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Visualizzazione dei post con l'etichetta ipocrisia

"Il lutto si addice ad Elettra" secondo Davide Livermore

Un classico è una storia che può essere narrata infinite volte, sempre nuova e sempre riconoscibile. Tale è la vicenda degli Atridi, il casato di Agamennone : il mitologico re di Micene che guidò la guerra degli Achei contro i Troiani. Poco simpatico a chiunque, il personaggio ha anche la pecca di discendere da una genealogia a dir poco disastrata. Il padre Atreo iniziò col fratello Tieste una faida che si protrasse di generazione in generazione. Da questo groviglio di vendette e incesti, non si salvò praticamente nessuno della famiglia. Ma siamo sicuri che storie del genere riguardassero solo i miti antichi?  Il drammaturgo americano Eugene O'Neill (1888 - 1953) sapeva che non era così. Visse in un'epoca in cui non c'era ancora una tradizione teatrale statunitense. Così, iniziò a crearne una, ispirandosi ai classici antichi e alle pièces di Henrik J. Ibsen, Anton P. Čechov e J. August Strindberg. I risultati di questa inusuale commistione furono straordinari. In particol...

Non chiedo molto

Eppure, non chiedo molto.  Chiedo solo di veder dare un taglio alle piccole e grandi ipocrisie di sempre. Di non vedere più in giro gente che sbraita pubblicamente contro l'autopromozione... per farsi autopromozione. Che grida a gran voce contro gli "acchiappalike"... per acchiappare più like. Chi condanna il marketing... perché non riesce a ottenere soldi e successo. Che inveisce contro chi cerca visibilità mediatica... dall'alto di profili social con decine e decine di migliaia di followers. Che condanna chi farebbe di tutto per conservare il proprio privilegio... quando è palese che gareggia per rubargli quel privilegio.  Savonarola fu una "rockstar" del proprio tempo e un leader carismatico. Si fece dare ascolto soprattutto grazie al proprio modo di porsi e alla sua personalità. Come ci riuscì? Predicando contro chi era già affermato. Oggi non è diverso. Recitare la parte degli "arrabbiati", degli "irriducibili", dei "combatten...

La squallida carnevalata della "normalità"

Non c'è gente più vuota, inaffidabile ed istrionica di chi ha il culto della normalità. Non c'è un solo dettaglio della sua vita che non sia studiato in funzione dello sguardo altrui, sulla base di stilemi dettati (più o meno subliminalmente) dall'ambiente circostante.  Si tratta di una curiosa mascherata alla rovescia, basata sul nascondere e l'appiattire il più possibile. Cosicché non c'è neppure un aspetto goliardico, brillante o gioioso in essa. È tutto un rincorrere il grigio a ogni costo. Guai se i vicini avessero qualcosa di sfizioso da vedere in te. Guai se ti trovassero insolito, originale o anche solo distinto. Perché sei una "persona normale", tu. Non deve essere possibile farti altri complimenti se non quelli sul quanto sei "regolare", "a posto", "tranquillo"... inesistente.  Un fantasma. Un essere già morto. E, come tutti i fantasmi, la "persona normale" detesta i vivi per invidia. In cuor suo, vorrebbe ...

Essere o apparire? Il dilemma è ancora in scena

Marietta (Sara Tomasoni) "accudisce" la vecchia zia (Elisabetta Provezza). In secondo piano: Lello (Giancarlo Maggini) e Carlo Brandolini (Ennio Donini) La compagnia manerbiese “Le Muse dell’Onirico” non è più una sconosciuta, per i suoi compaesani. Ha animato il secondo Carnevale, sempre nei panni dei conti Luzzago. Soprattutto, il 20 gennaio 2018, ha portato al Teatro Civico “M. Bortolozzi” la commedia che sta replicando per la Bassa bresciana e cremonese: Essere o apparire, questo è il dilemma . La pièce è tratta da Fumo negli occhi di Faele e Romano (2002). Il testo presentato è frutto di un adattamento a opera della direttrice artistica, Daniela Capra, e del regista Davide Pini Carenzi, che ha curato anche la preparazione degli attori. Se Fumo negli occhi si svolgeva negli anni ’60, Essere o apparire, questo è il dilemma trasporta la vicenda ai giorni nostri. Sono state aggiunte anche parti dialettali, per rendere più realistici i litigi domestici. Luci e suo...

Molière e il “Tartufo”: i manerbiesi si preparano al teatro

Tartufo secondo I Guitti. Fonte: teatrodelleali.com In un’epoca in cui lo spettacolo viaggia per diversi canali, andare a teatro è un’attività da intenditori. Per apprezzare opere che, spesso, non appartengono neppure alla nostra epoca, un po’ d’introduzione non guasta. Perciò, la cittadinanza è stata invitata a una serata di presentazione del Tartufo (1664-1669) di Molière . L’iniziativa era firmata principalmente dal gruppo di lettura “Libriamoci” e da quello di conversazione in lingua “Café Français”; ma la collaborazione coinvolgeva anche l’Associazione Amici della Biblioteca di Manerbio, il Teatro Politeama e l’Assessorato alla Cultura. La scelta di presentare Tartufo o L’impostore era dovuta al fatto che questa commedia sarebbe stata rappresentata a Manerbio il 27 novembre: un adattamento del regista stesso, Luca Micheletti , inscenato dalla Compagnia Teatrale I Guitti .              Il 23 novembre, si è tenuta...

Essere o apparire? Il dilemma arriva a Manerbio

La cameriera Marietta (Sara Tomasoni) "accudisce" la vecchia zia (Elisabetta Provezza). Sullo sfondo, Lello (Giancarlo Maggini) e suo padre Carlo (Ennio Donini). La vita è teatro e il teatro la finzione più vera. Questo potrebbe essere il motto della compagnia manerbiese “Le Muse dell’Onirico” . Essa ha già partecipato a feste cittadine, fornendo figuranti per la Shopping Night 2016 (a tema “Canto di Natale di Ch. Dickens”), per il Carnevale 2017 , interpretando i conti Luzzago, e per la "Stagione delle Fiabe" 2017 . Tra la provincia di Brescia e quella di Cremona, ha più volte replicato la commedia Essere o apparire: questo è il dilemma . Il 20 gennaio, anche i manerbiesi potranno assistervi, al Teatro Civico “M. Bortolozzi”. L’allenamento degli attori, la drammaturgia e la regia sono a cura di Davide Pini Carenzi, regista e attore professionista. Scene e costumi sono a carico della compagnia stessa, mentre di luci e suono si occupa Augusta Capra.     ...

Crescere attraverso l'inferno

Fuga dalla scuola media (1995), I passi dell’amore (2002), Elephant (2003). Tutti film ambientati in scuole americane. E, in tutti, il classico schema: le belle, i macho, gli sfigati, i fieri solitari e le vittime di bullismo. Superfluo dire che i bulli coincidono con gli idoli dell’istituto, caratterizzati da prestanza fisica, denaro per agghindarsi all’ultima moda, talento sportivo e successo sessuale. Perfette incarnazioni dei sogni targati anni ’80 - ‘90.             Schegge di follia (1989; regia di Michael Lehmann) non sembrerebbe molto diverso dagli altri, sotto questo punto di vista. Ma ha un penetrante humour nero che, nelle pellicole sopraccitate, non viene raggiunto.              Il titolo originale è Heathers, dal nome che portano tutte e tre le perfide reginette della scuola superiore: Heather Chandler (Kim Walker), Heather McNamara (Lisanne Falk) e Hea...

Il mondo salvato dalle puttane

Quante volte l’abbiamo sentito dire? La “società liquida”… la “società del caos”… il “postmoderno”… In questo mese, a un incontro sul problema del gioco d’azzardo in Lombardia, è stata intavolata la questione. Gli Stati nazionali, le Chiese e i partiti vacillano in credibilità e autorevolezza. Il che equivale a dire che tutti i prodotti della modernità vacillano.             «Ecco che si può stare un poco in pace!» sbufferà chi non ha mai potuto soffrire indottrinamenti e moralismi. Invece no. Perché sono proprio i naufraghi a tenersi spasmodicamente alle tavole fradice della loro nave. E, pur di non mollarle, sono disposti anche a far annegare coloro che si trovano vicini. Tant’è che stanno tornando di moda le parole onore e puttana. Quest’ultima è da intendersi in senso lato, ovvero “persona senza valori morali, che bada solo al proprio profitto”. Il punto è che, non esistendo più enti morali incontrovertibili, tutti si detta...

Sepolcri imbiancati (ma non troppo)

Credevo che fosse difficile essere una ragazza bisessuale e spiegarlo a genitori senza troppa cultura, né “esperienza del mondo” – almeno, in questo campo. E invece…             Una ragazza lesbica, mia conoscente, mi contatta per fare quattro chiacchiere su Facebook, a proposito del Coming Out Day (11 ottobre). E ne saltano fuori delle belle.             «Mia madre è ipocrita… che è più grave, credo. Davanti, dice: “Gli omosessuali che fanno di male? Si amano!” Ma, poi, la prospettiva di una figlia lesbica per poco non la faceva svenire... Mi ha detto cose orribili. Sono stata io, stupida, a cedere al suo interrogatorio. Ma ero in un momento delicato... no figurati, è ipocrita ed è vero. E fa la finta progressista. Forse, la mia sola ‘colpa’, se così si può dire, è di aver represso la mia natura, in maniera inconscia. Ma è tornata fuori circa un anno fa, ed ho ceduto all’e...

Il Paese delle Meraviglie

«L’Italia è un Paese arretrato! Un Paese omofobo! Un Paese patriarcale!» Quando si levano questo genere di litanie, c’è sempre qualcuno prontissimo a tacciarle di “mistificazione” o di “esagerazione”. Mi spiace dirlo, ma questo qualcuno – in tal caso – mi trova d’accordo.             Nel nostro Paese, ci si sposa in base ai sentimenti, o non ci si sposa affatto. Si convive maritalmente. Si divorzia. Si decide se avere figli o meno. Si fa ogni genere di sesso, dentro e fuori dal matrimonio. Si aprono sexy shop. Si frequentano prostitute, da quelle di marciapiede alle escort di gran lusso. Si tradisce il coniuge. Si hanno relazioni eterosessuali, omosessuali, poliamorose. Esistono le “famiglie arcobaleno”. Si cambia sesso, o ci si traveste. Esistono donne giornaliste, accademiche, astronaute, scienziate. I figli scelgono la propria strada spesso fuori dalla tradizione familiare. Si usano contraccettivi. La religione, per molti, è...

A modo

“…sapete quante belle cose si posson fare senza offender le regole della buona creanza: fino sbudellarsi.” ALESSANDRO MANZONI (Da: I Promessi Sposi, cap. XXXVIII)

La libertà di Gertrude

Le tue bambole avevano tutte lo stesso abito. Così pure le immagini che guardasti più tardi. Ogni volta che si parlava di te, la certezza del tuo futuro destino era unanime. Non era forse bello vivere così, senza mai litigare?             Sei stata cresciuta nel posto in cui si supponeva ti saresti collocata per tutta la vita, fra mille carezze persuasorie. Non hai mai dovuto affrontare l’incertezza del futuro. Quando i tuoi grilli di adolescenza hanno rischiato di allontanarti dalla buona strada, nessuno ha dato peso a ciò. È stato come se non fosse successo niente. Sei stata fortunata a nascere fra persone tanto comprensive…             Certo, c’è stata quella punizione amarissima, per il tuo abbozzo di tresca con un paggio… Ma quella era doverosa, da parte nostra. Dobbiamo pur insegnarti a distinguere il bene e il male.        ...