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Visualizzazione dei post con l'etichetta riflessioni

"Persona normale", ho un messaggio per te

Ho un messaggio per te, "persona normale".  Sì, tra virgolette, perché è un'espressione che vuol dire tutto o niente. È anche un titolo autoconferito, riconosciuto solo da te e da quei quattro o cinque gatti che, ai tuoi occhi, sono rappresentanti del mondo intero, pietra di paragone del "dover essere".   Sto parlando con te, che giudichi di sottecchi le colleghe "troppo vistose" e i colleghi "inadeguati". Con te, che vedi come una provocazione qualsiasi accessorio inusuale, qualsiasi hobby o interesse poco gettonato. Con te, che fai commenti ad altissima voce sui mezzi pubblici circa le presunte abitudini dei tuoi tranquillissimi vicini di sedile e cerchi pure di trovare chi ti faccia eco. Con te, che di punto in bianco scrivi a sconosciuti nelle chat dei social media, dando loro degli "psicopatici" (senza renderti conto che l'unico comportamento disturbato, in tal caso, è proprio il tuo). Con te, che imprechi contro le manif...

Eravamo due amiche al bar

Ho continuato a rigirarmi in bocca questa storia come una patata bollente da quest'estate, perché davvero non sapevo come raccontarla. Semplicemente, eravamo due amiche al bar e stavamo prendendo il caffè insieme, dopo tanto tempo che non riuscivamo a vederci di persona. I nostri lavori e le nostre vite ci avevano allontanato, come spesso succede. Ma un bel caffettino alla prima occasione non manca mai. E di cos'abbiamo parlato? Lei mi ha detto del suo lavoro di operaia, di come, al momento, si trovasse piuttosto bene. Ma la "patata bollente" che mi ha lasciato in bocca risaliva a prima , a una sfortunata esperienza precedente. Aveva trovato un impiego nel settore del confezionamento di cosmetici, con la prospettiva di un contratto a tempo indeterminato. Si trattava di maneggiare scatoline di cartone: beh, poteva farcela, no? "Hai capito come si fa? Ecco, adesso devi farne trecento in un'ora." Prego? Comunque, si era messa d'impegno. Trecento o non ...

La perdita d'aureola e l'arte onesta

Noi non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passioni.    Queste sono alcune fra le memorabili parole del professor Keating nel celebre film L'attimo fuggente . Mi sono tornate in mente in questi giorni, dopo aver sentito i discorsi di rimpianto di un attore che non trova più alcun senso di "nobile missione " nella sua professione. Nel suo campo, personaggi di dubbio valore possono venire strapagati; la formazione passa spesso in secondo piano rispetto alla popolarità e all'avvenenza fisica. A pensarci bene, però, la questione della "decadenza delle arti" non è poi così recente. Ricordate una breve prosa di Charles Baudelaire , Perdita d'aureola ? È uscito nel 1869.   - Oh! Come! Voi qui, caro? Voi in questo luogo malfamato? Voi, il bevitore di quintessenze! Voi, il mangiatore d'ambrosia! Davvero, ne sono sorpreso! - Mio caro, vi è noto il mio ter...

Perché è impossibile non amare Loki

Lo confesso: il mio preferito, nel pantheon norreno, è Loki . Il "diavolo", l'infame, l'astuto, l'ambivalente, il dio in combutta coi demoni. Non proprio credenziali rassicuranti, lo ammetto. Eppure, credo di avere i miei buoni motivi. Innanzitutto, lui, fra gli Asi (i grandi dei celesti) si distingue. Mentre i suoi colleghi sono tutti pacificamente integrati nell'alta società divina, lui tiene un piede in cielo e uno negli Inferi . È il classico esempio di come le pecore nere vadano ove preferiscono, mentre le pecore bianche sono prigioniere del loro paradiso rassicurante e insipido. Uomo, donna, mosca, salmone, gigantessa o foca che sia, lui può assumere qualsiasi forma e gustare così appieno la varietà dell'esistenza. Peraltro, uno che può trasformarsi in qualsiasi cosa tu desideri ha un fascino indiscutibile. Gli altri dei un po' lo snobbano come buffone, un po' lo temono per i suoi tiri mancini. Così lo escludono dalle feste… ma, ogni volt...

L'amore non è un'azienda. E neanche l'esistenza lo è.

  Ogni tanto, sui social, capita di vedere espresso quel che è, in realtà, uno dei messaggi subliminali con cui si viene bombardati praticamente fin dalla nascita: La mancanza di una relazione stabile è un fallimento esistenziale, checché ne diciate. Praticamente, tutti voi che siete vedovi/single/separati/fidanzati temporaneamente... andate a buttarvi in un burrone ilico et immediate. Avete sentito? La vostra esistenza è fallita. Non siete professionisti, genitori, cittadini, contribuenti, artisti, manodopera, studiosi... L'unica cosa che conta è che al momento non portate una fede al dito o un equipollente.  Scherzi a parte, basta con il mio beneamato sarcasmo e cominciamo coi discorsi seri. "Fallimento" è un termine assai di moda, oggigiorno. Ricorre praticamente ovunque. Ma a quale ambito semantico appartiene propriamente? A quello delle imprese e della finanza. Un'azienda fallisce quando non può pagare i propri debiti e una banca quando non ha più liquidità. Inso...

Non chiedo molto

Eppure, non chiedo molto.  Chiedo solo di veder dare un taglio alle piccole e grandi ipocrisie di sempre. Di non vedere più in giro gente che sbraita pubblicamente contro l'autopromozione... per farsi autopromozione. Che grida a gran voce contro gli "acchiappalike"... per acchiappare più like. Chi condanna il marketing... perché non riesce a ottenere soldi e successo. Che inveisce contro chi cerca visibilità mediatica... dall'alto di profili social con decine e decine di migliaia di followers. Che condanna chi farebbe di tutto per conservare il proprio privilegio... quando è palese che gareggia per rubargli quel privilegio.  Savonarola fu una "rockstar" del proprio tempo e un leader carismatico. Si fece dare ascolto soprattutto grazie al proprio modo di porsi e alla sua personalità. Come ci riuscì? Predicando contro chi era già affermato. Oggi non è diverso. Recitare la parte degli "arrabbiati", degli "irriducibili", dei "combatten...

Poveri, poveri haters

  Non so se ci abbiate fatto caso... I commenti di hating più protervi e supponenti sui social media vengono sempre da profili che avranno sì e no un seguito di sei o sette persone, senza contenuti (o quasi) e senza un'identità reale riconoscibile.  In parte, questo è sicuramente dovuto alla vigliaccheria che contraddistingue questa gente, certo. Ma c'è di più. C'è un vuoto reale. Quella storia per cui "l'apparenza è vuota, conta di più quel che non si vede, ecc." è esattamente alla pari di luoghi comuni come "i soldi non fanno la felicità", o "donna baffuta sempre piaciuta", o "chi s'accontenta gode". Pietose foglie di fico male atte a nascondere la frustrazione. Bisogna proprio dirlo? Dobbiamo proprio dire questa cosa tremenda, che voi haters temete più d'ogni altra cosa? Se non si mette niente in vetrina è perché non si ha niente da offrire. In un contesto storico-culturale che consente a chiunque di avere un pubblico, ...

D'umane conoscenze e di linguacce

  "Giudicate i comportamenti, non le persone". "Ognuno combatte una battaglia di cui non sai nulla". "Dietro un sorriso, può nascondersi un grande dolore".   Eccetera, eccetera. Tutte frasi bellissime e verissime, per carità.  Quel che fa specie è vederle sulle bocche e sulle bacheche di gente che è la prima a giudicare pesantemente gli altri. Che, pur detestando se stessa, si sente sempre una spanna al di sopra del prossimo. Che pensa di conoscerti solo per averti visto per poche ore, in situazioni per nulla significative. Che ama diffondere malignità , pensando che non arriveranno anche al tuo orecchio... Oggi, poi, siamo nell'era dei social media e le opere delle linguacce restano immortalate pure dagli screenshot.  Saggezza e sospensione del giudizio vanno praticati solo quando fa comodo a voi, insomma. Quasi quasi, aggiungo anch'io un pensierino pseudofilosofico: "Chi razzola male e predica troppo s'imbroda da sé".

Attenti al Guru

Il tipo umano qui definito Guru non è sempre tale in senso letterale. Non è necessariamente a capo di qualche movimento spirituale, non è necessariamente una guida riconosciuta di qualcosa. Molte volte, non lo è. È uno dei tanti idioti decorativi e perniciosi che pullulano per il mondo, convinti di potersi far prendere per Messia con due mosse e due sorrisi. E ci riescono anche… ma solo perché il loro prossimo è troppo in buona fede e tende a proiettare sugli altri il buono che ha dentro di sé. Non v’inganni il maschile, fra l’altro: il Guru può essere di qualsiasi genere. E così pure può essere di qualsiasi corrente filosofica, politica o religiosa.              Il suo primo segno di riconoscimento – quello a cui deve la definizione che gli abbiamo dato – è che tiene ad apparire un tipo assai spirituale (anche se sarebbe meglio definirlo spiritato ). Tutta la sua vita è uno slogan. Non dice mai niente che non sia improntato...

Il vero vuoto dei nostri tempi

  E... sì: dagli anni Ottanta in poi , siamo stati invasi da prodotti culturali "pop" di scarsa qualità. Abbiamo visto il cinema popolare farsi cinepanettone , la televisione proporre come "realtà quotidiana" l'artificialità di certi talk show e di certi reality. Abbiamo visto la cafonaggine e l'esibizionismo del nulla diventare la norma.  Però... Non è questo il genere peggiore di  hollow men che i due decenni appena trascorsi hanno prodotto.  L'idiozia scientemente diffusa (intesa come vuoto di contenuti spacciato per leggerezza, volgarità gabellata come popolarità) è un male, certo. Ma non è impossibile da sconfiggere, finché rimangono persone curiose e appassionate, in grado di proporre alternative... persone vive. Da temere sono i morti che cercano di impedire a questi vivi di vivere .  Da quando si è verificata "l'epidemia del vuoto" in Italia, si è accentuato il divario fra la cultura popolare e quella cosiddetta "alta", ...

"Se gli altri non ti amano, devi essere tu ad amarti!" Davvero?

  "Se gli altri non ti amano, devi essere tu ad amarti!" È un pensiero che va alquanto di moda. Non nego che abbia la sua seduzione e un fondo di verità. Le persone che non sanno amarsi , che odiano una parte di sé, provano sentimenti di cattiva qualità anche verso gli altri. Dato che si giudicano, per loro è normale giudicare. Dato che non si accettano, per loro è giusto non accettare. L'odio che provano per sé è la lente attraverso cui guardano il prossimo. Finché non se la toglieranno dagli occhi, dalle relazioni non potranno aspettarsi un granché.  Ma... investire su di sé tutto l'attaccamento emotivo che non si riesce ad avere verso altri? Idolatrare se stessi perché i rapporti col prossimo sono bollati come "non appaganti"? Non ci vuole un luminare per capire che questa è la descrizione di un atteggiamento narcisistico, altro argomento di moda. Anche qualora non si presentasse il vero e proprio disturbo di personalità, non sarebbe comunque una soluzio...

Come fossi una bambola...

Provate a pensare alle storie incentrate su una bambola o su un automa che sembra una persona vera . Il panorama è ampio, vero? Il tema è vivo e inquietante, almeno da quando le tecnologie umane sono in grado di imitare discretamente la vita. Creare un essere che ha un volto e si muove può essere entusiasmante: unisce la commozione del diventare genitori al compiacimento per le proprie capacità. Ma, se la vita può essere prodotta dalle mani e dagli strumenti… che senso ha distinguere una persona da un oggetto? Cosa siamo davvero noi? Cos’è quella che chiamiamo “anima”?              Non a caso una stupefacente bambola meccanica è al centro di un famoso e tenebroso racconto di E.T.A. Hoffmann, L’uomo della sabbia ( Der Sandmann ) . Correva l’anno 1815; nei libri di letteratura, quel periodo è contrassegnato come “romantico”. Questa stagione dà vita anche a una produzione di racconti gotici e fantastici; questi ultimi, in partic...

L'estate e le porte dei morti

Chronos.  Sotto il sole di giugno, la tua bocca è più fresca e più buia. Ti ricordiamo per questo, per i genitali e la bocca. Gli uni hanno generato, l’altra ha divorato i tuoi figli. Saturno. È strano pensarti d’estate. Ma gli ultimi funerali importanti della mia vita sono caduti proprio in questa stagione, quando alberi e mais verdeggiano prepotenti a fianco delle tombe. Mundus patet : sono spalancate le fauci della terra , quelle da cui esce il grano nutriente – e che ci collegano ai nostri morti. Bisogna fare attenzione a non caderci dentro. Soprattutto perché ci attraggono.             Ne sento il risucchio costante e discreto sotto i piedi, accanto alla bara che presto vi entrerà. Questo giorno mi sta regalando la lucida percezione di quell’antico sentimento, quello che ha portato a coniare la parola “saturnino” e a collegare Saturno allo scuro, grave piombo: il sentimento del vasto buio sotto i nostri piedi, quel...