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Visualizzazione dei post da 2026

"Un uomo in Argentina: l'ombra di Hitler

Che fine hanno fatto i nazisti, dopo la caduta del loro regime? E dov'è finito il corpo di Hitler? Sembrano svaniti nel nulla, ma tutti sappiamo che è impossibile. Possiamo ancora trovarci faccia a faccia con la loro ombra. Anzi: negli anni '70, era ancora possibile trovarsi faccia a faccia con loro in persona. Di questo tratta il romanzo di Roberto Maggiani: Un uomo in Argentina (Roma 2026, Il ramo e la foglia edizioni).  L'autore: Roberto Maggiani Roberto Maggiani (Carrara, 1968) si è laureato in Fisica all'Università di Pisa. Vive e insegna a Roma. Ha pubblicato romanzi, saggi e versi. Ha curato antologie come Quanti di poesia (Edizioni L'Arca Felice). È anche traduttore, in particolare di poeti portoghesi. Un uomo in Argentina: la trama Adrian Schneider vive in Argentina, ma proviene dalla Germania. Nel 1975 ha più di ottant'anni ed è di salute malferma. La sua badante, Ania, è accurata e premurosa nei suoi confronti come una figlia. Lei ha alle spalle una ...

Viale del Tramonto: la vamp nella villa stregata

Ci sono storie che, sebbene non siano propriamente gothic fiction , ne hanno molti elementi. E questo blog, com'è risaputo, prova gusto nel trovare il lato gotico delle storie più o meno famose. È anche il caso di Viale del Tramonto. Viale del Tramonto: trama del film Viale del Tramonto (1950) è un celebre film girato da Billy Wilder. L'attrice protagonista è la leggendaria Gloria Swanson , già diva del cinema muto e sopravvissuta anche al passaggio al sonoro. Non più giovanissima, qui interpreta una parodia di se stessa , caricando la propria gestualità e sottolineando le eccentricità delle stelle del muto. Il suo personaggio è quello di Norma Desmond: ex-diva del cinema muto, sola e dimenticata, ma non rassegnata alla fine della sua carriera. Vive nel lusso di una villa fatiscente, insieme al lugubre maggiordomo Max ( Eric von Stroheim ). L'unico altro affetto della sua vita è uno scimpanzé, che lei ha cresciuto come un figlio unico e a cui ha dedicato un funerale a rego...

The Northman: la scelta tra amore e vendetta

E se il principe Amleto fosse stato un forte guerriero, anziché un malinconico studente? E se la sua storia si fosse svolta in Islanda?  Immagine da Cinematographe.it   The Northman (2022) prende spunto proprio dalla fonte che ispirò a Shakespeare la sua tragedia più famosa. Si tratta di una leggenda raccolta nelle Gesta Danorum di Saxo Grammaticus ( c. 1150 – c. 1220 ): sì, lo stesso che ci ha tramandato le gesta di Ragnar Lothbrok, la star della serie Vikings. Il regista è Robert Eggers , che ultimamente ha fatto parlare di sé col suo Nosferatu (2024) . Anche qui ritroviamo le atmosfere tenebrose, la fusione tra umano e bestiale/demoniaco, i legami familiari tossici e l'amore che prova a salvare... ma può solo fino a un certo punto. Menzione speciale per la colonna sonora, che evoca appieno il fascino e le sonorità del mondo norreno. The Northman: la trama Il piccolo Amleth ( Oscar Novak ) è figlio del re Aurvandill "Corvo di Guerra" ( Ethan Hawke ) e della regina ...

La Maschera di Ferro e il doppio volto del potere

Follia dei potenti e concentrazioni di potere nelle mani di pochi : sono temi terribilmente all'avanguardia. Ancora nel terzo millennio, la vita e la morte, la fame e la prosperità sono decise da coloro che possono bloccare l'accesso al cibo e alle risorse energetiche e credono di avere il diritto (quasi divino) di farlo. Non è quindi fuori luogo ripensare a un celebre film che ruota intorno al volto del potere assoluto: La Maschera di Ferro (1998; regia di Randall Wallace). La Maschera di Ferro: un po' di storia L'ennesimo remake de La Maschera di Ferro è liberamente ispirato a un romanzo di Alexandre Dumas padre: Il visconte di Bragelonne (1847-50), ultimo volume della trilogia dedicata ai Tre Moschettieri. Effettivamente, di storico c'è ben poco, nel film. Basterebbe la presenza di Athos, Porthos e Aramis ad avvisarci che siamo nel mondo del romanzesco, non in quello del reale. Meglio quindi gustare la storia senza farsi troppe domande.  Fonte: Theposterdb.com ...

Piergiorgio Cinelli al Bar Simposio di Manerbio

La sera del 14 marzo 2026, il Bar Simposio di Manerbio ha ospitato un concerto di Piergiorgio Cinelli . Il cantautore di Sarezzo è famoso per i suoi rifacimenti in salsa bresciana di noti brani musicali. Ha collaborato più volte col rapper dialettale Dellino Farmer .  Al Bar Simposio, ha esordito cantando "Cosa ga dai?" (= "Cosa gli danno?"): una dolceamara riflessione sulla retribuzione dei comportamenti umani. Più godereccia era "Gras l'è mèj" (= "Grasso è meglio"): inno al cibo sostanzioso, sulle note di un famoso jingle pubblicitario. Altra cover del brano era "Ga 'n somèe" (= "Gli somiglio"), riferita alla somiglianza fra Piergiorgio e il fratello Charlie . "Budapest" di George Ezra era stata trasformata in "Pifiù": frazione di Borgosatollo che sembra una versione del proverbiale "Quel Paese"... ma esiste davvero! La commossa "The Sound of Silence" di Simon e Garfunkel ...

Antonella Settura osserva la famiglia contemporanea

"Famiglia" e "semplice" sono due parole che non possono incontrarsi nella stessa frase. Ne sa qualcosa Antonella Settura , che, per parlare dell'argomento, ha avuto bisogno di un libro intero. Il titolo è eloquente e garbatamente provocatorio: Hanno sbagliato culla? (2026, Dantebus Edizioni). L'autrice, a Manerbio, è conosciuta soprattutto come insegnante di danza ed è un'ospite ricorrente su queste pagine. Nata a Brescia nel 1966, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università IULM di Milano. Coerentemente coi suoi interessi, la sua tesi riguardava il balletto nell'Ottocento. Come danzatrice, si è formata presso la scuola "Forza e Costanza" di Brescia. Si è poi perfezionata presso l'Accademia Nazionale di Danza a Roma. Nel 1983, ha fondato il "Centro Danza", che tuttora dirige come insegnante e coreografa.  Coltiva anche la passione per la scrittura: per Dantebus Edizioni, ha già contribuito a una ra...

Sfumature di "Rosa" in mostra per l'8 marzo

Il collettivo artistico "In Essere" di Manerbio sta mantenendo fede all'impegno di dedicare una mostra a differenti colori. Dopo il nero, il rosso, il viola e una parentesi dedicata alla fotografia, è arrivato il "Rosa" . Dall'8 al 26 marzo 2026, il Bar Simposio ha ospitato immagini e installazioni dominate da questo colore caldo e tenero. L'inaugurazione ha avuto luogo l'8 marzo, durante la Giornata Internazionale della Donna : il rosa è sovente considerato simbolo di femminilità. Ma questa è solo una piccola parte della sua storia. Pablo Picasso , nel suo "Periodo Rosa" (1904-1906), lo utilizzò per evocare poesia e intimità.  La Mattel ne fece il colore della sua Barbie , creata nel 1959 per rappresentare una femminilità moderna e versatile. Il pittore Yves Klein (1928-1962) ha sperimentato questa tinta accanto al suo inconfondibile blu. Ólafur Elíasson  (1967-) ha impiegato il rosa nelle sue installazioni immersive per coinvolgere emo...

"L'assassinio di un «fior di bolscevico»”: pagine buie di Manerbio

L'assassinio di un "fior di bolscevico": chi era? Chi era Angelo Sanzeni? Fu dirigente socialista e vittima di un assassinio a sfondo politico per mano di squadristi fascisti, il 31 luglio 1922. Il fattaccio avvenne a Manerbio. Di indagarlo storicamente si è occupato Giordano Cavagnini : laureato in Storia presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, si occupa soprattutto di ricerca e studio nel campo della conservazione del patrimonio culturale. Una delle sue opere più recenti è lo studio sulla "città sociale" di Manerbio, compreso negli atti del convegno "Scienza e Beni Culturali" (2019).  Il 5 marzo 2026, al Teatro Civico "M. Bortolozzi" di Manerbio, ha presentato L'assassinio di un «fior di bolscevico». La metamorfosi fascista di Manerbio (1920-1922) (Brescia 2025, Liberedizioni) . L'evento era il frutto della collaborazione fra il Comune e l'ANPI . Il saggio ricostruisce la storia del suddetto Angelo Sanzeni: brac...

La ferrovia di Manerbio ha più di cent’anni

Nel 2026, la ferrovia di Manerbio compie 160 anni. Il tratto Cremona-Olmeneta fu inaugurato nel 1863, mentre quello Brescia-Olmeneta risale infatti al 1866. Quest’ultimo comprendeva la stazione di Manerbio, sorta sul terreno della Cappellania di S. Caterina. Il primo capostazione fu Eugenio Tornello, deceduto due anni dopo, nel 1868.              Lo scopo della ferrovia era unire Brescia alla rete ferroviaria del Piemonte. La realizzazione dell’infrastruttura, quindi, fu un passo importante nell’ unificazione dell’Italia .             La concessione per la costruzione e l’esercizio della linea fu affidata alla Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali. Definita come “linea a esercizio economico” , fu inizialmente percorsa da tre coppie di corse al giorno, tutte con trazione a vapore.             Nel 186...

Giorgio Perlasca rivive grazie ad Alessandro Albertin

Giorgio Perlasca: chi era? Cosa faresti, se una colossale bugia salvasse migliaia di vite, a rischio della tua? A questa domanda, rispose Giorgio Perlasca (Como, 1910 – Padova, 1992). Proveniva da una famiglia benestante e istruita e divenne lui stesso commerciante di carni. Da giovane, aderì con entusiasmo al fascismo e al nazionalismo dannunziano. Combatté come volontario in Africa Orientale e durante la guerra civile spagnola per Francisco Franco. Dal 1938, la sua adesione al fascismo iniziò a sgretolarsi. Non condivise le leggi razziali, né l’alleanza con la Germania. Dopo l’8 settembre 1943, si rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini , per fedeltà al Regno d’Italia. All’epoca, si trovava a Budapest per conto della propria ditta. Ricercato dai nazisti, sfruttò una lettera di raccomandazione firmata da Franco per ottenere un passaporto spagnolo. Avrebbe potuto facilmente usarlo per fuggire dall’Ungheria e salvarsi. Ma si rese conto che migliaia di persone...

Photos: ogni colore in fotografia a Manerbio

La fotografia cattura istanti di luce e di colore che non si ripeteranno più. Questa magia si è compiuta in numerose opere esposte al Bar Simposio di Manerbio dal 15 gennaio all'11 febbraio 2026 . Il titolo della mostra era "Photos" , appunto. L'idea è nata dalla collaborazione fra il collettivo artistico "In Essere" , il Fotoclub di Manerbio e il Gruppo Fotografico Lenese . Ciascuno scatto ha immortalato dettagli di realtà nelle loro tinte peculiari e nei loro chiaroscuri. Una croce nera si staglia contro un cielo azzurro. Una verde valle emerge dal buio delle montagne circostanti. Il sole al tramonto tinge il cielo di rosa, oro e violetto e proietta lunghe ombre di alberi frondosi. Nel verde di un prato, fra le ragnatele dei rami in primo piano, spiccano il nero e il bianco di due uccelli in volo.  Quasi desertica è la vista di un viale solitario, dalle tinte ocra, bordato di cipressi scuri come in una poesia di Carducci. La nebbia s...

Il Carnevale a Manerbio nella storia

Anche a Manerbio il Carnevale è un momento forte di vita cittadina. Ma com’è cambiato nel tempo il modo di celebrarlo?  Durante la Seconda Guerra Mondiale e nel periodo immediatamente successivo, i festeggiamenti erano poveri e tristi, per ragioni facili da immaginare. A parte qualche risata amara e un po’ di canzoni oscene, non avevano molto da offrire. Tutto cambiò nel 1957, con il primo “Carnevale dei Ragazzi” . Fu organizzato dall’ Oratorio , in collaborazione col gruppo “Rinascita Manerbiese” . Durò tre giorni, con un programma intenso: sfilata di carri e maschere riservata ai ragazzi entro i 16 anni; una serata di varietà musicale al Teatro Aurora con un concorso per maschere (rivolto ai bambini fino ai 12 anni); gara di automobiline a pedali, corsa di carretti montati su cuscinetti a sfera e il “Gran Trofeo Figaro”: una gimkana per garzoni di barbiere. Fra i nomi famosi del posto, emerge in particolare quello del maestro Flavio Dotta , che diresse il gruppo “Sette Note”. T...