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Visualizzazione dei post con l'etichetta viaggio nel tempo

L'isola del silenzio

Come un guscio, il battello galleggia fra lo smalto del cielo e il cristallo vivo dell’acqua. A larghi giri, l’isoletta di San Giulio d’Orta si avvicina. Il traghetto approda di fronte all’imboccatura della basilica, che sale verso il cuore della terraferma. Così, i visitatori ripercorrono incessantemente il cammino di quel sacerdote greco, Giulio da Egina, che portò il cristianesimo su questo fazzoletto di terra, soppiantando i culti precedenti (IV sec.). Le reliquie di Giulio sono custodite nella cripta della basilica, insieme a quelle degli altri “Santi Isolani”. Mai come qui è evidente quanto i morti siano il cuore dei vivi.             Risalgo la scalinata della basilica e percorro la viuzza fra gli edifici carichi di secoli. Il sapore delle costruzioni è medioevale, ma alcune – come l’Antica Bottega San Giulio – vantano tracce del XV e del XVI secolo. Il Ristoro, al mio arrivo, non è aperto.     ...

Un "Cerchio d'argento" nel cassetto

Fu la mia prima sperimentazione narrativa ad ampio respiro, fra i miei 15 e i miei 18 anni. Qualche anno più tardi, la pittrice e poetessa Beatrice Barnabà (l’autrice della presentazione de La tessitrice di parole   ) mi consigliò di disegnarne le illustrazioni.             Lo propongo ora come e-book gratuito, sperando che incontri l’affetto di qualche lettore. Il cerchio d’argento racconta, in quindici capitoli, le vicende di una curiosa quindicenne, Edvige: nel bel mezzo della quotidianità, le tocca un’esperienza che sarà dirompente e formativa allo stesso tempo. Si ritroverà, infatti, ad attraversare il passaggio verso la Sòmal-Màrie : una terra dove sembrano essersi concentrati e rimescolati i miti, i viaggi e la storia di cui pullula il bacino del Mediterraneo, fino a creare una sintesi inedita. Magia, leggenda e “normalità” si passano continuamente il testimone, senza, peraltro, che ne siano definiti nettamente...

In viaggio con Erodoto

“Erodoto vive una vita piena, per nulla intralciato dalla mancanza del telefono, dell’aereo o della bicicletta. Tutte cose che arriveranno solo dopo migliaia di anni, e che niente lascia presumere gli siano mancate: se la cava perfettamente anche senza. La sua vita e quella del mondo contengono una forza propria, un’energia inesauribile e autosufficiente che lui avverte e che lo entusiasma. Erodoto doveva essere una persona serena, rilassata e cordiale: è solo a questo tipo di persone che gli estranei svelano i propri segreti. Le nature chiuse, ombrose e introverse, anziché indurre il prossimo a confidarsi, suscitano il timore e la voglia di scappare. Se Erodoto avesse avuto un carattere del genere, non avrebbe ricavato niente dagli altri e noi non avremmo avuto la sua opera.             Riflettevo spesso su questo fatto, sentendo con stupore, e anche con una certa inquietudine, che, addentrandomi nella lettura di Erodoto, ...

Mille Miglia

Polenta, maiali e Mille Miglia. Questo, più o meno, è il sunto dell’identità bresciana nel resto d’Italia. Perciò, giusto per non farmi mancare neppure un tassello dello stereotipo, sono andata a godermi l’arrivo delle auto d’epoca a Manerbio.             Una curiosa disposizione celeste l’aveva fatto coincidere con la finale della Champions League. Ciò aveva alquanto scremato il pubblico: molti manerbiesi, anziché pensare alla corsa, si erano parcheggiati davanti al televisore. A salutare i piloti c’erano gli appassionati duri e puri, gli anziani nostalgici, le famigliole e qualche curioso come la sottoscritta, che non distinguerebbe una ruota da un pouf, ma si ficca in ogni evento rumoroso. Pazienza per il mancato studio: per una sera, il Menippo di Luciano sarebbe andato sulla Luna da solo.             Io, invece, ero accompagnata da mio padre, l’Enciclopedia M...