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Visualizzazione dei post con l'etichetta profezie

Elogio della Follia

“Spesso sento delle voci. Mi rendo conto che, ammettendolo, finisco nel novero dei pazzi, ma non me ne importa più di tanto. Se si crede, come ci credo io, che la mente voglia guarire se stessa, e che la psiche cerchi la coerenza e non la disintegrazione, non è difficile concludere che la mente produrrà quello che serve per raggiungere il suo scopo.              Si presume che chi sente le voci compia azioni efferate; le sentono gli assassini e gli psicopatici, e anche i fanatici religiosi e i kamikaze. Ma in passato le voci erano un dono e un privilegio. I visionari e i profeti, lo sciamano e la guaritrice. E, naturalmente, i poeti. Sentire le voci può essere una cosa buona. Impazzire è l’inizio di un processo. Non dovrebbe esserne il risultato finale.             Lo psichiatra Ronnie Laing, il guru che negli anni Sessanta e Settanta fece diventare di moda la fol...

Grazie al cielo

“«Allora, le profezie delle vecchie canzoni si sono avverate, come al solito!» disse Bilbo.             «Certo!» disse Gandalf. «E perché non dovrebbero avverarsi? Di sicuro, tu non dubiti delle profezie, solo perché hai dato tu stesso una mano a far sì che si realizzassero, vero? Non crederai sul serio, vero, che tutte le tue avventure e tutti i tuoi scampati pericoli siano stati diretti dalla sola fortuna, per il tuo puro e semplice profitto? Sei un’ottima persona, signor Baggins, e ti apprezzo molto; ma sei solo una piccola creatura in un vasto mondo, dopotutto!»             «Grazie al cielo!» disse Bilbo ridendo, e gli porse la tabacchiera.” J. R. R. TOLKIEN (Da: The Hobbit or There and Back Again, 2013, HarperCollins Publishers, p. 351. Traduzione mia).