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Visualizzazione dei post con l'etichetta intelligenza

L'ira di Apollo e l'infelicità di Cassandra

È una storia proverbiale: Cassandra , figlia del re troiano Priamo, fu amata da Apollo , che le diede il dono della profezia. In cambio, avrebbe dovuto concedergli i suoi favori; ma non lo fece. Dato che costa caro non mantenere le promesse agli dei, la ragazza pagò col castigo di non essere creduta. Queste vicende si trovano nella Biblioteca attribuita ad Apollodoro (libro III ed epitome); le riassume anche Eschilo, nell’ Agamennone (vv. 1202 ss.). Ne dà una gustosa versione anche Mariangela Galatea Vaglio , nel suo blog Il nuovo mondo di Galatea .  Giovanni Domenico Cerrini, Apollo e la Sibilla cumana (prima metà del XVII sec.)             Sarà una mia malattia mentale, ma anch’io tendo a sentirmi molto vicine le figure dei miti - greci e non solo. D’altronde, il linguaggio mitologico, per quanto diverso a seconda di epoche e culture, affonda in una comune capacità umana: quella di parlare per immagini e narrazioni. ...

Aladino e il Genio della Lampada

La stagione degli spettacoli per bambini, al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, sta volgendo al termine. Il penultimo titolo è stato inscenato il 12 febbraio 2017. Come sempre, sul palco sono saliti gli attori della compagnia “IL NODO Teatro”: Sabrina Danesci, Danilo Furnari, Fiorenzo Savoldi e Fabio Tosato. La regia era di Raffaello Malesci. La storia, stavolta, era “Aladino e il Genio della Lampada”, un’intramontabile novella tratta dalle “Mille e una notte”.              Aladino è figlio di un povero sarto, vedovo e avanti negli anni. Questi vorrebbe trasmettere al ragazzo il mestiere di famiglia, ma il monello non ne ha alcuna voglia. Preferisce giocare per strada con i coetanei e sognare di diventare principe… ma anche quello gli sembra troppo faticoso. Per caso, un ricco mercante si presenta come fratello della sua defunta madre. Non ha prove concrete della parentela… ma ha “argomenti di peso”. Peso d’oro, per l’esat...

L'Amico (che si crede) Intelligente

L’Amico (che si crede) Intelligente – d’ora in poi, A.I. –  è una figura sociale che funesta la vita odierna e che può ben esser considerato una filiazione della "donna Prassede" .             L’A.I. è quello che trova sempre il tuo cellulare di modello superato, la tua città troppo provinciale e la tua carta igienica troppo ruvida.             L’A.I. è quello che, quando ti visita a casa tua, ha sempre osservazioni da fare sulla tinteggiatura delle pareti, sulle abitudini dei coinquilini, sul tuo stile di cucina.             È quello che, di punto in bianco, salta fuori a dirti: «Quante lentiggini! Hai mai pensato di usare il fondotinta? »; «Quanto mangi! Hai mai pensato che potresti ingrassare?» «Non sarebbe ora di tingerti i capelli?»; «Non sarebbe il caso di introdurre l’ananas marinato nella tua dieta?» ...

Ubi minor...

“In quel tempo, Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare…»” Mt. 11, 25-27

Il complesso di Turandot

Un simbolo piuttosto fiabesco e popolare della crudeltà è la principessa cinese Turandot, protagonista dell’omonima opera musicata da Giacomo Puccini (1858-1924) su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni e completata postuma da Franco Alfano (1926). È il genere particolare di questa leggendaria crudeltà a colpirmi.             Turandot è bellissima e vivamente intelligente. È circondata dall’affetto del padre, dalla venerazione di un intero popolo, dall’amore degli innumerevoli pretendenti. Per certi versi, ha perfino cuore, come dimostra la sua profonda commozione davanti al destino della sua antenata Lo-U-Ling, violentata da un principe straniero. Ciò che muove le sue azioni è la “voce” di una vittima innocente.             Proprio questo “cuore” e questo sdegno per l’ingiustizia, però, fanno di Turandot un mostro. Assorta com’è nella “voce che grida dalla tomba”, d...