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Visualizzazione dei post con l'etichetta leonardo asso

Gazza ladra

  "Ho lasciato in giro briciole di pane per non sprecarle e dopo, il giorno dopo, non le ho trovate più; e tante volte, invece, erano ancora sparse: hai scordato di passare, non avevi fame oppure battaglie lontane ti hanno impedito di mangiare: te ne aggiungo; rinuncio a spiare se tu torni ma so che pensi che aspetto per spiarti e non alla tua fame ma soltanto all’idea assurda di me che sto aspettando;   e siccome sei immortale nei paesi dove vai, che non conosco, non ho paura per te ma combatto i maligni che dicono che aspetto soltanto per spiarti o che tu torni soltanto per le briciole di me: mentre sei sempre qui, fingi di andare e io fingo di restare mentre tu mi porti via."   LEONARDO ASSO     Concorso Di Liegro, Roma Menzione di merito per la poesia Gazza Ladra Teatro dei Dioscuri, 26 Gennaio 2013     

Italia senza "Cuore"

Quando Emma ha proposto a Sanremo Non è l'inferno , qualcuno l'ha trovata una canzone strepitosa; qualcun altro ha storto il naso, davanti al suo linguaggio patriottico e -forse- anacronistico. " Edmondo De Amicis era più dignitoso, eppure lo si cita con ironia". Quando si considerano i contenuti, però, la voglia di scherzare dovrebbe sfumare. Confesso d'aver provato anch'io un moto di ripulsa iniziale, davanti ad espressioni come "chi ha creduto nel Paese". Non è il mio linguaggio. Non è il linguaggio dei miei coetanei, per i quali "il Paese" è il luogo da cui alzare i tacchi, se si è colti e di belle speranze. Ci fa sorridere amaramente De Amicis, perché vedeva nella scuola pubblica le fondamenta ed il cemento dell'Italia: a proposito di riforma Gelmini... E "l'Italia"? "L'Italia... dove l'ho messa???"  Giorgio Gaber ci aveva avvertito. Ci turba la storia di un uomo che ha combattuto i...

N.

Perché lo avete fatto, mamma, non lo so, non lo capivo il male che faceva, a che serviva e se faceva male perché non andavamo all’ospedale; fa male ancora, ci penso tutti giorni e oggi ho quarant’anni e sono nonna e forse è il primo giorno che ho trovato qualcosa di più bello da pensare prima di fare i soliti pensieri. Ho delle figlie ed ora anche nipoti; ogni dodici lune dico anch’io eid mubarak ed il maiale non lo mangio. Però le mie bambine nessuno le ha ferite: ci penso io a difenderle. LEONARDO ASSO 4 Agosto 2009

A.

"Mamma: quel bravo ragazzo di cui hai letto sul giornale stamattina è lui; e sono io quella ragazza di cui si parla senza farne il nome; dicevi Poverino, è colpa tua si vede che lo fai soffrire ed io non trovavo la maniera di spiegarti e ancora non la trovo; e non hai visto cosa mi scriveva: ti romperò le dita delle mani, proprio le mani che conosci e senti suonare quella musica che ami; e c’erano persone per proteggermi l’altra sera al concerto; come un film che vissuto dal di dentro è un po’ diverso da quando te lo guardi e stai seduta sulla poltrona a casa. Mi spiace che un giudice magari stonato o magari senza cuore abbia capito più di te." LEONARDO ASSO 6 Agosto 2008

S.

“E’ morto il signor Rino” - “Non m’importa niente, lo sai, mamma”. “Ma era un uomo bravo!” – “Mamma: dico che non m’importa niente”. “Te lo ricordi al bar? Eri bambina.” Mamma non ero piccola come pensavi tu, come volevi; lui mi diceva cos’hai fatto lì davanti che sei gonfia. Io correvo e m’inseguiva, io correvo via e mi toccava e poi rideva. Un giorno sono scappata fuori, mi sono chiusa in macchina. Adesso se vedo il cane o il gatto terrorizzato da qualcosa penso a me quel giorno; e non mi sembra buffo il cane o il gatto spaventato. A te pareva buffo, forse, non lo so; ma mi ricordo che ridevi. Scusa se non m’importa che quell’uomo è morto. 4 Agosto 2009 LEONARDO ASSO

M.

Il mio ragazzo serio tutti i giorni veniva a casa mia e mi guardava ed era tanto bravo e mamma diceva che lui era tanto bravo; e mi guardava e non diceva niente e non ha detto niente neanche quando gli ho detto che ho baciato un marinaio quando ero scesa giù in vacanza al mare (ed ho rischiato che le mie compagne mi tirassero i capelli; ci hanno provato, hanno gridato che sono venuta lì soltanto per fare la stupida con i ragazzi, i bei ragazzi come i marinai, ma è stato lui che mi ha voluta, sono bella e mi ha cambiata con un bacio). Adesso il mio ragazzo serio dice che non gli importa niente, che mi ama lo stesso; ma di dentro io lo sento ancora il sapore di quel bacio; e mamma adesso cerca di insegnarmi che tutto è capitato solamente per l’errore terribile che ho fatto di ascoltare il cuore; allora grazie, mamma, per avermi mostrato quell’errore dandomi il gusto di perseverare; e grazie al marinaio. 4 Agosto 2009 LEONARDO ASSO