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Visualizzazione dei post con l'etichetta umberto eco

La fretta

“Il cellario sembrava invasato e illuminato a un tempo, pareva che ora la diga del silenzio e della simulazione si fosse rotta, che il suo passato tornasse non solo a parole, ma per immagini, e che egli riprovasse le emozioni che lo avevano esaltato un tempo.             «Allora» incalzava Bernardo, «tu confessi che avete onorato come martire Gherardo Segalelli, che avete negato ogni autorità alla chiesa romana, che affermavate che né il papa né alcuna autorità poteva prescrivervi un modo di vita diverso dal vostro, che nessuno aveva il diritto di scomunicarvi, che dal tempo di san Silvestro tutti i prelati della chiesa erano stati prevaricatori e seduttori, salvo Pietro da Morrone, che i laici non sono tenuti a pagare le decime ai preti che non pratichino uno stato di assoluta perfezione e povertà come lo praticarono i primi apostoli, che le decime pertanto dovevano essere pagate a voi soli, gli unici apostoli e poveri di C...

Sul buon uso del fango

“Insomma, nei nostri ambienti non dispiacerebbe che una persona già squalificata da tempo, […] platealmente voltagabbana, iniziasse una serie di libelli diffamatori contro di noi. […] Accusate un uomo di omicidio e potreste essere creduto, accusatelo di mangiare bambini a pranzo e cena come Gilles de Rais e nessuno vi prenderà sul serio. […] Ebbene sì, abbiamo bisogno di persone che ci seppelliscano nel fango.” UMBERTO ECO Da: Umberto Eco, Il cimitero di Praga , (“Vintage”), 2011, Milano, Bompiani