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InterviStorie - Intervista con Giada Trebeschi

Siamo arrivati a un’attesissima puntata delle nostre InterviStorie : l’incontro con un’altra signora del romanzo storico, Giada Trebeschi.  È una nota autrice italiana di bestseller storici, thriller, romanzi, racconti brevi, saggi, sceneggiature e  pièces  teatrali. Ovviamente, però, il grande pubblico la ama soprattutto per i suoi romanzi storici , accurati e appassionati allo stesso tempo. Ha conseguito due lauree e un dottorato in Storia. Ha lavorato all’università come storica di professione per quasi dieci anni. In seguito, ha deciso di dedicarsi principalmente alla scrittura e alla ricerca. Continua i contatti con il mondo accademico ed è  invited lecturer  in varie Università, fra cui Liverpool, Catania e Urbino, in cui si occupa principalmente di Storia. È inserita nell’anagrafe degli storici italiani per la Storia Moderna. Parla cinque lingue ed è interprete simultaneo per alcuni noti autori internazionali come  Tim Willocks,   Petros...

La libertà di Gertrude

Le tue bambole avevano tutte lo stesso abito. Così pure le immagini che guardasti più tardi. Ogni volta che si parlava di te, la certezza del tuo futuro destino era unanime. Non era forse bello vivere così, senza mai litigare?             Sei stata cresciuta nel posto in cui si supponeva ti saresti collocata per tutta la vita, fra mille carezze persuasorie. Non hai mai dovuto affrontare l’incertezza del futuro. Quando i tuoi grilli di adolescenza hanno rischiato di allontanarti dalla buona strada, nessuno ha dato peso a ciò. È stato come se non fosse successo niente. Sei stata fortunata a nascere fra persone tanto comprensive…             Certo, c’è stata quella punizione amarissima, per il tuo abbozzo di tresca con un paggio… Ma quella era doverosa, da parte nostra. Dobbiamo pur insegnarti a distinguere il bene e il male.        ...

Deliri(c)o

Negli scorsi giorni, ho religiosamente ascoltato le considerazioni telefoniche di un giovanissimo poeta e critico letterario, convintissimo che l’arte debba avere uno spessore sociologico. Oggi, pubblico un attualissimo libretto d’opera (senza musica, ovviamente) sulla vicenda storica della Monaca di Monza. Almeno, per quanto riguarda lo spessore sociologico, non si può dire che manchi. Ho passato il mio secondo anno di liceo a idolatrare la “sventurata che rispose”, fino a farmi prestare un saggio (di cui non ho annotato i dati bibliografici, ahimè) dalla mia insegnante d’allora. Più tardi, dalla ri-digestione di quei materiali, nacque un delirio di barocchismo sfrenato, con qualche vena pucciniana. Avvenne durante i miei primi anni di università, quando mi rimpinzavo di opere liriche –cosa che, recidivamente, non rimpiango.             Ecco, uscita dalle fasce, Virginia de Leyva. Come direbbe Manzoni: se vi annoierà, credi...