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Visualizzazione dei post con l'etichetta zen at war

La nipote del diavolo - II, 8

Parte II: La Regina di Spade 8. Fu durante una di quelle giornate di routine che qualcosa si mosse, nel percorso di Nilde. Lei era impegnata a grattugiare il formaggio per la pastasciutta del pranzo. D’un tratto, un dolore fine e bruciante le attraversò la schiena. Si voltò.             Irene era comparsa alle sue spalle e sollevava ancora una verga sottile e flessibile. La ragazza si sentiva salire le lacrime agli occhi, più per la sorpresa che per la sofferenza fisica. Ma le trattenne con fierezza. La maestra si allontanò, senza che lei avesse detto una sola parola, ignorando le ciglia sgranate dell’allieva.              Da quel giorno in poi, nessun istante fu di pace per Nilde. In ogni momento, Irene avrebbe potuto vibrare un altro colpo. Anche di notte, la ragazza cominciò a perdere il sonno. Eppure, non riusciva mai a prevedere l’attacco. Ogni volta...

Le radici della violenza religiosa: uno spunto da Oriente

Trovare la scintilla che trasforma la religione in fanatismo e violenza è una questione che coinvolge chiunque abbia a che vedere con un percorso spirituale. L’ottica degli occidentali, però, è limitata dal fatto che la loro ricerca - spesso - non va oltre la tradizione abramitica (Ebraismo, Cristianesimo, Islam).             Spunti interessanti sull’universalità della “guerra santa” vengono dal lavoro di Brian Daizen Victoria (N. 1939). Praticante zen e ordinato all’interno della scuola Sōtō, dirige il Programma di Studi Buddhisti in Giappone all’Antioch College. Ha al proprio attivo pubblicazioni in inglese e in giapponese, fra cui Zen Master Dōgen  e Zen War Stories.  Monaci zen a Eiheiji, durante le esercitazioni militari (1938).             La sua opera più famosa, però, è Zen at War (1997). Quella qui presentata è la sua seconda edizione (2006, Rowman ...