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Visualizzazione dei post con l'etichetta opera lirica

Ritratti lirici nel giardino comunale di Manerbio

Il cortile del Palazzo Municipale a Manerbio ha ospitato i “Ritratti lirici” : una serata di arie e duetti operistici dedicate ai personaggi più indimenticabili del melodramma.              Il concerto ha avuto luogo la sera del 19 settembre 2025. Si sono esibiti il soprano Chiara Milini e il tenore Matteo Falcier , accompagnati dal pianoforte di Edmondo Savio . I brani erano presentati dalla voce profonda di Sergio Mascherpa .             L’evento è stato aperto dai saluti del sindaco Paolo Vittorielli e dell’assessora alla Cultura Sara Barbi.             L’inizio del concerto è toccato a Esulti pur la barbara , da L’elisir d’amore (1832) di G. Donizetti. Il contadino Nemorino è innamorato della fittavola Adina, che non ricambia il suo interesse. Lo spasimante decide di comprare quello che il ciarlatano Dulcama...

L' "Ercole amante" di Cavalli al Teatro Ponchielli di Cremona

Il Monteverdi Festival, oltre al compositore eponimo, ha omaggiato altri grandi della musica barocca. Il 27 e il 29 giugno 2025, il Teatro Ponchielli di Cremona ha dunque proposto l' Ercole amante di Francesco Cavalli (Crema, 1602 - Venezia, 1676). Una regia moderna e acuta che ha stupito piacevolmente, come quella de Il ritorno d'Ulisse in patria . Era firmata da Andrea Bernard, assistito da Tecla Gucci Ludolf. Le scene erano di Alberto Beltrame (assistito da Giulia Turconi); i costumi di Elena Beccaro (assistita da Emilia Zagnoli), le coreografie di Giulia Tornarolli, le luci di Marco Alba. La parte musicale era affidata all' Orchestra e Coro Monteverdi Festival - Cremona Antiqua. Al clavicembalo, dirigeva Antonio Greco. Ercole amante di Cavalli: genesi e contesto Cavalli compose l' Ercole amante per le nozze di Luigi XIV di Francia con l'Infanta di Spagna Maria Teresa d'Asburgo . Il matrimonio fu festeggiatissimo, non solo perché regale, ma anche e soprattut...

"Il ritorno di Ulisse in patria" al Monteverdi Festival

Può una tragedia musicale del Seicento strapparci ancora sorrisi e lacrime? E il tema mitologico non sarà un po' troppo imbalsamato?  La risposta a entrambe le domande è scontata, ma non troppo. Si sa già che le avventure di Ulisse sono riproponibili in molte salse, coma ha dimostrato anche il recente film di Uberto Pasolini. Più difficile è rispondere al quesito sulla tragedia musicale. Il ritorno di Ulisse in patria (1640) di Claudio Monteverdi è un gioiello di epoca barocca. Lo separano da noi ben 385 anni. La maturità di Monteverdi e le origini del "Ritorno di Ulisse in patria" Monteverdi componeva per le chiese e per la nobiltà. Eppure, nel 1640, si affaccia a un mondo diverso. Ha settantatré anni e un'esperienza artistica decisamente matura. Si trova a Venezia, una delle città più ricche e dinamiche dell'epoca. Stavolta, la commissione viene dal T eatro Santi Giovanni e Paolo : uno di quelli che hanno iniziato le attività in quegli anni. Stiamo parlando ...

Il loggionista impenitente: Alberto Mattioli e l'opera lirica

Ha trascorso circa duemila sere all'opera e... no, non si è ancora stufato. Alberto Mattioli (Modena, 1969) è forse un unicum nel panorama giornalistico italiano. Non perché sia l'unico a parlare di opera lirica, ma perché è l'unico a farlo con tanta passione totalizzante e (allo stesso tempo) umorismo e leggerezza. Un vero toccasana, in una branca dello spettacolo troppo spesso segnata da conservatorismo becero e persino cattiveria, in certo pubblico. Questo, nel linguaggio di Mattioli, è il pubblico delle "care salme" o (in una versione più gentile) dei "semifreddi". Il riferimento necrofilo, comunque, non cambia. Quello del giornalista è un avvertimento: il teatro, per esistere, deve essere vivo . Per quanto si possa avere nostalgia di vecchie glorie come Franco Zeffirelli, Maria Callas o Luchino Visconti, the show must go on . Anche l'opera lirica deve trovare modi per parlare al pubblico attuale. Non può essere messa in un museo. Non può ignorar...

"Luisa Miller" al Teatro Grande di Brescia

Ho assistito da poco a una coinvolgente rappresentazione della Luisa Miller verdiana (Napoli, 1849), al Teatro Grande di Brescia (5 novembre 2023). Non mi concedevo un'opera lirica dal vivo da tempi che mi sembrano geologici e devo dire che la crisi d'astinenza si faceva sentire. Il piacere è stato proporzionato alle dimensioni della medesima. Anche avere il soffitto dipinto del Teatro Grande a qualche palmo dal naso ha aggiunto non poco al godimento.  La direzione era di Carlo Goldstein, la regia di  Frédéric Roels. Di scene e costumi si era  occupato Lionel Lesire, delle luci Laurent  Castaingt. L'assistente alla regia era Nathalie  Gendrot, il maestro del coro Diego  Maccagnola. Ha cantato il coro di  OperaLombardia e ha suonato l'Orchestra I  Pomeriggi Musicali. Si trattava di un nuovo  allestimento in coproduzione Teatri di  OperaLombardia, Opéra Grand Avignon,  Opéra de Tours, Teatr Wielki Poznan, Opera  Slaska Bytom. Que...

Il Teatro Grande arriva a Manerbio

Una scena dalla Bohème pucciniana (immagine tratta dal web) Perché mai solo gli abitanti di un capoluogo dovrebbero godere del piacere dell’opera lirica sotto casa? Nell’estate 2023, la rassegna “Il Grande in Provincia” ha portato immortali capolavori in diversi Comuni della provincia di Brescia. Il progetto, ovviamente, è stato realizzato dalla Fondazione Teatro Grande e dalla Provincia di Brescia. Ha visto la collaborazione della Fondazione Provincia di Brescia Eventi.              L’11 settembre è stato proprio il turno di Manerbio . Per il Recital d’Opera in programma, il teatro scelto è stato il giardino di Villa Rosa , col benestare del Comune. In quella degnissima cornice, si sono esibiti il soprano Anna Cimmarrusti, il baritono Paolo Ingrasciotta e il pianista Lorenzo Di Stefano.             Cimmarrusti ha all’attivo numerose esecuzioni del repertorio camer...

Gotica, gotica Tosca

Una rappresentazione certamente memorabile della Tosca pucciniana è quella diretta da Franco Zeffirelli al Metropolitan di New York nel 1985. È abbastanza probabile reperirla in DVD, come ho fatto io ai tempi dell’università. L’ho riguardata di recente e ho notato alcuni tratti tutt’altro che secondari: quelli che danno una tinta decisamente gotica alla vicenda.             Già di per sé, la Tosca (1900) fu composta in un’epoca che non era già più romantica, ma risentiva ancora di quella grande stagione ottocentesca . Il Romanticismo aveva già da tempo ispirato le letterature che chiamiamo gotica e decadente , composte dai materiali più oscuri e morbosi della passionalità del XIX secolo. Fra l’altro, Dracula , il capolavoro del gotico, era uscito nel 1897: solo tre anni prima che l’opera pucciniana arrivasse nei teatri. Una vicenda di amore e di morte si prestava benissimo a richiamare questi fantasmi.    ...

Maria Callas, la gemma infranta

Il 23 febbraio 2017, al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, è tornato il prof. Fabio Larovere dell’associazione culturale “Cieli Vibranti”. Il suo uditorio, ancora una volta, era quello della Libera Università di Manerbio e l’argomento era sempre operistico: “Maria Callas”, in omaggio al 40° anniversario della sua morte.              Maria Callas (1923-1977) è l’abbreviazione di Anna Maria Sofia Cecilia Kalogeropoulou. Nacque a New York da genitori greci. La madre avrebbe desiderato un figlio maschio; Maria porterà per tutta l’infanzia il peso d’essere stata indesiderata. Perlomeno, fu della madre l’idea di avviare Maria al canto. La sua voce era straordinariamente espressiva e difficile da governare. Qualcuno la paragonò a un quadro cubista - ha affermato Larovere. L’aver cantato per gli occupanti nazisti ad Atene (per bisogni economici) causò l’isolamento della Callas nel dopoguerra e il suo tentativo di cercare fortuna altr...

Cuori in musica

L’ultima conferenza del gennaio 2017 presso la Libera Università di Manerbio è stata dedicata a un argomento di sicuro fascino. Il 26 gennaio 2017, al Teatro Civico “M. Bortolozzi”, il prof. Fabio Larovere dell’associazione culturale “Cieli Vibranti” ha tenuto una lezione dal titolo “Arie… celebri”. Dal patrimonio immenso dell’opera lirica europea, il relatore ha tratto quattro esempi di arie (= brani per canto solista disteso e virtuosistico) rimaste nel cuore degli appassionati.             Il primo esempio è stata la cabaletta “Quando rapito in estasi”, dall’Atto I, Scena II della “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti (1835; libretto di Salvadore Cammarano). Una cabaletta è un’aria breve e orecchiabile. In questa, la nobildonna scozzese Lucia di Lammermoor canta il proprio amore totalizzante per un signore rivale del fratello. Il libretto è tratto da un romanzo di Walter Scott, “La sposa di Lammermoor” (1819). Esso è un...