Che Manerbio abbia una storia millenaria non è un segreto. Fra le altre, ha conosciuto una “fase romana”: quella in cui ha preso il nome latino di “Minervium”, “santuario di Minerva” , da cui il nome attuale. A questa epoca, è dedicato un capitolo dell’opera di Mons. Paolo Guerrini sulla nostra città: “Manerbio, la pieve e il comune” (Brescia 1936, Edizioni del Moretto). In primis, dobbiamo ricordare che questa città sorge sulla “via cremonese” che univa Brescia a Roma. Su di essa, si trovavano due ponti: quello sull’Oglio a Pontevico e quello sul Mella a Manerbio. I ponti, oltre all’indubbia utilità come infrastrutture, avevano anche un alone sacro: il termine di “pontefice” , in latino, designava proprio un sacerdozio nato dall’usanza di consacrare i ponti. Dalla loro presenza e da quella dei relativi santuari scaturivano i villaggi, nati come agglomerati di case intorno a questi luoghi. Ecco perché Man...
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