Un giorno, mentre riordinava un cassetto in previsione della partenza, Emma si punse le dita. Era il filo di ferro del suo mazzolino di nozze. I boccioli di fiori d'arancio erano gialli di polvere e i nastri di raso bordati d'argento si sfilacciavano sull'orlo. Lo gettò nel fuoco. Si accese più velocemente della paglia secca. Poi fu come un cespuglio rosso sulla cenere, che si consumava lentamente. Lo guardò bruciare. (1) Così l'eroina più celebre di Gustave Flaubert esprime il proprio rifiuto della sua meschina realtà matrimoniale. Un rifiuto che la rende simile alla tolstojana Anna Karénina e che porterà entrambe alla sconfitta. Tanto Anna quanto Emma sono ben radicate nel nostro immaginario letterario. Figlie del secondo Ottocento, mostrano come questo periodo abbia visto fiorire il protagonismo femminile in letteratura. La donna rappresentava, in essa, il rimosso, tutto quanto veniva sacrificato all'ordine ed all'efficienza borghesi: felicità, passione,...
Mi piace pensare a un blog come a una porta aperta su dimensioni diverse, dal fantastico al reale... come a qualcosa che ci porta una boccata d'ossigeno. Qui troverete libri, film, pensieri, ironia, arte, cronaca e storia locale. Una scatola a sorpresa, ma sempre con un occhio per cultura e creatività.