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Il «’68» politico e il «’68» goliardico

“Alle matricolari di Padova e Bologna i goliardi si contano ancora a decine di migliaia, e la popolazione segue con simpatia le loro macchiette. Dal 1958 al 1969 Padova e il nord Italia assistono all’epopea della mitica banda musicale ‘Polifonica Vitaliano Lenguazza’[…]. Il cosiddetto «’68», però, bussa alle porte. Con l’occupazione di Palazzo Campana, sede delle facoltà umanistiche dell’università di Torino (Gennaio 1967), viene indicato convenzionalmente il suo inizio. Ad essa il Collino, studente del terzo anno di lettere, partecipa attivamente con tanto di feluca in testa (Bobbio, Viale, Rieser, la Derossi, Donat-Cattin e gli altri lo chiamavano ‘il goliardo di base’), e rimanendo nel collettivo fino a quando le istanze si limitano all’ambito tecnico-studentesco (comportamento offensivo di certi professori, carenze nelle strutture, abolizione della firma di frequenza, appelli mensili, presentazione del libretto solo ad esame superato, ecc…). Quando, nel ’68 e succ...

Il partitismo nelle università

“Parallelamente, la politica si faceva largo nelle Università attraverso i galoppini dei partiti, che dovunque muovevano alla scalata delle Associazioni Studentesche, di fresco ricostituite. Vi furono città, come Firenze, in cui l’AGF rimase sempre saldamente in mano ai goliardi, pur in presenza di un parallelo ordine goliardico, e altre, come Torino, in cui i goliardi, in nome del sacro principio dell’apoliticità e dell’apartiticità ribadito a Venezia nel ’46, si ritirarono volentieri nella cittadella dell’Ordine Goliardico, giocattolo magico ed esclusivo, puro, ma avulso dal mondo del potere, e lasciarono l’ATU prima e l’ORUT poi nelle mani delle fazioni politiche. Fazioni che non avevano tardato a palesarsi, fin dagli ultimi anni ’40: i cattolici che avevano formato l’Intesa (che comprendeva la FUCI, la DC giovanile e l’Azione Cattolica), i comunisti avevano il M.U.D. (che riuniva FGC e Indipendenti di Sinistra), i Missini avevano il FUAN, i liberali si chiamavano G.I....

Goliardia e Università

“Accontentiamoci, per andare avanti, di dire che la Goliardia è legata all’università in questo modo: si può essere universitari senza essere goliardi, ma non si può essere goliardi senza essere universitari. Almeno questo bisogna accettarlo. Non mi si obbietti che moltissime persone estranee al mondo universitario vivono e si comportano più goliardicamente di certi goliardi con tanto di feluca e mantello. Intanto risponderò che non bastano feluca e mantello a rappresentare il goliardo, ma rappresentano solo l’intenzione, l’anelito, la buona volontà di esserlo. Ed è già buona cosa. Gli altri, i non universitari, ‘si comportano goliardicamente’ e basta. Non dico che ci copiano, per carità. Non abbiamo inventato noi la gioventù, né la ribellione, l’ironia, l’irriverenza scanzonata, le burle, l’anticonformismo, le canzoni, le poesie, l’audacia, la fratellanza, e via sciorinando… Dico solo che chi mostra queste doti e le inquadra in una consapevolezza che parte dall...