Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta alessandro castagna

"Fu Berlino" e altri versi

Fu Berlino – fra il sole di settembre e la sua pioggia – che mi sradicò dalla mia dimora.   Il tempo, scaglie leggere alla finestra – si scrive con timore a testa china sterpi di parole – e mentre il sole passa obliquo, uno spiraglio – qui, a ricomporre con altri ramoscelli e foglie – sguardi, reliquie antiche, quadri – il proprio nido.   Berlino, settembre 2011   Di fronte alla fontana, al centro, nella Gemäldegalerie – le pareti chiare e mute – e i riflessi di settembre che cadono sull’acqua – una mantra sottile, poi poco più su   a lato, ad attendere che finalmente nulla accada: lo spazio del silenzio – e mentre fuori la rivolta qui è l’arte di attendere, il tempo di un quadro.   Berlino, settembre 2011     Grazie   E' un po' guarire, basta una parola – la testa china, come per capire: un gesto breve dalla gola.   Il cardine che tiene s'è...

Cerchi

    Prefazione    "Dopo aver suonato i molti spartiti del suo animo e accordato così la lingua in Chiaroscuri , Alessandro Castagna con questa nuova opera punta dritto al cuore della sua ispirazione e senza cercare vie di fuga – 'Il primo gesto rivoluzionario / è chiamare le cose / con il loro vero nome' dice Rosa Luxemburg – lo dichiara immediatamente nella figura polisemica del titolo. I Cerchi racchiudono infatti il desiderio di perfezione ma anche il pericolo della ripetizione, la prigione dell’identità ma anche la prospettiva aperta del rinnovamento, così evidente quando il sostantivo lascia il posto alla coniugazione presente del verbo cercare. Trovare una forma raffinata che trattenga i frammenti del mondo e i 'frantumi che rincorrono frantumi' della propria storia, e in questo modo forse salvarli, ma poi salvare se stesso e attraversare una nuova soglia per rimettersi in una posizione di nascita, non lasciandosi incantare da ciò che si è cost...

Chiaroscuri

Sono εἰδύλλια le liriche di Alessandro Castagna . Sono “quadretti” in un senso che abbandona l’impronta bucolica, per farsi, piuttosto, composizioni di sensazioni e pensieri. Per sottolineare la sinestesia sottesa a tutta la raccolta, quest’ultima si apre con una partitura musicale. Un allegretto in battute da 3/8, da eseguire piano.             La galleria è scandita in cinque sezioni: “Chiaroscuri” (l’eponima); “Acquerelli”; “Distanze”; “Rinascite”; “Fuochi”. A presentarle, citazioni da grandi autrici: quasi tutte di lingua inglese, che Castagna insegna. Prevale Emily Dickinson, con la sua vena introspettiva e sospesa fra cielo e terra. I “Chiaroscuri” ritraggono la “banalità del male” così come la percepiva Virginia Woolf: il peso delle giornate “normali” che stillano nell’uomo, fino a invecchiarlo e ucciderlo. Così come fa il tempo “frantumato a ragnatela” (1) , in una Sala d’attesa.       ...