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La Giornata della Memoria in versi ed immagini

Jacques Zambolo,  Il giorno del terrore Com’è già avvenuto nella scorsa edizione , la serie di esposizioni artistiche “In Essere 2 – RiCreazione” ha dedicato una mostra alla Giornata della Memoria . Dal 22 gennaio al 18 febbraio 2023, essa ha raccolto presso il Bar Borgomella di Manerbio una serie di sguardi sull’atrocità dell’Olocausto.              L’inaugurazione ha visto letture poetiche eseguite da Eliana Gambaretti ed Erica Gazzoldi, nonché brani suonati al flicorno da Alessandro Bonali. I versi letti quella sera erano di autori manerbiesi e sono stati raccolti in un opuscolo distribuito gratis al Borgomella. All’inaugurazione, hanno preso parte l’ANPI locale, il Gruppo Alpini, l’assessorato alla Cultura e la Solidarietà Manerbiese.             Il cuore dell’evento, però, sono state le opere artistiche . Oltre che dal Collettivo InEssere di Manerbio, erano...

La memoria passa anche per Manerbio

All’inizio di agosto, torna il ricordo della strage di Bologna (2 agosto 1980) : alle ore 10:25, un ordigno esplose alla stazione della suddetta città, uccidendo ottantacinque persone e ferendone oltre duecento. Altri episodi simili sono quelli di Piazza della Loggia, a Brescia (28 maggio 1974) e di Piazza Fontana a Milano (12 dicembre 1969).  L’attentato di Bologna si collocava nel quadro di quello che il settimanale inglese The Observer, nel dicembre 1969, chiamò “strategia della tensione” : un insieme di atti terroristici volto a creare il terrore nella popolazione e a prepararla ad accettare svolte politiche di tipo autoritario. Così le forze reazionarie (gruppi neofascisti, settori degli apparati di sicurezza statali) risposero alle lotte sociali iniziate nel ’68 – ’69 e all’avanzata elettorale del Partito comunista italiano. La strage di Brescia avvenne proprio durante una manifestazione contro il terrorismo neofascista. Quella di Milano colpì la Banca Nazionale dell’Ag...

Sui piedi della memoria

“I morti corrono veloci”, cantava Gottfried August Bürger (1747-1794) nella sua “Lenore”. All’inizio di agosto, lungo il percorso Milano-Brescia-Bologna , corrono invece i vivi, ma col pensiero dei morti: quelli periti nelle stragi degli “anni di piombo”. Il riferimento è alla staffetta organizzata annualmente dall’ AGAP , la milanese Associazione dei Gruppi Amatori Podistici . La preparazione e lo studio dell’itinerario durano circa sei mesi. I giorni sono scelti in modo da terminare la corsa a Bologna il 2 agosto, nell’anniversario dell’attentato alla stazione (1980).  L'arrivo della Staffetta della Memoria Milano-Brescia-Bologna a Manerbio (1 agosto 2017)             Gli episodi ricordati, naturalmente, sono: quello di Piazza Fontana a Milano (12 dicembre 1969), quando una bomba esplose nella Banca nazionale dell’agricoltura; quello di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974), quando un ordigno uccise e ferì ...

La corsa della memoria

Come avviene annualmente, Manerbio è stata una tappa della “staffetta della memoria” che attraversa Milano, Brescia e Bologna. L’iniziativa, per l’appunto, ricordava la strage avvenuta alla stazione bolognese il 2 agosto 1980, alle ore 10:25. Un’esplosione uccise ottantacinque persone e ne ferì altre duecento. Per il massacro, furono condannati membri dei Nuclei armati rivoluzionari, organizzazione di estrema destra; di depistaggio furono riconosciuti responsabili uomini dei servizi segreti e della loggia massonica deviata nota come P2. Bologna, probabilmente, fu scelta in quanto capitale simbolica del Partito comunista italiano in quegli anni.  Le tre tappe principali della staffetta “Per non dimenticare”, naturalmente, sono unite dal filo rosso del terrorismo italiano nel secondo Novecento. Milano, infatti, fu la sede della strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969) e Brescia di quella in Piazza della Loggia (28 maggio 1974).        ...

Maria Maria

"Meglio sarebbe stato Risalire in fretta il fianco scosceso della montagna Poi stenderci al sole e Con un lento gesto della mano Dirci addio. Oh la Sicilia La Sicilia era in tutti i miei sogni di ragazzo Sedotto da tutte le ragioni Per le quali molti volevano fuggire Ammaliato dalle lente cantilene Dei venditori di meusa Dallo sguardo malizioso Delle Marie dagli occhi neri Dai fuochi di sterpi Che spandevano miriadi di scintille Nella velata oscurità delle notti. Stregato dal profumo delle zagare sfavillanti Dal gemito di libecci incandescenti Dal querulo lamento di una terra che crepitava Sotto  il solleone di un’estate madre E matrigna. Ho amato il gemito Il tormento L’imperio  disperato Risolto nel guizzo di una lama O nel riso di scherno di un ragazzo scalzo. Eri tu nel ricordo di quelle notti L’icona Il fulgore di quel tempo In cui ancora mentivamo Solo per amore E fuggivamo Per non udire il cant...

Per non dimenticarti

Senza memoria, non c’è cultura. Un ritornello che parte dai miti greci e arriva nella quotidianità manerbiese. Per avere un tessuto di letteratura locale, per l’appunto, è indispensabile ricordare chi è stato generoso di versi e prose. Come Memo Bortolozzi (1936-2010).              Il 14 novembre 2015, è andato in scena al Teatro Civico di Manerbio (ormai intitolato proprio al poeta) lo spettacolo “Pèr mia desmentegàt” (= “Per non dimenticarti”). Una serata di satira o, meglio, di satura : una pirofila colma di ogni pietanza letteraria tratta dal repertorio di “Chèi dè Manèrbe”, la compagnia teatrale locale. Ad arricchire ulteriormente l’offerta, si sono aggiunti due gruppi folk della provincia bresciana: “I Cantùr dè Örölaècia” e “I Màcc dè le ùre”. La direzione era toccata ad Angela Maria Bortolozzi, sorella dell’autore.             Lo spettacolo è stato i...

La memoria corre veloce

Da circa un trentennio, la memoria corre fra Milano e Bologna, passando per Brescia. L’AGAP (Associazione Gruppi Amatoriali Podistici) promuove infatti regolarmente la staffetta “Per non dimenticare”, dedicata alle vittime della strage di Bologna. Il 2 agosto 1980, alle ore 10:25, un ordigno esplose alla stazione della suddetta città, uccidendo ottantacinque persone e ferendone oltre duecento. L’episodio si colloca nel quadro di quello che il settimanale inglese The Observer, nel dicembre 1969, chiamò “strategia della tensione”: un insieme di atti terroristici volto a creare il terrore nella popolazione e a prepararla ad accettare svolte politiche di tipo autoritario. Così le forze reazionarie (gruppi neofascisti, settori degli apparati di sicurezza statali) risposero alle lotte sociali iniziate nel ’68 – ’69 e all’avanzata elettorale del Partito comunista italiano.              Il1 agosto 2015, a Manerbio è avvenuto il p...

La chiazza rossa

"…nunc et in hora mortis nostrae amen.     Già da alcuni minuti il piccolo crocchio appollaiato attorno al feretro aveva iniziato la recita di uno stanco e meccanico rosario. Velette nere si intrecciavano con ampi fazzoletti su cui scivolavano lacrime sporche di trucco, mentre gli effluvi di svariati profumi dolciastri andavano a mescolarsi tra loro impregnando l’aria già greve e tombale. Tra le anonime sagome dei presenti spiccava la figura minuta e diafana di una ragazza, seduta presso i genitori e intenta ad osservare con sguardo fisso e stupefatto il defunto a pochi centimetri da lei. Gli occhi grandi, incastonati in un viso ancora incerto tra adolescenza e maturità, sembravano non volersi staccare dal volto placido e disteso dell’uomo, un anziano signore dai radi capelli bianchi, naso dritto ed elegante, la bocca ormai rilassata nel riposo eterno, ma da cui traspariva una molle e indecifrabile dolcezza. Con un sospiro, la madre poggiò la mano sulla spalla dell...

Davanti alla tenda

Davanti alla tenda di Barbarah, si può sostare solo in punta di piedi e con un vago sentore di pudore violato. Perché la veste casual del verso libero non copre e non edulcora. La tenda trasparente nelle trame rotte (p. 32) lascia vedere una nuda vestita, femminile e pura nel suo rosa carne (p. 33), che s’immerge nel mare di se stessa. I pesci sono volti e dettagli, guizzanti in anfratti di memoria. Risalgono da essi le righe di pioggia (p. 58) disegnate un tempo col nonno, o una scatola di savoiardi che a me non piacevano neanche troppo (p. 63), ma resi inestimabili dal loro tramonto. Barbarah torna sempre al suo vecchio posto dove amò la vita, come dice Vinicio Capossela. Là, c’erano la campagna e il mare. Ma anche la chiesa bianca di Loreto (p. 58), le margherite che odoravano di cimiteri (p. 55) e uova che erano il giallo del sole portato sulla terra (p. 53). Il paradiso è coi pollini che accarezzano il viso, mentre si fissa il mare (p. 40). Un orizzonte non deve avere i conf...

In taberna quando sumus

La mia testa si cullava in un caldo vapore rosso. Davanti a me, la tavola coi resti di un’ottima zuppa di ceci e le bocce di Bacco divino che andavano svuotandosi. La chitarra accarezzava gli orecchi miei e dei fratelli, seduti attorno a lui e a una sua amica, che si accompagnavano in un duetto godereccio e dolcissimo.             Lui divenne un goliarda alla metà degli anni ’60; anche la donna era una nostra sorella. In una borsa, si era portato numerose copie dei propri tre libri, ormai difficili da reperire. Giornalista professionista, scrittore e blogger, si trovava a Pavia come membro della giuria di un premio letterario studentesco. Aveva prontamente avvisato del proprio arrivo anche noi goliardi locali, che abbiamo portato le nostre feluche nella sede della premiazione del concorso.             Alcuni fratelli avevano prenotato un tavolo in un local...