2 gennaio 2013, e ho praticamente trascinato la famiglia davanti al televisore. Fotogrammi mozzafiato, a partir dall’alba nella savana che apre la pellicola. Chi è stato nell’Africa subsahariana ne ha decantato il cielo. Non so se Disney gli abbia reso piena giustizia; ma, forse, ci è arrivato vicino. ...

Il maiale dice all'uomo...

"Non so d'onde tu venga, o di qual costa; ma se per altro tu non se' venuto che per trarmi di qui, vanne a tua posta. Viver con voi io non voglio, e rifiuto; e veggo ben che tu se' in quello errore, che me più tempo ancor ebbe tenuto. Tanto v'inganna il proprio vostro amore, che altro ben non credete che sia fuor de l'umana essenza e del valore; ma se rivolgi a me la fantasia, pria che tu parta da la mia presenza, farò che 'n tale error mai più non stia. Io mi vo' cominciar da la prudenza, eccellente virtù, per la qual fanno gli uomin maggiore la loro eccellenza. Questa san meglio usar color che sanno, senz'altra disciplina, per sé stesso seguir lor bene ed evitar lor danno. Senz'alcun dubbio, io affermo e confesso esser superior la parte nostra; e ancor tu nol negherai appresso. Qual è quel precettor che ci dimostra l'erba q...

Chi la dice l'aspetti

“…. Pur se credessi alcun, dicendo male, tenerlo pe’ capegli e sbigottirlo o ritirarlo in parte, io lo ammunisco e dico a questo tale che sa dir male anch’egli, e come questa fu la sua prim’arte: e come, in ogni parte del mondo ove el sì suona, non istima persona, ancor che facci el sergieri a colui che può portar miglior mantel di lui. […] Far conto non si de’ delle parole, né stimar qualche mostro che non sa forse s’e’ si è vivo ancora…” NICCOLÒ MACHIAVELLI

Gli occhi e le mani

“…li uomini in universali iudicano più alli occhi che alle mani; perché tocca a vedere ad ognuno, a sentire a pochi: ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu se’; e quelli pochi non ardiscono opporsi alla opinione di molti […] el vulgo ne va preso con quello che pare e con lo evento della cosa: e nel mondo non è se non vulgo, e’ pochi non ci hanno luogo quando gli assai hanno dove appoggiarsi.” NICCOLÒ MACHIAVELLI