Saffo di Mitilene (prima metà del VI sec. a.C) –per impiegare un’espressione di Simone Beta- è uno di quei fantasmi i cui echi ci fanno intravedere la cosiddetta “lirica arcaica greca”. Lesbo , l’isola su cui sorgeva la sua città natale, è vicina alle coste dell’Anatolia. Quella della poetessa è dunque una grecità lontana dalla Grecia peninsulare, che ci ha consegnato gran parte della letteratura e della filosofia studiate nei licei. Il nome di Saffo e della “sua” isola sono diventati celeberrimi, però, per aver fornito la radice alla terminologia dell’eros fra donne . Non a caso la figura della poetessa è stata controversa soprattutto riguardo alla sua sessualità. Già il teatro comico del V sec. a. C. la dipingeva come ninfomane. La sua leggenda –raccolta da poeti come Giacomo Leopardi e Charles Baudelaire- la vuole anche amante infelice del barcaiolo Faone; per dimenticare le proprie sofferenze passionali, si sarebbe gettata nel mar Ionio dalla rupe di Leucade. Simone Beta ...
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