Lo confesso. Anch’io sono entrata in libreria e l’ho comprato: un tomo intero di romanzi di Emilio Salgari. Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Mi sono lasciata arruffianare da quella girandola di armi ed amori, di donzelle in pericolo e pirati gentiluomini, recitanti in scenari più finti delle torrette di Pisa segnatempo. Ho seguito Sandokan nelle sue spericolate avventure, puntualmente interrotte da digressioni, opportune come lo squillo del telefono durante il bagno. “Non sapete quanto siano buoni i semi del durion …” Tu ti senti, d’un tratto, un comune mortale , perché lo conosci solo come impiegato nelle torture dal Rapitore Seriale di Facebook. E la Perla di Labuan, tutta bionda dal dolore (O. Wilde in saecula saeculorum ), coi sospiri potrebbe spingere la nave del suo pirata fino alle isole Azzorre. Quanto a Sandokan, ogni volta che apre bocca, intona un’aria pucciniana o simili. Sia che rimpianga la sua donna, sia che apostrofi il supercattivo, tu t’aspetti che un ...
Mi piace pensare a un blog come a una porta aperta su dimensioni diverse, dal fantastico al reale... come a qualcosa che ci porta una boccata d'ossigeno. Qui troverete libri, film, pensieri, ironia, arte, cronaca e storia locale. Una scatola a sorpresa, ma sempre con un occhio per cultura e creatività.