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Visualizzazione dei post con l'etichetta acqua

Scriìt sö l’acqua

  Quand saró sóta ‘na préda cói fiùr, chèl che ‘l ga sarà ‘nsìma ‘l sarà mìa ‘l mé nòm.   ‘L mé nòm, come ön udùr dè matìna e dè póm, come i l’a troàt prìma   che mé ghìes dè fà töta chèsta comédia sö ‘na tèra che l’è sènsa memórie,  l’è scundìt dè l’aria ‘n dè le sò stórie, l’è scriìt sö l’acqua che a la mórt remédia. Traduzione: " Scritto sull’acqua". Quando sarò sotto una pietra accompagnata da fiori,/quello che ci sarà sopra/non sarà il mio nome.//Il mio nome, come un odore/di mattina e di mele,/come l’han trovato prima/che dovessi fare tutta questa commedia/su una terra che è senza memorie,//è nascosto dall’aria nelle sue storie,/è scritto sull’acqua che alla morte rimedia.” Premio speciale "Memo Bortolozzi" , 11^ edizione del premio di poesia dialettale bergamasca e bresciana "L'acqua èn vèrs" bandito dall' Associazione Palcogiovani , bando speciale 2023 - edizione bresciana.

Le Anguane, sirene del lago di Garda

Torna l’estate, con la speranza di poter ricominciare a spostarsi… e di rivedere il nostro lago. Un luogo che è segnato non solo dalle bellezze naturali, ma anche da alcune interessanti leggende. Quelle sulle Anguane , per esempio. Ne parla Simona Cremonini in: Fantastico Garda. Piccolo popolo, creature straordinarie e animali meravigliosi attorno al lago (2017, edito dall’Associazione Culturale PresentARTsì).              Una delle prime menzioni di questi esseri fantastici risale alla seconda metà del XIII secolo ed è contenuta nel De Jerusalem celesti : un poemetto di Giacomino da Verona. Esso è un’immaginosa descrizione della Gerusalemme celeste, palesemente ispirata ai capitoli 21 e 22 dell’Apocalisse. Parlando del canto di lode quivi rivolto a Dio, afferma che esso non trova come paragone “né sirena né aiguana né altra consa ke sia” (v. 168). Dato l’accostamento, si può dedurre che il poeta avesse in mente una creatur...

Acque di vita e di morte: fate, dee e fantasmi nostrani

Quando passeggiamo per le nostre campagne, siamo abituati a vedere edicole con immagini sacre nei pressi dei fossi. Ritraggono, perlopiù, la Madonna col Bambino : un’immagine femminile e che rimanda al “dare la vita”. Le “santelle” erano adatte come punti d’arrivo delle rogazioni, le processioni che volevano propiziare un buon raccolto attraverso la benedizione delle acque e della terra. Insomma, erano un’espressione della nostrana religiosità contadina , che univa il contatto con la natura alla dottrina cristiana. Luoghi benedetti… a patto di non scivolare dentro la fonte o il fosso. L’ambiguità fra sacralità e pericolo , tipica delle acque, è fortemente sentita nel folklore bresciano. Ne ha parlato Giovanni Raza, nel suo Madóra che póra! Storie e leggende della Valle Trompia (2015) . Dal paese di S. Giovanni di Polaveno , viene un’inquietante credenza compresa nella raccolta. Nella Valle Trobiolo, nel territorio (appunto) di Polaveno, si trovano sorgenti: quella detta “Madon...

Pire e fiumi sacri

La prof.ssa Margherita Sommese , il 20 aprile 2017, ha portato alla Libera Università di Manerbio un soffio d’Oriente. Al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, ha parlato di: “Pire e fiumi sacri. Riti di purificazione in India” . Per far entrare rapidamente l’uditorio nello spirito giusto, è stato proiettato uno spezzone di “Viaggio in India” (2006; regia di Mohsen Makhmalbaf). La scena riguardava le cremazioni dei defunti, riassumendo così una serie di tematiche: il fuoco come purificatore, l’interminabile ciclo delle rinascite, le differenze di casta e di censo (visibili finanche nella quantità di legna posta sui roghi).  Il Ganga Aarti             Nella religiosità indiana, il fuoco e l’acqua sono entrambi purificatori. Anche l’anima non può trovare pace, se il corpo non è stato interamente cremato. Il fuoco è energia che trasforma la materia ed è messaggero fra il cielo e la terra. Il suo culto è centrale nei Veda, le scrit...