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Visualizzazione dei post con l'etichetta fanatismo

Un film leggero con una morale pesante

«Non è arrivato il film che avevo prenotato… Allora, guardiamoci questo». Così, sul piattino del lettore DVD, è arrivato Animali fantastici e dove trovarli (2016; regia di David Yates). Degno complemento di quella serata per sole ragazze, fra divano e biscotti casalinghi. Da adolescente, fui una fan devotissima di Harry Potter. Mi sbellicai dalle risate (e da una struggente nostalgia di un mondo impossibile ), leggendo l’antenato cartaceo del film suddetto: un testo scolastico di Hogwarts con gli scarabocchi attribuiti a Harry, Ron e Hermione.  Newt Scamander (Eddie Redmayne) istruisce il babbano Jacob Kowalski (Dan Fogler). Fonte: comingsoon.it             Attualmente, però, le mie esigenze sono più sostanziose. Non solo amo fantasy più monumentali (J.R.R. Tolkien vi dice qualcosa?), ma preferisco coltivare la saggistica. E, in particolare, approfondire l’alchimia , la stregoneria e la magia rituale storicamente pra...

Manerbio per Asia Bibi

Nel biblico Libro di Daniele, è narrata la storia di Susanna (13, 1 ss.): una donna ingiustamente condannata a morte, sulla parola di due uomini autorevoli che l’avevano insidiata. La sua storia è reale oggigiorno, nella vicenda di Asia Bibi (N. 1971 circa). Donna pakistana del Punjab, cristiana cattolica in un Paese a prevalenza musulmana, era una lavoratrice agricola. Le sue compagne di lavoro mal sopportavano quell’ “intrusa”, per di più nominata responsabile. Una lite attorno alla fonte d’acqua, poi l’accusa: “blasfemia”, che - in Pakistan - è reato capitale e infamante. Dal 2009, la vicenda penale di Asia si trascina. Giudici e autorità civili riconoscono la sua innocenza, ma c’è una fatwa (= sentenza di un esperto di legge coranica) che impegna ogni “buon musulmano” a troncare la vita della donna. I due testimoni maschi che hanno convalidato le accuse delle lavoratrici ammettono di non aver udito la bestemmia, ma affermano che “Asia ha confessato”. Peccato che fosse una confes...

Il tafano, ovvero Necessaria follia

“…uno come me, davvero appiccicato dal dio alla città […] come a un imponente cavallo di razza, che è però per la sua mole un po’ pigro e bisognoso di essere stuzzicato da un qualche tafano…” ( Apologia di Socrate , 30e) Buon, vecchio Socrate… Così facile dire di lui tutto il bene e tutto il male possibile… Un mosaico dell’edificio precristiano sottostante la cattedrale di Apamea lo rappresenta attorniato dagli allievi (terzo quarto del IV sec. d.C., regno di Giuliano l’Apostata). In questa stessa attitudine, le composizioni paleocristiane rappresentavano Cristo in mezzo ai discepoli. Sorvolo, per il momento, sulla questione del programma neoplatonico di Giuliano, per il quale i filosofi dovevano la salvezza a Socrate ( Lettera a Temistio, 264d). Mi limito a registrare la somiglianza fra queste due figure di maestri rudi, scomodi e arguti. “Uomini della crisi”, entrambi. Dovevano morire come individui, perché – una volta risolta la crisi – non avrebbero più avuto posto nel “mond...

Si vive bene anche senza...

Cari amici,  uno spuntino largamente sgranocchiato – quando mancano cose più saporite – è il Si-Vive-Bene-Anche-Senza. Una merenda che soddisfa la pancia, non ha aromi particolarmente complessi da apprezzare e non ha alcun valore nutritivo. Però, il suo consumo eccessivo potrebbe portare a spiacevoli conseguenze, che illustriamo con esempi e declinazioni varie: ·          Si vive bene anche senza leggere e studiare. Eliminare scuole e università? ·          Io ho una salute di ferro senza quasi mai aver visto un dottore. Si vive bene anche senza. Eliminare studi medici, farmacie e ospedali? ·          Si vive bene anche senza lavarsi troppo. Taccio, per non farvi vomitare. ·          Si vive bene anche senza gli altri. Ritirarsi tutti quanti in un eremo? E via discorrendo. Il tappabuchi del Si-Vive-Bene-A...

L'Amico (che si crede) Intelligente

L’Amico (che si crede) Intelligente – d’ora in poi, A.I. –  è una figura sociale che funesta la vita odierna e che può ben esser considerato una filiazione della "donna Prassede" .             L’A.I. è quello che trova sempre il tuo cellulare di modello superato, la tua città troppo provinciale e la tua carta igienica troppo ruvida.             L’A.I. è quello che, quando ti visita a casa tua, ha sempre osservazioni da fare sulla tinteggiatura delle pareti, sulle abitudini dei coinquilini, sul tuo stile di cucina.             È quello che, di punto in bianco, salta fuori a dirti: «Quante lentiggini! Hai mai pensato di usare il fondotinta? »; «Quanto mangi! Hai mai pensato che potresti ingrassare?» «Non sarebbe ora di tingerti i capelli?»; «Non sarebbe il caso di introdurre l’ananas marinato nella tua dieta?» ...

Love Song for a Vampire

Bram Stoker's Dracula   (1992; regia di Francis Ford Coppola) è noto come “la versione cinematografica più fedele di Dracula ”. Si tratta di una fedeltà non tanto alla lettera, quanto alla sostanza del romanzo. Il film ostenta ciò che il libro adombra. I fantasmi che costruiscono le vicende dei protagonisti diventano carne e figura. Le lunari ed eteree vampire del castello divengono procaci, aggressive e ferine (penso che nominare Monica Bellucci renda l’idea). Se il Dracula letterario era evanescente e proteiforme, quello cinematografico di Gary Oldman cambia aspetto sotto i nostri occhi: da stravagante nobile romeno a guerriero, da giovane gentiluomo a belva. Lo scrittore poteva giocare intorno al “buco nero” in cui il suo vampiro consisteva sostanzialmente: non c’era alcun “Dracula oggettivo” in grado di autodefinirsi, presentarsi al lettore, avere un’esistenza autonoma. C’era solo la mole di diari, lettere e ritagli di giornale in cui i personaggi umani riportavano i propri pu...

Lettera aperta a donna Prassede

Cara donna Prassede,  mi rivolgo a te pensando a una moltitudine. Perché ci sono “donne Prassedi” maschi e femmine, vecchie e giovani, frustrate e di successo, insipide e affascinanti, umili e altolocate, cristiane, atee e perfino buddhiste, come fa intuire Philip Kapleau . Sotto tutte queste forme hai incrociato la mia strada, sia pur durante una vita breve. Per questo, credo di potere – e dovere – parlarti a chiare lettere.             Di te, si può dire che non sei ipocrita. Non fai nulla per apparir migliore di quel che sei. Agisci d’impulso e (come bene afferma Antonia Pozzi) l’impulsivo non può essere insincero. Sei tanto trasparente che è fin troppo facile disgustarsi di te – o esserti grati. La povera Lucia Mondella deve aver provato entrambi i sentimenti.             Sei ottimista, anche. Ti muovi perché credi che il tuo intervento sia efficace nel miglio...

I miei nemici

Sono persone rilassate, affabili, cortesi. Né potrebbe essere altrimenti. Non hanno nulla per cui agitarsi. Vogliono garantire la proprietà privata in un mondo capitalista; mantengono fermi tre o quattro principi che non richiedono poi troppa fantasia; si sentono “normali” in un mondo di “disadattati” a cui rimproverano di voler essere se stessi. Inutile ricordar loro quell’aforisma di Oscar Wilde: “Una rosa rossa non è egoista perché vuol essere una rosa rossa. Sarebbe terribilmente egoista se volesse che tutti i fiori del giardino fossero tutti rossi e tutti rose.” Allo stesso tempo, riescono ad aver l'aria degli "alternativi". Deprecano l'impossibilità di fare pubblicamente talune affermazioni, ma hanno luoghi e occasioni in cui esplicitarle comunque. Vedendoli davanti ai problemi sociali, vien da domandarsi se siano ignoranti o perfidi. Non ci sono molte altre ipotesi per spiegare la loro insensibilità, il modo in cui mentono a se stessi per difendere una “fo...

La fretta

“Il cellario sembrava invasato e illuminato a un tempo, pareva che ora la diga del silenzio e della simulazione si fosse rotta, che il suo passato tornasse non solo a parole, ma per immagini, e che egli riprovasse le emozioni che lo avevano esaltato un tempo.             «Allora» incalzava Bernardo, «tu confessi che avete onorato come martire Gherardo Segalelli, che avete negato ogni autorità alla chiesa romana, che affermavate che né il papa né alcuna autorità poteva prescrivervi un modo di vita diverso dal vostro, che nessuno aveva il diritto di scomunicarvi, che dal tempo di san Silvestro tutti i prelati della chiesa erano stati prevaricatori e seduttori, salvo Pietro da Morrone, che i laici non sono tenuti a pagare le decime ai preti che non pratichino uno stato di assoluta perfezione e povertà come lo praticarono i primi apostoli, che le decime pertanto dovevano essere pagate a voi soli, gli unici apostoli e poveri di C...