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Nilde Ario - Un gotico in salsa pavese

Per chi ha amato La vergine di ferro   e La nipote del diavolo, c'è una bella notizia: le vicende di Nilde Ario sono uscite in un unico volume , su Amazon. La copertina di Nilde Ario: Un gotico odierno in salsa pavese . Questo volume raccoglie due romanzi a puntate già usciti sulla testata on line Uqbar Love e sul blog Il filo di Erica . Essi raccontano la storia di Nilde Ario: ragazza goth scampata alla morte quando era già sul feretro e impegnata in una personale battaglia contro un sostituto paterno dominante. In una cornice odierna e pavese, la storia riprende atmosfere tipiche del romanzo gotico, con qualche cenno di esoterismo. Una vicenda di armi e di amori, insolita nella narrativa attuale, ma nata da un autentico bisogno d'immaginare e raccontare. Se desiderate la versione per Kindle, cliccate qui . Se preferite ordinare una copia cartacea (da far stampare su richiesta), cliccate qui . Buona lettura... o ri-lettura. P.S. Qualora qualcuno si domandasse da ...

La nipote del diavolo - I, 2

Parte I: Fili pendenti 2. Amedeo si lasciò galleggiare in un lattiginoso senso di voluttà. Il volto perlaceo di Nilde emanava su di lui un lume come di luna, rischiarato da due iridi azzurre. Il giovane tese una mano verso di lei.             Una vescica dolorosissima gli attraversò la pelle del palmo.  Nilde scoccò una risata metallica: «Come? Non sapevi che il ghiaccio brucia?» Amedeo sentì le dita affusolate e forti di lei stringergli le spalle e spingerlo all’indietro. Avvertì, contro la schiena, qualcosa di duro. Una punta in metallo.             Le punte divennero due, tre, cento, premute contro le sue membra. La ragazza emise un sospiro ironico: «Ah, già… “La vergine di ferro”. Mi aveva soprannominato così mio zio… Darmi il nome di uno strumento di tortura era il suo modo di essere affettuoso».        ...

La vergine di ferro - III, 10 (Ultima puntata)

Parte III: Il filo di Arianna 10. Amedeo rialzò la testa di scatto. Un passo ben conosciuto si stava avvicinando alla porta della biblioteca in cui era recluso. Infatti, l’uscio si spalancò e – in un sussulto di gioia che gli fece quasi perdere i sensi – riconobbe la sua Nilde. Aveva un cipiglio cupo e trionfante. «Sparisci!» intimò a Raniero, il carceriere improvvisato. «Ordine di mio zio». Il giovanotto non se lo fece ripetere due volte. La ragazza si lanciò verso Amedeo, che si era alzato dal sedile di velluto, e lo strinse prepotentemente fra le braccia. «Ti trovo bene, amore» disse lei, con voce soffocata nel suo collo. S’incontrarono con labbra secche e convulse. «Com’è andata? Che fine dobbiamo fare?» mormorò lui, sull’orlo del pianto. «Siamo liberi!» disse lei, concitata e soffocata. «Come hai fatto, Nilde?» Lei si rabbuiò: «Nel modo più banale e scontato che avremmo potuto immaginare. Ho ottenuto la tua liberazione, accettando di tornare a vivere c...

La vergine di ferro - III, 9

Parte III: Il filo di Arianna 9. Nilde levò gli occhi verso le bifore che si aprivano come pupille di gatto, nell’arenaria di S. Michele Maggiore. Il pomeriggio inoltrato ammantava la chiesa romanica d’un alone sonnolento. La ragazza strinse a sé, sotto il soprabito scuro, la katana che non aveva lasciato neppure nella bara. Inspirò a fondo e varcò il portone dell’edificio.              Nonostante mancasse mezz’ora alla consueta Messa feriale, la chiesa era deserta. La ragazza udì, dietro di sé, che gli ingressi venivano chiusi. Benedisse la connivenza di don Raffaele.             Vide subito quella figura d’uomo maturo, dalle sopracciglia fosche, che si levava nel mezzo della navata, vestito d’un soprabito simile a quello di lei. Si trovava proprio sopra i cinque dischi di marmo che, secondo la leggenda, contrassegnavano il luogo delle incoronazioni d...

La vergine di ferro - III, 8

Parte III: Il filo di Arianna 8. Secondo Flashback Nilde contemplava, con beatitudine incredula, il regalo dello zio. Un’autentica katana giapponese, esattamente della sua misura. «Grazie…» mormorò a fior di labbra.  «Non hai idea di quanto io abbia desiderato vederti così… grata e sommessa, per una volta» rispose Michele Ario, con voce pastosa. La ragazza non replicò. «Ti ho osservato a lungo. So che quella spada è ormai la tua anima. Però…» riprese l’uomo «…il possesso materiale di una lama, in sé e per sé, è nulla. Anche il fatto di saperla maneggiare è cosa da poco. La vera dote dello spadaccino…» esordì «…è la vigilanza costante d’una mente sgombra. Eternal sunshine of the spotless mind ». Nilde si voltò verso di lui. Ma era già tardi. Un oggetto pesante e allungato la colpì sul cranio, come una folgore. E fu il buio. [Continua] Pubblicato su Uqbar Love, N. 167 (21 gennaio 2016), p. 34.

La vergine di ferro - III, 7

Parte III: Il filo di Arianna 7. Sul volto latteo e tornito di Isabella, andava diffondendosi un senso di liberazione.             «Dunque, mio zio si è rivolto a te per cercare di ricontattare Amedeo, esatto?» la sollecitò garbatamente Nilde. «Sì.» «E tu hai detto ad Amedeo che lui avrebbe voluto che si scambiassero le condoglianze per… la mia morte?» riprese l’altra, non senza un fugace tono d’ironia. Isabella annuì di nuovo. «Quando sono andata a parlargli…» riprese quest’ultima, esitante «Amedeo mi ha detto che… gli eri apparsa… nel buio…» Nilde sospirò. «Stava cercando di proteggermi. Non era bene che si sapesse subito che ero ancora viva… Soprattutto, non era bene che lo sapesse mio zio, checché ne pensi tu». Isabella la guardò con occhi sgranati. «Svegliati!» sbottò finalmente l’altra. «Il tuo prezioso dottor Michele Ario, il tuo guru, nonché lo zio che mi ha cresciuto… era impaziente di farmi s...

La vergine di ferro - III, 6

Parte III: Il filo di Arianna 6. Amedeo tentò di non pensare al numero di ore che dovevano essere trascorse. “Cerchiamo di non fare sciocchezze” si disse. “In fondo, non mi è andata troppo male, finora”.             In effetti, eccezion fatta per quella corda che gli aveva segato i polsi in automobile, non aveva subito significativi maltrattamenti. Era stato bendato e condotto, dopo molti giri, su per una scala e attraverso diverse stanze. Infine, quando gli era stata restituita la luce, si era ritrovato un una polverosa biblioteca dai mobili scuri, col pavimento coperto da una moquette e un busto in gesso raffigurante una neoclassica Minerva.              Lì era rimasto per quelli che dovevano essere stati giorni. I servizi igienici annessi alla biblioteca toglievano necessità reali di condurlo fuori. Con lui, perennemente, rimaneva quel ragazzo biond...

La vergine di ferro - III, 5

Parte III: Il filo di Arianna 5. Primo Flashback «Ciao, Nilde. Vado a vedere come sta andando il corso di mnemotecnica, nella sede dell’associazione» salutò Ario, indossando il soprabito. «Ciao, zio. Mi raccomando, non scordarti la candeggina» rispose la ragazza, con una vena maligna. L’altro si voltò, accigliato. «Che c’entra?» Nilde rilasciò uno studiato sospiro: « Eternal sunshine of the spotless mind… I cervelli vanno sbiancati per bene». Ario si voltò. Per una volta, non riuscì a contenere una vampa d’ira. Un nervo pulsava, sulla sua fronte bruna. «Adesso, ripeti bene quello che hai detto». «Ho detto» riprese lei, con una cadenza quasi musicale «che la tua cara Associazione Lotus, che tu presiedi, offre corsi di mnemotecnica come pretesto per rincretinire gli allievi con sessioni interminabili di video, musiche e un’alimentazione magra che toglie loro lucidità ed energie. Ho detto che il tuo mestiere, praticamente, consiste nel far...

La vergine di ferro - III, 4

Parte III: Il filo di Arianna 4. Nilde attendeva con spasmodica freddezza, ai piedi della “Lavandaia” di Borgo Ticino. Ancora una volta, calava il crepuscolo. Se lei aveva intenzione di tornare a curiosare in quei luoghi, non l’avrebbe fatto molto più tardi.             E, infatti, ecco una figura biancovestita risalire dal Ponte Coperto e avviarsi verso la statua. Nilde rimase volutamente immobile. Indossava lo stesso abito nero e vaporoso della sera precedente, quando l’esaltata immaginazione di Isabella l’aveva scambiata per un fantasma.             L’altra procedeva timorosa, ma costante. Sembrò esitare e meditare la fuga, quando fu vicina alla “Lavandaia”. Poi, in uno slancio, vinse l’ultima paura. Nilde se la ritrovò davanti, con i chiari occhi sbarrati e il volto contratto in una maschera di terrore.     ...