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Tutti a tavola: un iftar per Manerbio

Il 2 giugno 2018, si è ripetuto con successo l’ “esperimento” voluto dall’ associazione di promozione sociale “Chorouk” , che raduna i musulmani di Manerbio. L’evento si chiamava “Iftar Street: una cena insieme per una Manerbio più unita” ; si è tenuto in via Strada Vecchia per Milzanello n. 2. Per l’appunto, si trattava di aprire alla cittadinanza un iftar : una delle cene del mese di Ramadan, con le quali viene rotto il digiuno diurno. Era un modo molto concreto di far attraversare le barriere culturali, per vivere un momento tipico degli “altri” - che sono, in realtà, i vicini di casa, quando non coinquilini. Il Ramadan è intensamente simbolico, in questo senso: vissuto nella quotidianità, rimane un “marcatore” delle distanze culturali, così come il velo di molte donne e ragazze. I membri della “Chorouk” hanno riservato a sé l’aspetto impegnativo ed ascetico del mese sacro, mentre hanno volentieri condiviso quello conviviale.         ...

Indovina chi viene a cena

Tavolata multietnica. Osservare come mangia una comunità significa conoscere molto di essa. Forse, anche a questo ha pensato l’associazione islamica manerbiese “Chorouk” , quando ha diffuso  questo invito: partecipare a una delle cene del Ramadan, in cui viene rotto il digiuno giornaliero. Il pasto del 18 giugno 2017 è stato aperto anche ai manerbiesi non musulmani. Questa cena è detta “iftar” .              I commensali hanno atteso il tramonto, com’è prescritto. I discorsi di benvenuto sono stati pronunciati da Allal Martaj, presidente di “Chorouk”, e da Issa Nabil, l’imam locale. Essi concordavano sulla necessità di “abbattere i muri” ed essere “come una sola famiglia”. Ciò ricorda una nozione comune all’Antico Testamento (Gn 11, 1) e al Corano (II, 213): quella di un’umanità originariamente unita in una sola comunità.  Datteri, uova sode, dolci con sesamo e miele.  Un canto di preghiera ha se...