Fu Berlino – fra il sole di settembre e la sua pioggia – che mi sradicò dalla mia dimora. Il tempo, scaglie leggere alla finestra – si scrive con timore a testa china sterpi di parole – e mentre il sole passa obliquo, uno spiraglio – qui, a ricomporre con altri ramoscelli e foglie – sguardi, reliquie antiche, quadri – il proprio nido. Berlino, settembre 2011 Di fronte alla fontana, al centro, nella Gemäldegalerie – le pareti chiare e mute – e i riflessi di settembre che cadono sull’acqua – una mantra sottile, poi poco più su a lato, ad attendere che finalmente nulla accada: lo spazio del silenzio – e mentre fuori la rivolta qui è l’arte di attendere, il tempo di un quadro. Berlino, settembre 2011 Grazie E' un po' guarire, basta una parola – la testa china, come per capire: un gesto breve dalla gola. Il cardine che tiene s'è...
Mi piace pensare a un blog come a una porta aperta su dimensioni diverse, dal fantastico al reale... come a qualcosa che ci porta una boccata d'ossigeno. Qui troverete libri, film, pensieri, ironia, arte, cronaca e storia locale. Una scatola a sorpresa, ma sempre con un occhio per cultura e creatività.