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Visualizzazione dei post con l'etichetta inconscio

Senza forme

Non potrebbe essere più lapidaria questa nuova scelta poetica di Barbarah Guglielmana : un libriccino di due pagine, con una sola immagine. Questo è Senza forme, pubblicato da Gattili, piccola casa editrice di Antonio Pellegrino. Diciotto copie per dodici edizioni: quel che si dice un prodotto di nicchia.             In copertina, un frammento di muro berlinese riproduce, dipinta, una flessuosa figura di donna, sottile come una fiamma. È uno scatto fotografico a opera dell’autrice stessa. All’interno, compare la dedica a Naira Gonzalez, attrice che Barbarah ha seguito in due stage: «Lei ti mescola tutto dentro, portando in superficie il nascosto e il dimenticato…» la descrive la poetessa. Insieme alla figura femminile, è protagonista il mare: quello di Amalfi, un lontano 4 maggio, quando l’autrice si bagnava in acque scavanti e rifluenti.             Da queste onde, emerge ...

Elogio dell'in-coerenza

“Coerenza”… Questa parola viene dal latino cohaerens, ovvero “(oggetto composito) che si mantiene intero”. Che l’essere umano sia un “oggetto composito” è palese. Da cui, la sua perenne lotta per “mantenersi intero”, per far quadrare il dire col fare, il piacere col dovere, il sentimento con la ragione, l’idealismo con il realismo, il privato con il pubblico, lo spirituale con il carnale e così via. Il fatto che la coerenza sia tanto apprezzata (almeno, a parole) non è poi difficile da spiegare. Essere scissi è doloroso – vale sia per il corpo che per la psiche. In più, si apprezza il fatto di poter prevedere il comportamento di chi ci sta accanto, in modo da non riceverne pugnalate alle spalle: da cui, il desiderio di vivere con persone “coerenti”.              Ma è possibile essere interamente coerenti, quando si è esseri umani? C’è un celebre detto del poeta Walt Whitman, che fa anche da sottotitolo a questo blog. In...