Il soggiorno di Arianna aveva un pavimento in cotto e un soffitto con travi in vista. Il lume ovattato del lampadario era arricchito da vari faretti. «Mi piace lavorare con la luce artificiale» spiegò Arianna. Angelo annuì. Maurizio, invitato ad assistere alla posa, si sistemò discretamente sul divano. La ragazza aveva spiegato che voleva tratteggiare uno schizzo per un “San Sebastiano”. Più che un omaggio devoto, sarebbe stato uno alla bellezza e al dolore - aveva precisato. «Ti legherò qui» indicò la padrona di casa, puntando il dito contro una piantana. Angelo respirò a fondo e si apprestò a sbottonarsi la camicia. «Un attimo…» gli soffiò l’amica all’orecchio. «Permetti che faccia io?» Pietro Perugino, San Sebastiano, 1495 circa. La mano affusolata di Angelo ricadde obbediente. Le dita di Arianna infusero al suo petto un formicolio bruciante. Il ragazzo gettò un’occhiata al divano. Maurizio rimaneva ...
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