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Visualizzazione dei post con l'etichetta quarto potere

Senza parole

Questo pezzo sul sito dell' Huffington Post  è ormai (tristissimamente) noto. Tanto da non abbisognare di presentazione. Ma più interessante è la risposta dell'On. Anna Paola Concia , sulla propria fan page di Facebook: #Gay/ Concia incontra compagni classe e docenti ragazzo suicida Era originale, in cerca della sua identità #ioportoipantalonirosa Roma, 22 nov. (TMNews) - "Oggi ho incontrato per due ore i compagni di classe e i professori del ragazzo suicida del Liceo Cavour di Roma. Ho voluto farlo per capire cosa fosse accaduto davvero. I ragazzi mi hanno spiegato che hanno un doppio dolore: quello della perdita del loro compagno di classe e quello di essere stati descritti oggi su tutti i siti come i responsabili della sua morte. Li ho trovati sconvolti e ho riscontrato un contesto scolastico assolutamente non ostile alla diversità". Lo dichiara Anna Paola Concia, deputata del Partito democratico. "Era sicuramente un ragazzo originale, di certo in cer...

Un bimbo e una scuola da incubo

Un bimbo e una scuola da incubo   di Canidia Sagani   Non guariranno facilmente le ferite del piccolo “Guidubaldo” (nome di fantasia). Ferite nella mente e nel cuore, causate da educatori che si sono rivelati indegni.             “Guidubaldo” ha 6 anni. Frequenta il primo anno in una scuola elementare di C. La famiglia ha chiesto riserbo sul luogo. Il piccolo aveva già sentito parlare di compiti e note sul diario, ma la realtà si è rivelata ancora più cruda delle aspettative. I docenti pretendono il silenzio assoluto in aula. I bambini devono stare fermi per ore nei banchi. Vietato andare al bagno durante le lezioni, se non dietro formale richiesta. L’insegnamento è legato a schemi obsoleti, come l’apprendimento mnemonico dell’alfabeto: esercizio arido, che tortura le menti infantili con dubbio scopo. Il taglio dei compiti e le scadenze imposte per la consegna non rispettano la personalità degli ...

Molto rumore per...

<<Capelli rasati, una croce… un atto davvero… inqualificabile!>> Parole colte per caso, sputate da uno dei tanti conduttori televisivi che si riciclano come predicatori. Per far salire gli ascolti. Per non passare inosservati.             Sul banco, c’è la rasatura di un nuotatore undicenne , appena tornato da una gara a Locarno. Ai genitori, per spiegar la croce ritagliata nell’acconciatura, ha detto che era una punizione: “come gli ebrei”, dice un compagno coetaneo. Sdegno; esposto dei genitori; denuncia contro gli allenatori e la vice. In mano, nient’altro che un taglio di capelli e qualche parola.             Credevo d’aver visto abbastanza del circo mediatico, fra bunga-bunga, “nuovi mostri” e “quarti gradi”. Mi sbagliavo.             Nessuno di noi era nello spogliatoio di Locarno. Perciò...

La simulazione onesta

“Bisogna attenersi ai fatti”. Quante volte l’abbiamo detto, sentito o pensato? Il problema è sempre lo stesso: i “fatti”, così come li intendiamo, non esistono; se esistono, non sono lapalissiani come li vorremmo. Inutile volere che i lettori se ne rendano conto pienamente: anche perché, se ciò avvenisse, molti di loro non comprerebbero più giornali per il resto della propria vita. Tuttavia, ciò non autorizza a inventare di sana pianta, perché “le bugie hanno le gambe corte” –perlomeno, quelle che non hanno l’accortezza di truccare i documenti d’identità. Un bel guaio per chi campa di movimenti d’opinione. Per costoro, più che mai, con la cultura si mangia. Sono corteggiati anche da prestigiose testate, soprattutto ora che il web offre spazi praticamente illimitati. Queste corazzate offrono una buona protezione ai propri bravi , purché non trasgrediscano apertamente le leggi vigenti e –bisogna dirlo?- s’inchinino all’orientamento della testata. S’impone allora, a questi nuovi ...

La ricetta dell'aria fritta

  Ovvero: come far parlare la gente per mesi o anche anni. L’impresa vi sembra troppo ambiziosa? Non scoraggiatevi, cari verbo-gastronomi: ecco qualche semplice consiglio per cucinarsi la buona fede di chi leggerà il prodotto delle vostre fatiche. 1)      I “casi” sono questione di lingua. Perché una faccenda diventi importante, è sufficiente che siano in molti a parlarne. Raggiunto questo obiettivo primario, la vostra notizia troneggerà in ogni dove. Non importa che si tratti della Terza Guerra Mondiale o delle verruche della signora Pina; 2)      Onora la chiacchiera da bar. È fondamentale che il “caso” diventi materia di fervide discussioni fra una birra e un caffè. Il vostro target dev’essere l’uomo comune che s’illude d’essere un ingegno superiore, folgorando gli amici con le proprie “rivelazioni” (es.: “Oggi sono tutti raccomandati”; “Non è cambiato niente dai tempi di mia nonna”…); 3)     ...

Campanari da colonna

Oggidì le campane vanno appese non alle torri,bensì alle colonne, perché i giornali hanno luogo di chiese per ogni sorta di santi e madonne. V’è chi la propria cappella si prese e già devoti vi furono e sonne, (1) ché spacciar verità e salare offese a chi ben maneggia allunga le gonne. Casca a fagiolo, poi, l’eterea rete alla portata di tasti e di schermi, che di notizie bombarda chi ha sete; da essa non c’è alcuno che si schermi e par dir: “Se santoni voi non siete, vi farò campanari a orecchi inermi.” (1) sonne: “ne sono”.

Tra il fare e il dire (4)

"Tante ore in fila e poi travolto dalla folla". Stando all’ obiettiva scrittura giornalistica, sarebbe successo al fratello ventunenne di un mio amico. Si sarebbe messo in fila davanti ad un negozio di elettronica, per approfittare di un supersconto sul nuovo modello di I-Phone. Impresa conclusasi con un epic fail, causa imperizia nell’organizzazione. Intervistata la madre, che, nella versione a colonne, dipinge una scena da disaster movie: << Mio figlio è stato schiacciato fra la transenna e il cordone dei carabinieri che arginava la folla, mentre la fidanzata stava per essere travolta. Altre persone, ha detto mio figlio, rischiavano di rimanere schiacciate. >> Stephen King prendeva appunti, mentre Michael Bay si inchinava ad una creazione che aveva superato il suo Armageddon. Un po’ meno ero estasiata io: perché, se i fatti (mi dicevo) erano quelli relazionati, c’era ben poco di che entusiasmarsi. Prontamente, ho scritto al mio amico e ad una sorella. Mi h...

Ritorno alla fonte

Il 12 novembre 2011 si è tenuto il seminario di studi organizzato dalla redazione di Scout – Proposta educativa , dal titolo: Omosessualità: nodi da sciogliere nelle comunità capi. Un argomento quanto mai doveroso da trattare, date le controversie in merito in ambiente cattolico. Infatti, il seminario verteva sul ruolo del capo scout nell’ Agesci (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani). Gli  atti sono stati pubblicati in questi giorni.             Sono intervenuti: padre Francesco Compagnoni, professore di Teologia morale presso l’Università S. Tommaso di Roma; il dr. Dario Contardo Seghi, psicologo e psicoterapeuta, a orientamento analitico, intersoggettivo/costruttivista; la prof.ssa Manuela Tomisich, psicologa-psicoterapeuta e formatrice, nonché mediatrice familiare e comunitaria. Si sono riuniti anche gruppi di lavoro, che hanno presentato le proprie relazioni finali. 47 pagine di atti, in tutto. No...

Dramminimi

Forse, li avete amati, su qualche libro d’enigmistica. Forse, non li avete mai sentiti nominare. I dramminimi sono una particolare variante degli indovinelli. Si presentano come brani noir , dai titoli cruenti. Però, diverse spie nel lessico fanno intuire che il “delitto” è solo una veste verbale che adombra realtà innocue. Un esempio: L’assassina Era una donna di mondo. Si era data da fare, per amor di denaro, in mezzo a trame di ogni genere; ne aveva viste di tutti i colori . Ma veniamo al fatto. Essa entrò nella camera, impugnando nella destra un lucente ferro e trascinando con la sinistra la vittima designata. Questa, ridotta a un cencio , non opponeva la minima resistenza. Bianca e slavata , era ancor molle di lacrime… La donna si avvicinò ad un piccolo soppalco di legno e vi gettò sopra la vittima. Questa non fece moto alcuno. Piegato il capo, si accasciò supina. Allora la donna, deposto momentaneamente il ferro, afferrò la vittima per i po...

Quarto potere (1941)

NO TRESPASSING. Non oltrepassare i limiti dell’indagine, di qualunque indagine. Nessun mezzo può ricostruire totalmente una personalità. La redazione di un giornale si adopera per scavare nel profilo psicologico di un noto e controverso personaggio, Charles Foster Kane –a sua volta, direttore di diverse testate. Ricchissimo, amato e (ancor di più) odiato, il “cittadino Kane” è spirato, dopo aver pronunciato una sola parola: Rosebud. Nome femminile che intriga i giornalisti e li spinge ad un’inchiesta minuziosa, nella convinzione che quell’”ultima parola famosa” sia la chiave alla vita di Kane. Orson Welles diceva di non amare i simbolismi e forse era vero. Di certo, non amava gli intervistatori che lo sondavano in materia. Eppure, è irresistibile la tentazione di cercare significati negli elementi del film: i focus su oggetti in primissimo piano, il pappagallo che attraversa lo schermo in un lampo, la luce ed il buio che giocano con...