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Visualizzazione dei post con l'etichetta libertà

Piacere, dolore, potere nel BDSM secondo Traimond

Perché una casa editrice d’indirizzo anarchico come elèuthera dovrebbe pubblicare un saggio sul BDSM, o sadomasochismo consensuale ? Perché anche in questo caso (come nell’anarchismo) si parla di libertà e potere , visti in un rapporto insolito. Se ne è occupato Jean-Manuel Traimond (Parigi, 1960), autore di Dissection du sadomasochisme organisé. Approches anarchistes (2005), tradotto per i tipi di elèuthera nel 2007 col titolo : Piacere, dolore, potere .              Oltre che scrittore, Traimond è una guida dei musei parigini. Con elèuthera, infatti, ha pubblicato anche Guida erotica al Louvre e al Musée d’Orsay . Ma torniamo al titolo già menzionato.             L’edizione 2024 inizia con una prefazione che contestualizza storicamente il volume. Rispetto ai quasi vent’anni fa (quando fu dato alle stampe per la prima volta), è passata parecchia acqua sotto i pont...

"La fiera delle illusioni": il bivio fra l'uomo e la bestia

Fonte: mymovies.it Il Cinema Estate di Manerbio è in corso. Tra i film proposti, merita sicuramente una menzione quello proiettato la sera del 18 luglio 2022: La fiera delle illusioni (USA, 2021; regia di Guillermo Del Toro). È tratto da Nightmare Alley (“Il vicolo degli incubi”), un romanzo di William Lindsay Gresham pubblicato nel 1946.              È ambientato negli Stati Uniti, durante la Seconda Guerra Mondiale. Vi sono ancora i reduci dalla Prima, mutilati nel corpo e nello spirito, spesso alcolizzati; tanti altri vedranno presto demolita la propria personalità e dignità nei lager. Non c’è periodo storico migliore per ambientarvi la vicenda di una progressiva perdita d’umanità .             Il protagonista è Stan (Bradley Cooper) . All’inizio del film, lo vediamo occultare un cadavere e dare fuoco alla catapecchia in cui l’ha lasciato. Avendo così tagliato ogn...

I Signori Nessuno, ovvero La cosa più imperdonabile

Spesso, capita di stupirsi dell'accanimento con cui (nelle chiacchiere da bar, più frequentemente sui social) perfetti Signori Nessuno si lanciano all'attacco dei soggetti ritenuti "strani" o "eccentrici", per nessun altro motivo se non perché li ritengono (appunto) tali. Per di più, la stessa "stranezza" o "eccentricità" di cui li tacciano è alquanto labile: spesso consiste nei loro hobby, in dettagli del look, nella loro vita sentimentale o anche nella purissima impressione soggettiva.  La domanda che sorge in qualsivoglia cervello funzionante, a questo punto, è: che male hanno fatto i loro bersagli?  Semplice: sono più felici dei suddetti Signori Nessuno. Non mostrano una doppia faccia. Condividono le proprie passioni senza pregiudizi, senza paure infondate. Non stanno a domandarsi più di tanto "Cosa dirà la gente?", perché sanno di non contare alcunché e che la cosiddetta "gente" ha altro da pensare. A loro, intere...

Ma quanto è bello l'amore romantico...

Ma quant’è bello l’amore romantico , in cui “io sono tua, tu sei mio” (c’è pure una carta del notaio che lo dice) e - se guarderai altri un po’ troppo a lungo - ti leverò la pelle a schiaffi.              Che bello essere una diade - anzi, una monade - assoluta, rinforzata con ogni chiavistello possibile contro il mondo esterno. In cui dovremo restare rinserrati ogni giorno della vita, anche quando non avrà più senso. Anche quando saremo cresciuti come persone, i motivi che ci avevano unito non esisteranno più - e guardarsi negli occhi avrà un solo significato: “Ti ammazzo!”             Non vedo l’ora di non poter più respirare senza metterne al corrente la Dolce Metà - perché “io e te siamo una cosa sola e, se osi fare una mossa in autonomia, mi ferisci… perché metti in discussione tutto quello con cui cerco di riempire le mie fragilità!” Ignorando il fatto che le...

“In nome della madre” con GardArt ed Erri De Luca

“In nome della madre” (Milano 2006, Feltrinelli) è un breve e famoso romanzo di Erri De Luca . Esso racconta l’Annunciazione e la Natività dal punto di vista di Maria (anzi, Miriàm).             L’associazione culturale GardArt di Desenzano del Garda ne ha tratto uno spettacolo teatrale. Protagonisti: Laura Gambarin, nei panni di Miriàm/Maria e Gianluigi La Torre, in quelli di Iosef/Giuseppe. A Manerbio, il loro spettacolo è arrivato il 13 aprile 2018, per interessamento di Egidio Zoni, con l’importante collaborazione del parroco don Tino Clementi e delle Suore della Beata Vergine Maria. Il “teatro” era la Chiesa della Fraternità Paolo VI: per nulla inadeguata, data la tematica della rappresentazione. La qualità della recitazione è stata ottima. La Torre ha eseguito anche le musiche; degli altri aspetti tecnici, si è occupato Simone Meneghelli.  Gianluigi La Torre (Iosef) e Laura Gambarin (Miriàm), GardArt  ...

Pierino Porcospino e la morale della storia

Si è conclusa la stagione per bambini al Teatro Civico “M. Bortolozzi” di Manerbio. L’ultimo spettacolo del 2017 si è tenuto il 12 marzo. La compagnia “IL NODO Teatro” era diretta, stavolta, da Fabio Tosato. Recitavano Evian Cigala, Danilo Furnari e Giorgio Mosca. Il testo era un rifacimento di “Pierino Porcospino”: una raccolta di filastrocche moraleggianti a firma del medico psichiatra Heinrich Hoffmann (1845). L’opera è popolare soprattutto in Europa settentrionale. In Italia, uscì nel 1882 per i tipi di Hoepli, tradotto da Gaetano Negri. Il contenuto delle filastrocche è piuttosto paternalistico e autoritario: il monello di turno finirà immancabilmente per scontare le proprie marachelle, anche in modi cruenti. Le preoccupazioni di Hoffmann riguardano soprattutto la salute e l’incolumità (mangiare sempre ciò che c’è nel piatto, non giocare coi fiammiferi…). “Pierino Porcospino” è solo uno di questi personaggi. Deve il soprannome ai capelli irti e intricati, come gli aculei dell’ani...

Libera nos a caritate

Fioccano le polemiche sugli aspetti più controversi di Madre Teresa . Nel frattempo, continuano quelle sul burkini , salutate sui social network da un coro di “poverine”, “bisogna aiutarle”, sono “condizionate dalle loro cultura”. Due questioni così diverse confluiscono, però, in un unico punto: quel sentimento della “carità” tanto osannato, senza che se ne vedano i pericoli.             Le persone che, finora, mi hanno maggiormente funestato l’esistenza sono proprio i campioni della “carità”, le "donne Prassedi" . Coloro per i quali io, povera femminella provinciale, non avevo certo la maturità e gli strumenti intellettuali per decidere da me quale religione praticare o di chi innamorarmi. Coloro che si facevano rappresentanti di “una cultura del rispetto e della diversità”, ma mi davano della “strana” e della “pazza” per il mio essere una gothgirl attratta da eremi e abbazie.         ...

La libertà e il senno

Questa sarà - io spero - la prima e l’ultima volta che questo blog farà pubblicità a quel Vernacoliere d’Oltralpe assurto agli onori della cronaca e del martirio non certo per i propri meriti intellettuali. La vignetta qui rappresentata - e già replicata ad nauseam - presenta le disgrazie del terremoto in Centro Italia come specialità del Bel Paese, con un accostamento che provocherebbe la suddetta nauseam anche senza ripetizione. A questo punto, spezzo una lancia a favore del contenuto in sé: che simili tragedie siano tipicamente italiane è vero, non c’è niente da fare. Non tanto perché la nostra penisola è piena di zone sismiche (caratteristica non solo sua, nel mondo), quanto perché l’edilizia nostrana è sistematicamente impreparata. Ogni terremoto scoperchia questioni etiche: è stata usata o no tutta la tecnologia disponibile? Ci sono stati indebiti risparmi sul materiale, nell’erigere o risistemare gli edifici? C’era corruzione negli appalti? Domande brucianti, sulle quali i fran...

Se mi ami, devi soffrire

"Ripensavo a un aspetto particolare del mio viaggio in Rajastan. Il fatto che il malato possa diventare un carnefice. In questo caso il malato ero io. Il malato nel tentativo di salvarsi si aggrappa alla vittima designata. E tanto è contento quando l'ha resa uguale a sé. Chi vuole aiutare qualcuno, deve avere un giusto distacco. Nella malattia si tende a sottomettere chi ti sta di fronte. Si vuole suscitare attenzione e pietà. E' un modo sbagliato di chiedere aiuto. Spesso si tende a regalare a piene mani sensi di colpa in giro, al primo che passa, a coloro che ti vogliono bene, perché non fanno mai abbastanza. Addirittura sarebbero loro i responsabili del tuo malessere. Ma io non ho nulla da insegnare agli altri. L'ho vissuto in prima persona, nel giro turistico nel Rajastan. Avevo la febbre, un raffreddore da cavallo, l'aria condizionata in macchina. Hanno interrotto la vacanza per per me. Sono stati carinissimi. Ma io al momento non ne avevo nessuna coscienza....

Libertà

Il Paese delle Meraviglie

«L’Italia è un Paese arretrato! Un Paese omofobo! Un Paese patriarcale!» Quando si levano questo genere di litanie, c’è sempre qualcuno prontissimo a tacciarle di “mistificazione” o di “esagerazione”. Mi spiace dirlo, ma questo qualcuno – in tal caso – mi trova d’accordo.             Nel nostro Paese, ci si sposa in base ai sentimenti, o non ci si sposa affatto. Si convive maritalmente. Si divorzia. Si decide se avere figli o meno. Si fa ogni genere di sesso, dentro e fuori dal matrimonio. Si aprono sexy shop. Si frequentano prostitute, da quelle di marciapiede alle escort di gran lusso. Si tradisce il coniuge. Si hanno relazioni eterosessuali, omosessuali, poliamorose. Esistono le “famiglie arcobaleno”. Si cambia sesso, o ci si traveste. Esistono donne giornaliste, accademiche, astronaute, scienziate. I figli scelgono la propria strada spesso fuori dalla tradizione familiare. Si usano contraccettivi. La religione, per molti, è...

La libertà di Gertrude

Le tue bambole avevano tutte lo stesso abito. Così pure le immagini che guardasti più tardi. Ogni volta che si parlava di te, la certezza del tuo futuro destino era unanime. Non era forse bello vivere così, senza mai litigare?             Sei stata cresciuta nel posto in cui si supponeva ti saresti collocata per tutta la vita, fra mille carezze persuasorie. Non hai mai dovuto affrontare l’incertezza del futuro. Quando i tuoi grilli di adolescenza hanno rischiato di allontanarti dalla buona strada, nessuno ha dato peso a ciò. È stato come se non fosse successo niente. Sei stata fortunata a nascere fra persone tanto comprensive…             Certo, c’è stata quella punizione amarissima, per il tuo abbozzo di tresca con un paggio… Ma quella era doverosa, da parte nostra. Dobbiamo pur insegnarti a distinguere il bene e il male.        ...

Sancta fragilitas

“«Vedete, Maravì, l’amore è un rapporto, non un possesso. E un rapporto è reciproco e libero, non si impone. Né si può pretendere che duri nel tempo: può durare oppure essere brevissimo. Ma nel momento in cui si attua realizza la libertà di tutti e due gli amanti. Il possesso invece dura anche tutta la vita, ma uno dei due è schiavo». E dopo una pausa soggiunse: «Vedete quelle orme che si perdono verso la valle? sono di qualcuno che se n’è andato. Ma potrebbe anche tornare. E se torna, è perché lo vuole».”  Da: Laura Mancinelli, “I dodici abati di Challant”, in: I dodici abati di Challant. Il miracolo di santa Odilia. Gli occhi dell’imperatore, Torino 1995, Einaudi, p. 84.

Siegfried nel Far West, ovvero Virtù e Fortuna

Trattando di Sentieri selvaggi , R. parlò di “morte del western”, per il venir meno di quel senso dell’ignoto che ne era l’anima. Parlò anche del virilismo e del razzismo indispensabili al genere. Django Unchained   (2013; scritto e diretto da Quentin Tarantino) li ostenta entrambi e lo fa nel teatro più adatto: il Nord America del 1858, in piena economia schiavistica. Il titolo è asciutto e pregnante come quello delle tragedie greche. Esso ricorda per contrasto Prometeo incatenato. Di sicuro, anche qui viene narrato il mito di una figura titanica che si oppone alla “tirannide naturale e necessaria”. Come si fa con ogni forma d’arte ormai esaurita, il film gioca a ricombinare i modelli del passato. “Django” è un nome arcinoto ai cultori del western: proprio poco fa, qualcuno mi ha menzionato la prima versione del personaggio, interpretato da Franco Nero, che ha offerto la propria partecipazione straordinaria anche per la pellicola di Tarantino. Se il primo Django era nero nel...

Addio a John Smith

Da bambina, idolatravo letteralmente il personaggio di Pocahontas. Non avevo il videoregistratore per guardare il film a casa, ma possedevo libri illustrati, musicassette e giochi da tavolo tratti da esso. Dopo quasi vent’anni, mi rendo conto dei motivi per cui mi affascinasse.             Era la storia di una ragazza schietta e semplice, capace di rapporti umani intensissimi. Viveva in un mondo piccolo e atavico, da “selvaggi”, ai nostri occhi di “moderni” (un filino presuntuosi e superficiali, a dire il vero). L’armonia di Pocahontas con la natura e coi propri simili sono perfette, se non per un’incrinatura: il suo spirito vivace e curioso richiede qualcosa in più. In questa incrinatura, s’infiltra John Smith.             È altruista, di orizzonti mentali sconfinati, pieno d’amore per il viaggio come esperienza disinteressata. Un’anima libera come quella di Pocahontas p...

Gorgia da Leontini e l' "Encomio di Elena": la questione della responsabilità morale

Presentazione della mia tesi di diploma IUSS in Scienze Umane. Il presente lavoro si basa su un argomento trattato durante il corso Libertà, determinismo, responsabilità. Problemi del soggetto e dell’azione morale nel mondo antico, tenuto dal prof. Mario Vegetti nel I semestre dell’A.A. 2011/2012. L’elaborato riguarda le questioni toccate dall’ Encomio di Elena composto dal sofista Gorgia da Leontini (480 a.C.? – 380 a.C.?). Questo scritto si configura come la difesa della sposa di Menelao, accusata d’aver causato la guerra di Troia fuggendo con Paride. L’ Encomio di Elena è collocabile poco dopo il 427 a.C., anno in cui Gorgia avrebbe raggiunto l’apice del successo. La sua professione di sofista consisteva nel preparare i giovani di buona famiglia alla carriera politica, insegnando loro l’arte retorica. Questa professione lo portò in Tessaglia e ad Atene. Qui, nel 427 a.C., si recò come ambasciatore di Leontini per proporre un’alleanza in funzione antisirac...