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Merenda con gli autori

I bar sono i migliori amici dei poeti. Davanti a una buona tazza o a un buon bicchiere, gli animi si rilassano e le orecchie si aprono: pronte a gustare piaceri letterari, insieme a quelli del palato. Per questo, Diego Baruffi ed Erica Gazzoldi hanno accolto volentieri l’appello del Ragtime Café di Manerbio, che cercava buone penne per le “Merende con l’autore”.              Il 27 febbraio 2016, i due si sono ritrovati nel locale per far conoscere le proprie recenti raccolte di versi: "La via del cuore" , l’autopubblicazione di Baruffi, e "La biblioteca di Belisa"  (2015, Limina Mentis) della Gazzoldi. Il primo di questi titoli aveva anche dato il nome allo spettacolo dello scorso 23 gennaio, presso il Politeama.             Il microfono è spettato dapprima a Baruffi, che ha presentato i propri versi come ispirati a diverse forme di amore: quello per la moglie ...

Maria Maria

"Meglio sarebbe stato Risalire in fretta il fianco scosceso della montagna Poi stenderci al sole e Con un lento gesto della mano Dirci addio. Oh la Sicilia La Sicilia era in tutti i miei sogni di ragazzo Sedotto da tutte le ragioni Per le quali molti volevano fuggire Ammaliato dalle lente cantilene Dei venditori di meusa Dallo sguardo malizioso Delle Marie dagli occhi neri Dai fuochi di sterpi Che spandevano miriadi di scintille Nella velata oscurità delle notti. Stregato dal profumo delle zagare sfavillanti Dal gemito di libecci incandescenti Dal querulo lamento di una terra che crepitava Sotto  il solleone di un’estate madre E matrigna. Ho amato il gemito Il tormento L’imperio  disperato Risolto nel guizzo di una lama O nel riso di scherno di un ragazzo scalzo. Eri tu nel ricordo di quelle notti L’icona Il fulgore di quel tempo In cui ancora mentivamo Solo per amore E fuggivamo Per non udire il cant...

Prova d'orchestra

Vittorie di Pirro

Romano Franco Tagliati , Il Borghese, agosto/settembre 2013, p. 20.

Caro amico ti scrivo...

"NEI PAESI soggetti al regime comunista, come ricorderai, lo Stato possedeva ogni cosa. Le strade, i campi, le scuole, le case, gli ospedali, le fabbriche, le miniere, i tram, la metropolitana... Gestiva e, almeno in teoria, provvedeva a tutto, pagando ai lavoratori salari sì e no sufficienti a comprarsi i pochi generi alimentari che trovava sul mercato, e che spesso non bastavano a sfamarlo, a vestirlo, a ripararlo dal freddo. Un’economia complessiva e autoritaria che, nel corso di 70 anni che rimase in piedi, affossò e diffamò un’idea, quella del socialismo, che agli inizi del secolo scorso era sembrata una luce sfolgorante, che finì per trarre in inganno anche da noi una marea di brava gente che a quella giustizia aveva sinceramente creduto e che, alla fine del gioco, si trovò delusa e amareggiata. Andai in Russia la prima volta nel 1975. Ovunque incontrai lavoratori, insegnanti intellettuali arrabbiati e umiliati, in fila davanti a una vetrina vuota, o a una pila di patate. ...

Strabismo giudiziario

"CI SONO voluti sei anni. Sei anni di torture, ma alla fine il processo si è concluso con la piena assoluzione di tutti gli accusati. Non per mancanza di prove o per qualche sospetto vizio di forma, ma con l’assoluzione di tutti gli accusati perché innocenti, anzi proprio perché il fatto è risultato assolutamente inesistente. La vicenda era salita all’onore delle cronache quando, con la denuncia di alcuni genitori, si era affacciato il dubbio che certi bambini di 4/5 anni, avessero subìto abusi sessuali da parte di due insegnanti e di una bidella di una scuola materna di Rignano Flaminio, un paese di diecimila abitanti in provincia di Roma. Il fatto mi aveva fortemente indignato. No, non soltanto per il dubbio atroce che i bambini avessero o no subito quegli abusi, la qual cosa, soltanto in caso affermativo, avrebbe rappresentato un fatto di per sé gravissimo. Per quanto anch’io fossi convinto della necessità che si scoprisse al più presto la verità, devo tuttavia ammettere che, s...

No, non ce l'hanno con Monti

Da Il Borghese, giugno 2012 " N O - dice - non ce l’ho con Monti. Ciò non vuol dire che non sia terribilmente incazzato e che non ritenga che molti degli annunciati rimedi non producano effetti controproducenti. Ti pare che pretendere il pagamento pronta cassa del dovuto dai contribuenti e continuare a mantenere il contenzioso nei loro confronti, sia il massimo della giustizia? O che mettere nuove tasse sulla benzina più cara d’Europa, e applicare l’ Imu alla prima casa, non finisca per aggravare ulteriormente la situazione? A me pare - mormora nella bella lingua di Goldoni -, che il «tacon», si riveli alla fine peggiore del «buso». No, non ce l’ha con Monti, anche se, passata la buriana per essersi visto finalmente togliere dai co…ni gli eterni politicanti e i famelici ladri della seconda repubblica, non lo trova più così affascinante come il giorno che si presentò col loden ormai demodé davanti alle telecamere. Venezia: seduti a un tavolino del caffè Florian , in questa...

Piranha nell'acquario

Da Il Borghese, maggio 2012: "FINANZIAMENTO pubblico dei partiti? Il referendum dice no. Allora rimborsi elettorali. Una furbata. Spendi dieci e prendi cento, anzi duecento. In Inghilterra si spende 25 volte meno. Che fare di quelli rimasti? Sono soldi dello Stato, della comunità, dice il cittadino, andrebbero restituiti. «No. no. Io me li tengo. Li investo, li mando all’estero, compro case... tutto regolare, perché quei soldi sono ormai soldi privati». Scoppia il primo bubbone: il senatore Luigi Lusi - amministratore della Margherita - un partito che non esiste più - ammette di essersi appropriato di venti milioni e di averli spesi in operazioni immobiliari private, poi si lascia sfuggire che «qualcuno sapeva». Rutelli s’infuria, cacciano Lusi dal partito: «Restituirò tutto». Ma perché te li sei presi? Chi ti ha autorizzato?Chi vigilava? Possibile che tu potessi muoverti senza alcun controllo? Ha rubato. Lo ammette. Perché non lo arrestano? «Eh sì: vecc...