E non ho voglia di raccogliere i frustuli avanzati dalla mia anima, che riportano, qua e là, un lampo –una A, una O- non più. Il sole è troppo pigro per collazionare i testimoni di un giorno ancora sfatto -una pasta troppo acquosa per le maglie dell’ecdotica. Non riesco a leggere le diplài, gli asterischi e le punte acide degli obelòi, seminati nei margini come rughe di una fronte aggrottata. Qualcosa di spurio, forse, si è intrufolato nei miei gesti -una distrazione di copista che biascica una pericope di chissà chi, di chissà quando- entrato quasi fatalmente nella mia tradizione -ma c’è un originale? Continuerò domani a inseguire l’archetipo, il suo profumo acquattato lungo i rami astratti di uno stemma. Ora, solo, piegherò la mano a porre un’altra crux -quante siano, ormai, sui miei giorni non guarderò -ho un silenzio carico di congetture e mi basta . Compresa in: AA. VV., Tracce 3, Roma 2015, Pagine, p. ...
Mi piace pensare a un blog come a una porta aperta su dimensioni diverse, dal fantastico al reale... come a qualcosa che ci porta una boccata d'ossigeno. Qui troverete libri, film, pensieri, ironia, arte, cronaca e storia locale. Una scatola a sorpresa, ma sempre con un occhio per cultura e creatività.