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Visualizzazione dei post con l'etichetta aristofane

Studentessa

Prenderò il mio tesoro e lo appenderò alle nuvole. Ne parlerà -forse- qualche Aristofane da trivio. Meglio essere Socrate che Meleto, dopotutto; meglio questo limbo di chi ha troppi inverni per lasciarsi vivere e troppo pochi per vivere; di chi non può ancor pagare l’ipoteca sulla vita a un creditore ubiquo, che ci odia perché consumiamo poco, senza produrre, né crepare. Carmina non dant panem e nemmeno circenses. Grazie al cielo. Ancora, cammino da straniera nella mia città. E dico alle brave persone dal cuore funesto: «È vivo solo chi ha un tesoro da appendere alle nuvole.» Compresa in: AA. VV., Tracce 3, Roma 2015, Pagine, p. 63.

Il Paese delle Meraviglie

«L’Italia è un Paese arretrato! Un Paese omofobo! Un Paese patriarcale!» Quando si levano questo genere di litanie, c’è sempre qualcuno prontissimo a tacciarle di “mistificazione” o di “esagerazione”. Mi spiace dirlo, ma questo qualcuno – in tal caso – mi trova d’accordo.             Nel nostro Paese, ci si sposa in base ai sentimenti, o non ci si sposa affatto. Si convive maritalmente. Si divorzia. Si decide se avere figli o meno. Si fa ogni genere di sesso, dentro e fuori dal matrimonio. Si aprono sexy shop. Si frequentano prostitute, da quelle di marciapiede alle escort di gran lusso. Si tradisce il coniuge. Si hanno relazioni eterosessuali, omosessuali, poliamorose. Esistono le “famiglie arcobaleno”. Si cambia sesso, o ci si traveste. Esistono donne giornaliste, accademiche, astronaute, scienziate. I figli scelgono la propria strada spesso fuori dalla tradizione familiare. Si usano contraccettivi. La religione, per molti, è...