Ci sono storie che, sebbene non siano propriamente gothic fiction, ne hanno molti elementi. E questo blog, com'è risaputo, prova gusto nel trovare il lato gotico delle storie più o meno famose. È anche il caso di Viale del Tramonto.
Viale del Tramonto: trama del film
Viale del Tramonto (1950) è un celebre film girato da Billy Wilder. L'attrice protagonista è la leggendaria Gloria Swanson, già diva del cinema muto e sopravvissuta anche al passaggio al sonoro. Non più giovanissima, qui interpreta una parodia di se stessa, caricando la propria gestualità e sottolineando le eccentricità delle stelle del muto. Il suo personaggio è quello di Norma Desmond: ex-diva del cinema muto, sola e dimenticata, ma non rassegnata alla fine della sua carriera. Vive nel lusso di una villa fatiscente, insieme al lugubre maggiordomo Max (Eric von Stroheim). L'unico altro affetto della sua vita è uno scimpanzé, che lei ha cresciuto come un figlio unico e a cui ha dedicato un funerale a regola d'arte. Questo è l'allegro quadretto che si presenta a Joe Gillis (William Holden): un giovane soggettista di Hollywood inseguito dai debitori. Ha cercato rifugio nella villa, credendola disabitata. Quando la padrona lo accoglie... beh, ricordi Jonathan Harker nel castello di Dracula? Lui non si sente certo di più a suo agio. Anche Joe riceve un incarico di lavoro. Anche lui viene ospitato in modo generoso. Ma tutto questo avviene ad un prezzo: si trova prigioniero della "vampira", anzi, della vamp.
Norma Desmond, vamp e vampira
Il paragone fra Norma Desmond e Dracula non è affatto gratuito. Il termine vamp è proprio un'abbreviazione di "vampiro", coniata per le donne fatali del cinema muto. La stessa Gloria Swanson ne era un'intrigante incarnazione. A suo tempo, Norma ha spezzato cuori e collezionato mariti. Vive ora in una situazione intermedia fra la morte e la vita: una villa "stregata" che la isola dal mondo per mantenerla tra i fantasmi del passato. Non invecchia mai, o almeno vuole crederlo. Non ha affetti veri, solo giocattoli e servitori. Paralizza e asservisce la volontà degli altri fino ad assorbirne la vita stessa. Il suo potere viene dal suo assoluto e infantile egotismo, lo stesso che le permette di rimanere nell'alienazione anche davanti alla realtà più innegabile. È una vampira totalmente realistica e, proprio per questo, tanto più spaventosa. La sua connessione col buio e con la morte è sottolineata dalla via in cui abita, Viale del Tramonto. Si potrebbe essere più espliciti?
Viale del Tramonto e un vampiro chiamato Hollywood
Viale del Tramonto avrebbe dovuto essere un omaggio al grande cinema del passato. Ma è anche un noir e, come tale, è impietoso. Analizza i meccanismi segreti di Hollywood: le false promesse di successo, i debiti che mordono, la disperazione dietro la ricchezza, la solitudine, la follia. Anche Hollywood, nel suo complesso, è come un vampiro: attrae con le sue promesse di immortalità e piaceri, ma disintegra l'esistenza di chi crede a esse. L'unica a salvarsi, in tutto questo, è Betty Schaefer (Nancy Olson): una giovane lettrice cinematografica che vorrebbe scrivere il soggetto di un film. Per lei, il cinema è semplicemente casa: è cresciuta vicino agli studi dove si effettuano le riprese e diversi membri della sua famiglia hanno lavorato in quel campo. Non ha mai sognato di diventare una diva, né di essere altro da ciò che è. Essere se stessi in un mondo di finzioni è l'unica cosa che ci può salvare, anche in quell'immensa Hollywood che è il mondo.

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