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Visualizzazione dei post con l'etichetta superbia

Il vero vuoto dei nostri tempi

  E... sì: dagli anni Ottanta in poi , siamo stati invasi da prodotti culturali "pop" di scarsa qualità. Abbiamo visto il cinema popolare farsi cinepanettone , la televisione proporre come "realtà quotidiana" l'artificialità di certi talk show e di certi reality. Abbiamo visto la cafonaggine e l'esibizionismo del nulla diventare la norma.  Però... Non è questo il genere peggiore di  hollow men che i due decenni appena trascorsi hanno prodotto.  L'idiozia scientemente diffusa (intesa come vuoto di contenuti spacciato per leggerezza, volgarità gabellata come popolarità) è un male, certo. Ma non è impossibile da sconfiggere, finché rimangono persone curiose e appassionate, in grado di proporre alternative... persone vive. Da temere sono i morti che cercano di impedire a questi vivi di vivere .  Da quando si è verificata "l'epidemia del vuoto" in Italia, si è accentuato il divario fra la cultura popolare e quella cosiddetta "alta", ...

Amor(t)e

“Al tocco di Pwyll il sacco si aprì come una bocca. Pwyll allungò una mano per aiutare l’uomo prigioniero, poi si ritrasse quando la testa d’oro di Gwawl emerse da quell’oscurità. Ancora una volta gli parve di vedere il viso bianco di Havgan, morente in riva al guado. Quell’amore che per ben due volte era stata quasi la rovina di Pwyll si riaccese dentro di lui. Ma poi Gwawl respinse la sua mano tesa ed egli incontrò quei tormentati occhi fiammeggianti, e capì che erano gli occhi di uno che non avrebbe mai potuto dare amore o amicizia. Perché nonostante la loro ira frustrata, erano freddi, di un freddo interiore vasto come il cielo e profondo come il mare; un’immensità priva di amore, piena di autocompiacimento, che nulla mai avrebbe potuto riscaldare. Per quell’uomo contrastare i  suoi desideri era l’unico peccato, ed era un peccato imperdonabile. […]              «[…] In verità solo la bellezza può nascere in questo m...

La donna del trono

"Dalla strada ti hanno salvato mettendoti su un trono. Forse fu fatto per pietà, forse per errore o forse per amore. Oggi che per tua fortuna non devi più guardare dal basso verso l'alto ma puoi guardare dall'alto verso il basso, il tuo cuore è pieno di sé, di invidia, di odio e guardi tutti con disprezzo e gelosia, anche coloro che il trono ti diedero. Nella tua mente non c'è ombra di ricordo del tuo passato. Nel tuo presente non c'è ombra di umiltà, di umanità. Forse quel trono immeritato, dove ora siedi, ti ha fatto pensare che tutto ti sia dovuto, che tutto ti appartenga, senza nulla dovere. Ricordati però che la vita scorre e non le importa se sei seduta su un trono. Lei forse ora ti scruta dal basso verso l'alto, osservando la tua ignoranza che è ancora più sconfinata della tua arroganza. E quando questa, un giorno, ti guarderà dall'alto verso il basso il tuo futuro sarà schiacciato sarà allora che il tuo...

Morire di linguaggio

“Secondo i sostenitori della dottrina del ‘Vuoto’ ( śūnyavāda ) tutto considerato esistono due fonti di conoscenza, due specie di esperienza o due forme di verità ( satyā ) e se non le riconosciamo, non potremo mai risolvere il problema della contraddizione logica che, se espressa in parole, caratterizza tutte le esperienze religiose. Questa contraddizione, che tanto preoccupa il normale modo di pensare, deriva dal fatto che noi dobbiamo usare il linguaggio per comunicare le nostre esperienze interiori che, nella loro vera natura, trascendono il linguaggio. […]  Il linguaggio si è sviluppato dapprima ad uso di un primo tipo di conoscenza che era del tutto utilitaristico e, in ragione di ciò, si è affermato in tutti i problemi e le esperienze umane. La sua autorità è tale che noi siamo giunti ad accettare qualsiasi cosa il linguaggio ci imponga. I nostri pensieri devono ora modellarsi sui suoi dettami, i nostri atti devono essere regolati sulle norme che esso formula per il pr...