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Visualizzazione dei post con l'etichetta moralismo

Pierino Porcospino e la morale della storia

Si è conclusa la stagione per bambini al Teatro Civico “M. Bortolozzi” di Manerbio. L’ultimo spettacolo del 2017 si è tenuto il 12 marzo. La compagnia “IL NODO Teatro” era diretta, stavolta, da Fabio Tosato. Recitavano Evian Cigala, Danilo Furnari e Giorgio Mosca. Il testo era un rifacimento di “Pierino Porcospino”: una raccolta di filastrocche moraleggianti a firma del medico psichiatra Heinrich Hoffmann (1845). L’opera è popolare soprattutto in Europa settentrionale. In Italia, uscì nel 1882 per i tipi di Hoepli, tradotto da Gaetano Negri. Il contenuto delle filastrocche è piuttosto paternalistico e autoritario: il monello di turno finirà immancabilmente per scontare le proprie marachelle, anche in modi cruenti. Le preoccupazioni di Hoffmann riguardano soprattutto la salute e l’incolumità (mangiare sempre ciò che c’è nel piatto, non giocare coi fiammiferi…). “Pierino Porcospino” è solo uno di questi personaggi. Deve il soprannome ai capelli irti e intricati, come gli aculei dell’ani...

Confronto

Il morale si preoccupa delle conseguenze delle proprie azioni. Il moralista del proprio buon nome. Il morale dice: «È ingiusto». Il moralista: «È irrituale».  Il morale, di due mali, commette il minore. Il moralista li condanna entrambi e commette il maggiore. Il morale predica male, ma riesce a razzolare solo bene. Il moralista non sa predicar men che bene, ma non si preoccupa di come razzola. Il morale chiede scusa. Il moralista si offende per il fatto di dover chiedere scusa. Il morale si domanda quali siano le ragioni degli altri. Per il moralista, esistono solo le sue. Il morale si domanda se il proprio modo di agire abbia senso in una determinata situazione. Il moralista non ammette “relativismi”, ma vive seguendo le correnti. Il morale è lodato dagli altri. Il moralista si loda da solo. Il morale fatica a campare. Il moralista esce sempre pulito e trionfante da ogni situazione. Il morale è la persona che chiunque vorrebbe al proprio fianco, ma che poch...

“Il Misantropo” di Molière al Politeama

La XXI stagione teatrale del Politeama di Manerbio ha incluso “Il Misantropo” di Molière, commedia di carattere andata in scena per la prima volta a Parigi al Théatre du Palais-Royal, il 4 giugno 1666. La rappresentazione era a cura di Elsinor Centro di Produzione Teatrale; la traduzione del testo dal francese era firmata da Cesare Garboli, mentre regia e adattamento erano di Monica Conti. Quest’ultima era aiutata da Carlotta Viscovo e Jacopo Angelini. Roberta Vacchetta si era occupata dei costumi, Cesare Agoni delle luci, Giancarlo Facchinetti delle musiche e Andrea Anselmini della scenografia. Lo spettacolo è andato in scena il 1 dicembre 2016.              Molière è lo pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin (Parigi 1622 - ivi 1673). Compose diverse satire di costume e commedie di carattere. Divenne il commediografo favorito di Luigi XIV. “Il Misantropo” appartiene al suo periodo maturo. Molière si trovava in un ambi...

Invidia e pregiudizio

Le croste delle pizze si accumulano lentamente al bordo dei piatti - tre, uno per ciascuno dei commensali a quella piccola tavola. Una coppia di sessantenni e una ragazza che ha poco più di vent’anni. La televisione è accesa, nella pizzeria-ristorante; i camerieri vanno e vengono dall’altra sala, dove è allestito il buffet d’antipasti.             «Dunque, non vai più a leggere il Vangelo in chiesa?» domanda la signora alla ragazza. L’altra sorride: «Veramente, è sempre il sacerdote a leggere il Vangelo. Agli altri toccano le letture, il salmo e la preghiera dei fedeli». Pausa. «Comunque, no. Ovviamente». O si è credenti, o non lo si è. A questo si riferisce l’ “ovvietà”.             «Sei scomunicata?» aggiunge la donna - ma con una mezza risata, stavolta. La giovane, però, non ride affatto. «Chi nega la fede in Dio è fuori dalla comunione cattolica» conferma. Altra ovv...

Paura e morale

“Quanto o quanto poco pericolo per la collettività, pericolo per l’uguaglianza vi sia in un’opinione, in una condizione e in una passione, in una volontà, in un impegno, questa è ora la prospettiva morale: la paura è anche qui, di nuovo, la madre della morale. Contro gli istinti più alti e più forti, quando essi, erompendo appassionatamente, trascinano il singolo molto al di là e oltre la media e la bassezza della coscienza del gregge, perisce la coscienza di sé della comunità, la sua fede in sé, si spezza, per così dire, la sua spina dorsale: di conseguenza si preferisce addirittura bollare a fuoco e calunniare appunto questi istinti. La alta, autonoma spiritualità, la volontà di solitudine, la grande ragione vengono già sentite come pericolo; tutto ciò che innalza il singolo sopra il gregge e incute timore al prossimo prende d’ora in poi il significato di cattivo ; l’atteggiamento equo, modesto, l’atteggiamento di chi si inserisce, l’uguaglianza, la mediocrità dei desideri vengono...

In risu veritas

"L'uomo indignato, e colui che sempre si strazia e si sbrana con i propri denti (o in sostituzione di sé strazia il mondo, o Dio, o la società), può sì, secondo la morale, essere superiore al satiro che ride, pago di sé, ma in ogni altro caso è il caso più comune, più insignificante, meno istruttivo. E nessuno mente quanto l'indignato."  FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE (1886) Da: Al di là del bene e del male. Preludio di una filosofia dell'avvenire, ("Grandi Tascabili Economici"), introduzione di Ferruccio Masini, Roma 1996, Newton Compton, 6^ edizione, traduzione di Silvia Bortoli Cappelletto, p. 65.

Il mondo salvato dalle puttane

Quante volte l’abbiamo sentito dire? La “società liquida”… la “società del caos”… il “postmoderno”… In questo mese, a un incontro sul problema del gioco d’azzardo in Lombardia, è stata intavolata la questione. Gli Stati nazionali, le Chiese e i partiti vacillano in credibilità e autorevolezza. Il che equivale a dire che tutti i prodotti della modernità vacillano.             «Ecco che si può stare un poco in pace!» sbufferà chi non ha mai potuto soffrire indottrinamenti e moralismi. Invece no. Perché sono proprio i naufraghi a tenersi spasmodicamente alle tavole fradice della loro nave. E, pur di non mollarle, sono disposti anche a far annegare coloro che si trovano vicini. Tant’è che stanno tornando di moda le parole onore e puttana. Quest’ultima è da intendersi in senso lato, ovvero “persona senza valori morali, che bada solo al proprio profitto”. Il punto è che, non esistendo più enti morali incontrovertibili, tutti si detta...

Raccolta firme

In una delle vie principali della cittadella, il banchetto di un partito mostra due proposte di legge regionale. Si tratta di introdurre le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento presso gli ospedali locali e di rendere accessibili i farmaci a base di cannabis nella terapia del dolore.             Si ferma un tale di mezza età e firma all’istante la propria adesione alla prima proposta. «Però…» bofonchia «…queste cose non passeranno mai, finché non avrete fatto chiudere tutte le chiese…»             «Firma anche questa?» chiede gentilmente il gestore del banchetto, offrendogli la petizione sui cannabinoidi. «Ah, no… questa è pericolosa!» ricusa il tizio, quasi scandalizzato. «Per la terapia del dolore, ci vuole la morfina». Il ragazzo del banchetto prova a spiegargli che gli oppiacei come la morfina hanno controindicazioni troppo pesanti. (E nessuno si scandalizza di q...

Sepolcri imbiancati (ma non troppo)

Credevo che fosse difficile essere una ragazza bisessuale e spiegarlo a genitori senza troppa cultura, né “esperienza del mondo” – almeno, in questo campo. E invece…             Una ragazza lesbica, mia conoscente, mi contatta per fare quattro chiacchiere su Facebook, a proposito del Coming Out Day (11 ottobre). E ne saltano fuori delle belle.             «Mia madre è ipocrita… che è più grave, credo. Davanti, dice: “Gli omosessuali che fanno di male? Si amano!” Ma, poi, la prospettiva di una figlia lesbica per poco non la faceva svenire... Mi ha detto cose orribili. Sono stata io, stupida, a cedere al suo interrogatorio. Ma ero in un momento delicato... no figurati, è ipocrita ed è vero. E fa la finta progressista. Forse, la mia sola ‘colpa’, se così si può dire, è di aver represso la mia natura, in maniera inconscia. Ma è tornata fuori circa un anno fa, ed ho ceduto all’e...

Alziamo l'Indice

Dato che la polemica del momento ruota intorno alle letture per l’infanzia e alla necessità di “difendere i nostri figli” da ogni “indottrinamento” in materia sessuale, sono stata sollecita nel rilevare e segnalare alcuni pericolosissimi testi che circolano impunemente nelle mani dei nostri pargoli. Li elenco chiaramente: ·          Pinocchio: è un esempio, già tristemente noto, di figlio generato per egoismo da un padre che lo condanna a crescere senza madre. Per non parlare del fatto che è nato da una sega ; ·          Raperonzolo: storia di un’adolescente che non ha mai conosciuto i veri genitori e che è oggetto di attenzioni morbose da parte di un’attempata signora (non a caso definita “strega”), che la isola per gelosia da ogni naturale rapporto col sesso opposto; ·          Biancaneve e i sette nani: una ragazza è costretta a far da moglie a sette uom...

Strani costumi

"Guilbert ebbe uno strano sorriso: - Il mio amico mugnaio, come spesso i mugnai, è un personaggio un poco strano. Ha due mogli, una più bella dell'altra. Quindi, secondo l'umore della sera, dorme ora con l'una ora con l'altra. Per questo le due stanze servono a lui entrambe. - Ma non può essere! Una delle due sarà la moglie e l'altra una concubina, - esclamò Hadlaub pieno di stupore. - Ma... Io non m'intendo di queste sottigliezze. Sarà come dite voi che avete studiato. So che le tratta tutte e due con molto rispetto, come si deve trattare una moglie, e le ama moltissimo, ne sono certo. D'altra parte, vedrete voi stesso con i vostri occhi, quando saremo arrivati. A proposito, è ora di ripartire, il sole sta calando e tra non molto sarà buio. Rimontarono a cavallo e si avviarono. Cavalcando, Hadlaub ripensava alle parole di Guilbert sul mugnaio. Com'era possibile che un uomo avesse due mogli? La legge non lo consentiva, ma nemmeno il buon viver...

Rispetto

Il Paese delle Meraviglie

«L’Italia è un Paese arretrato! Un Paese omofobo! Un Paese patriarcale!» Quando si levano questo genere di litanie, c’è sempre qualcuno prontissimo a tacciarle di “mistificazione” o di “esagerazione”. Mi spiace dirlo, ma questo qualcuno – in tal caso – mi trova d’accordo.             Nel nostro Paese, ci si sposa in base ai sentimenti, o non ci si sposa affatto. Si convive maritalmente. Si divorzia. Si decide se avere figli o meno. Si fa ogni genere di sesso, dentro e fuori dal matrimonio. Si aprono sexy shop. Si frequentano prostitute, da quelle di marciapiede alle escort di gran lusso. Si tradisce il coniuge. Si hanno relazioni eterosessuali, omosessuali, poliamorose. Esistono le “famiglie arcobaleno”. Si cambia sesso, o ci si traveste. Esistono donne giornaliste, accademiche, astronaute, scienziate. I figli scelgono la propria strada spesso fuori dalla tradizione familiare. Si usano contraccettivi. La religione, per molti, è...

La bambola di cera

Quando mi si domanda quale sia il rapporto tra la spiritualità cristiana e i figuri che “difendono le radici cattoliche” tramite i mass media, mi viene in mente questo brano tolstojano: Nessuno potrebbe certo vietare a un uomo di fabbricarsi una figura di cera e di baciarla; ma se costui venisse a piantarsi con la sua bambola dinanzi a un uomo innamorato e si mettesse ad accarezzarla, come l’altro accarezza la donna amata, l’innamorato se ne sentirebbe certamente infastidito. (1)             Se qualcuno ha bisogno per forza di trovare in qualche “autorità sacra” la legittimazione della propria mentalità borghese, faccia pure. Ma non la si venga a spacciare come il massimo ideale del Cristianesimo. Né mi si dica che sbraitare sotto i riflettori è espressione di grande fede. Può anche darsi che lo sia, nell’ottica personale di chi lo fa. Certo, mi rimarrà sempre misterioso il movente di chi recita il ruolo di fariseo, sapendo d’e...

Summa pietas, summa impietas

“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti…” Ogni volta che penso al cap. 23 del Vangelo secondo Matteo, rimastico la durezza di queste parole. Un’invettiva lunga, rispetto ai consueti rimproveri di Cristo. E rivolta ai farisei. Ai pii per eccellenza.             Agli occhi d’un ingenuo lettore odierno, i farisei evangelici, tecnicamente, non dovrebbero sembrare “brutte persone”. Non uccidono, non rubano, non fornicano. Sono decorosi nel contegno. Pregano e non frodano in fatto di imposte al Tempio. Sono, insomma, quel genere di persone a cui, ancora oggi, si fa tanto di cappello e di cui fa piacere essere visti in compagnia. Doveva essere così anche ai tempi di Gesù, se Lui diceva: “Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini…” (Mt 23, 5). Perché una così speciale durezza verso di loro, dunque? E sì che c’era del marcio in Palestina… Romani invasori, pubblicani avidi e collaborazionisti, prostituzione, sedizion...

Il complesso di Lolita

  Il complesso di Lolita Di Canidia Sagani     Guardatela. Esile, graziosa, con un viso da madonna. Nata e cresciuta in una famiglia contadina, tra lavoro e pane nero, senza il nefasto e luccicante spettro del postribolo televisivo. Eppure, eccola: sa essere sfacciata, prendersi gioco dell’unico che la ami in modo sano. E andare in discoteca. Truccata, con un abito da cui trapelano le sue grazie adolescenti. Sembrerebbe impossibile vederla così, eterea tra i figuri della notte. Con sé trascina perfino la sorellina, abbandonandola su uno sgabello, dopo averla vestita di panni troppo adulti per lei. È la protagonista del videoclip Moi Lolita , basato sull’omonima canzone di Alizée. Non va di moda fra i teenager del momento, Eppure, quanto delle nostre figlie c’è in lei?             Loro non vivono in campagna. Hanno comode case, smaglianti beauty-case, qualche peluche che conserva strascichi d’i...

Amen

Noi uomini, o Dio, non pensiamo che a mettere argini, definizioni, recinti per difenderci dalla nostra intrinseca fragilità. “Questo si può fare, quell’altro no…; “Bisogna fare così, non altrimenti” “Quella è una brava persona, quell’altro è un disgraziato” Ci innamoriamo di torri di paglia che potrebbero volar via con un soffio. Peggio ancora è quando ci convinciamo che la nostra torre di paglia sia un palazzo dorato o un imprendibile castello. Allora subentra il disprezzo, che altro non è se non dire: “Tu non hai il diritto di esistere così come sei” È un sentimento tanto più crudele in quanto è gratuito. Un modo sadico per rafforzare, nell’illusione, la propria torre di paglia: “Sono quelle degli altri a dover cadere, la mia è salda” È divino, invece, quel sentimento che fa aprire la finestra e dire:  Amen.  Davanti alle buone, cattive cose di tutti i giorni. Davanti alla casa che ha i muri ocra anziché color grano (come ti piacerebbe), al ragazzo che porta scarpe av...

Così parlò il buonsenso