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Vivaldi: dall’oblio al ritorno alla fama

Chi non ha mai sentito parlare del compositore Antonio Vivaldi (Venezia 1678- Vienna 1741) ?  Così famoso oggi, morì dimenticato e in rovina. I manoscritti delle sue composizioni musicali, fra eredità, passaggi di mano, lasciti e acquisti, riemergeranno all’inizio del Novecento. L’avventurosa vicenda è stata romanzata da Federico Maria Sardelli, in: L’affare Vivaldi (Palermo 2015, Sellerio).  Il trio Franco Nobis, Marco Tansini e Silvia Sesenna Una serata nel salone di rappresentanza del Municipio manerbiese è stata intitolata, appunto: “Vivaldi: dall’oblio al ritorno alla fama”. Era stata organizzata dal Comune (Assessorato alla Cultura) e dall’associazione Amici della Biblioteca di Manerbio. La data era il 22 ottobre 2017.             Erano stati invitati Franco Nobis (flauto), Marco Tansini (flauto) e Silvia Sesenna (clavicembalo). Prima di ogni pezzo musicale, veniva esposta una “puntata” ...

La voce dell'organo

La violinista Lina Uinskyte e l'organo Amati di Manerbio. Più volte, le cronache manerbiesi l’hanno annunciato: la parrocchia di San Lorenzo Martire intendeva restaurare l’organo della pieve , danneggiato da un incendio il 31 maggio 1989. L’intenzione è ormai divenuta realtà. Dall’1 al 15 ottobre 2017, hanno avuto luogo i concerti inaugurali, in cui è stato protagonista l’organo “Angelo Amati 1856” . Della vicissitudine, ha volentieri parlato Giuseppe Migliorati: organista per passione e coordinatore della commissione parrocchiale che si è occupata del restauro. Ha spiegato, innanzitutto, le differenze fra lo strumento firmato “Amati” (casa organaria pavese) e quello che fu colpito dal famoso incendio. «Tra il 1940 e il 1949, l’organo è stato riformato: nel presbiterio, sono state poste due tastiere ed è stata aggiunta la trasmissione elettrica. La parte meccanica in cantoria era stata rimossa. Il nuovo strumento si componeva così di due parti: l’organo Amati e quello aggiun...

Non ci sono più le mezze stagioni

Nell’estate meno estate che si possa immaginare, un concerto non può che intitolarsi “Non ci sono più le mezze stagioni”. Così, infatti, è stata chiamata l’esecuzione manerbiese delle “Quattro Stagioni”, i primi concerti grossi per violino di Antonio Vivaldi (Venezia 1678 - Vienna 1741), compresi ne “Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione”. Gli spartiti uscirono nel 1725, per i tipi di Michel-Charles Le Cène, ad Amsterdam; Vivaldi, però, disse di averli composti prima di quell’anno. Sono uno dei primi esempi di “musica a programma”, ovvero a tema: un esempio di quel gusto barocco per l’ingegnosità, la novità, l’abilità esecutiva. In questo caso, la bravura del compositore sta nel saper usare i suoni per riprodurre le atmosfere di ciascuna stagione, coi rumori, ma anche i colori, i profumi e le temperature.              A Manerbio, le “Quattro Stagioni” sono state proposte al Teatro Civico “M. Bortolozzi”,...