Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta conformismo

I Signori Nessuno, ovvero La cosa più imperdonabile

Spesso, capita di stupirsi dell'accanimento con cui (nelle chiacchiere da bar, più frequentemente sui social) perfetti Signori Nessuno si lanciano all'attacco dei soggetti ritenuti "strani" o "eccentrici", per nessun altro motivo se non perché li ritengono (appunto) tali. Per di più, la stessa "stranezza" o "eccentricità" di cui li tacciano è alquanto labile: spesso consiste nei loro hobby, in dettagli del look, nella loro vita sentimentale o anche nella purissima impressione soggettiva.  La domanda che sorge in qualsivoglia cervello funzionante, a questo punto, è: che male hanno fatto i loro bersagli?  Semplice: sono più felici dei suddetti Signori Nessuno. Non mostrano una doppia faccia. Condividono le proprie passioni senza pregiudizi, senza paure infondate. Non stanno a domandarsi più di tanto "Cosa dirà la gente?", perché sanno di non contare alcunché e che la cosiddetta "gente" ha altro da pensare. A loro, intere...

Essere o apparire? Il dilemma è ancora in scena

Marietta (Sara Tomasoni) "accudisce" la vecchia zia (Elisabetta Provezza). In secondo piano: Lello (Giancarlo Maggini) e Carlo Brandolini (Ennio Donini) La compagnia manerbiese “Le Muse dell’Onirico” non è più una sconosciuta, per i suoi compaesani. Ha animato il secondo Carnevale, sempre nei panni dei conti Luzzago. Soprattutto, il 20 gennaio 2018, ha portato al Teatro Civico “M. Bortolozzi” la commedia che sta replicando per la Bassa bresciana e cremonese: Essere o apparire, questo è il dilemma . La pièce è tratta da Fumo negli occhi di Faele e Romano (2002). Il testo presentato è frutto di un adattamento a opera della direttrice artistica, Daniela Capra, e del regista Davide Pini Carenzi, che ha curato anche la preparazione degli attori. Se Fumo negli occhi si svolgeva negli anni ’60, Essere o apparire, questo è il dilemma trasporta la vicenda ai giorni nostri. Sono state aggiunte anche parti dialettali, per rendere più realistici i litigi domestici. Luci e suo...

Pierino Porcospino e la morale della storia

Si è conclusa la stagione per bambini al Teatro Civico “M. Bortolozzi” di Manerbio. L’ultimo spettacolo del 2017 si è tenuto il 12 marzo. La compagnia “IL NODO Teatro” era diretta, stavolta, da Fabio Tosato. Recitavano Evian Cigala, Danilo Furnari e Giorgio Mosca. Il testo era un rifacimento di “Pierino Porcospino”: una raccolta di filastrocche moraleggianti a firma del medico psichiatra Heinrich Hoffmann (1845). L’opera è popolare soprattutto in Europa settentrionale. In Italia, uscì nel 1882 per i tipi di Hoepli, tradotto da Gaetano Negri. Il contenuto delle filastrocche è piuttosto paternalistico e autoritario: il monello di turno finirà immancabilmente per scontare le proprie marachelle, anche in modi cruenti. Le preoccupazioni di Hoffmann riguardano soprattutto la salute e l’incolumità (mangiare sempre ciò che c’è nel piatto, non giocare coi fiammiferi…). “Pierino Porcospino” è solo uno di questi personaggi. Deve il soprannome ai capelli irti e intricati, come gli aculei dell’ani...

Crescere attraverso l'inferno

Fuga dalla scuola media (1995), I passi dell’amore (2002), Elephant (2003). Tutti film ambientati in scuole americane. E, in tutti, il classico schema: le belle, i macho, gli sfigati, i fieri solitari e le vittime di bullismo. Superfluo dire che i bulli coincidono con gli idoli dell’istituto, caratterizzati da prestanza fisica, denaro per agghindarsi all’ultima moda, talento sportivo e successo sessuale. Perfette incarnazioni dei sogni targati anni ’80 - ‘90.             Schegge di follia (1989; regia di Michael Lehmann) non sembrerebbe molto diverso dagli altri, sotto questo punto di vista. Ma ha un penetrante humour nero che, nelle pellicole sopraccitate, non viene raggiunto.              Il titolo originale è Heathers, dal nome che portano tutte e tre le perfide reginette della scuola superiore: Heather Chandler (Kim Walker), Heather McNamara (Lisanne Falk) e Hea...

Sii uno di noi

People are strange when you're a stranger,/Faces look ugly when you're alone… (The Doors). Quando si è estranei, tutto è strano. Si vedono pericoli in ogni ombra, ma - soprattutto - non si vede il vero volto delle persone. Quello che dovremmo temere.  In questo senso, Michael (Jason Patric) e Sam Emerson (Corey Haim) sono Ragazzi perduti   (1987; regia di Joel Schumacher). Il titolo originale è The Lost Boys, espressione con cui il buon J. M. Barrie indicava i compagni di Peter Pan. I bambini che si trovano sull’Isola-che-non-c’è non possono crescere - e avrebbero bisogno di una madre. Quella di Michael e Sam - Lucy (Dianne Wiest) è dolce e protettiva; ma ha appena divorziato dal marito e fa fatica a occuparsi dei figli, per quanto ci provi. Per questo, si trasferisce a casa dell’eccentrico nonno (Barnard Hughes), a Santa Carla. Apparentemente, è una vacanziera cittadina californiana, con tutto quel che serve per godersi i consumistici anni ’80. Ma ha un doppio volto che...

Intelligencija

“La borghesia italiana si divide in due categorie: una è maggioritaria, enormemente maggioritaria; l’altra un’infima minoranza. Lo 0,06 per cento (dicono le statistiche) legge ogni tanto un libro: coloro che leggono regolarmente, cioè coloro che si possono definire uomini colti, dovrebbero essere dunque, circa lo 0,02 per cento: ma tra costoro ci sono i tradizionalisti, gli universitari ufficiali ecc.; solo lo 0,01 per cento in conclusione finirà col costituire la vera e propria intelligencija della borghesia italiana!              Quest’ultima si dovrebbe, in teoria, dissociare nettamente dalla società in mezzo a cui opera. In realtà, non è così.             Molti appartenenti a questa intelligencija, sono, infatti, dei conservatori, o dei moderati, che si assumono, è vero, il ruolo di contraddizione - meglio, di semplice opposizione classica - al mondo così com’è....

Paura e morale

“Quanto o quanto poco pericolo per la collettività, pericolo per l’uguaglianza vi sia in un’opinione, in una condizione e in una passione, in una volontà, in un impegno, questa è ora la prospettiva morale: la paura è anche qui, di nuovo, la madre della morale. Contro gli istinti più alti e più forti, quando essi, erompendo appassionatamente, trascinano il singolo molto al di là e oltre la media e la bassezza della coscienza del gregge, perisce la coscienza di sé della comunità, la sua fede in sé, si spezza, per così dire, la sua spina dorsale: di conseguenza si preferisce addirittura bollare a fuoco e calunniare appunto questi istinti. La alta, autonoma spiritualità, la volontà di solitudine, la grande ragione vengono già sentite come pericolo; tutto ciò che innalza il singolo sopra il gregge e incute timore al prossimo prende d’ora in poi il significato di cattivo ; l’atteggiamento equo, modesto, l’atteggiamento di chi si inserisce, l’uguaglianza, la mediocrità dei desideri vengono...