Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta bram stoker

Love Song for a Vampire

Bram Stoker's Dracula   (1992; regia di Francis Ford Coppola) è noto come “la versione cinematografica più fedele di Dracula ”. Si tratta di una fedeltà non tanto alla lettera, quanto alla sostanza del romanzo. Il film ostenta ciò che il libro adombra. I fantasmi che costruiscono le vicende dei protagonisti diventano carne e figura. Le lunari ed eteree vampire del castello divengono procaci, aggressive e ferine (penso che nominare Monica Bellucci renda l’idea). Se il Dracula letterario era evanescente e proteiforme, quello cinematografico di Gary Oldman cambia aspetto sotto i nostri occhi: da stravagante nobile romeno a guerriero, da giovane gentiluomo a belva. Lo scrittore poteva giocare intorno al “buco nero” in cui il suo vampiro consisteva sostanzialmente: non c’era alcun “Dracula oggettivo” in grado di autodefinirsi, presentarsi al lettore, avere un’esistenza autonoma. C’era solo la mole di diari, lettere e ritagli di giornale in cui i personaggi umani riportavano i propri pu...

Un salotto e la Notte

Ogni romanzo nasconde una frase che ne custodisce il segreto. O almeno: così a me piace pensare. La frase di Dracula l’ha scritta Mina Harker, ed è la seguente:             Lucy dorme, il respiro leggero. Ha le gote più colorite del solito e un aspetto soavissimo. Se il signor Holmwood si è innamorato di lei soltanto per averla vista in un salotto, mi domando cosa direbbe se la vedesse ora. (VIII, p. 118) È una frase straziante, e, per quel che ci capisco io, dice il significato ultimo di Dracula. Che è un libro molto maschile. E, nel suo testimoniare il dionisiaco, si compiace soprattutto di sottolinearne una sfumatura, tutt’altro che banale, e credo piuttosto maschile. Se gli uomini potessero amare la parte nascosta, inconfessabile, delle loro amanti, allora sì impazzirebbero d’amore. Ma non lo possono fare, perché se lasciassero scivolare le donne che amano nella notte del loro istinto, le perderebbero. È un terreno, q...

Il mito Non-Morto

Il “fenomeno Twilight” ci ha abituati a vederli come un sogno adolescenziale. Ma i vampiri hanno una storia assai meno rassicurante e che travalica la fiction. Essa è in mostra alla Triennale di Milano, sotto il titolo “Dracula e il mito dei vampiri” (23 novembre 2012 – 24 marzo 2013). L’anno scorso è caduto il centenario dalla morte di Bram Stoker, il “padre” del noto personaggio. Da qui, probabilmente, l’idea dell’iniziativa, organizzata in collaborazione, oltre che con La Triennale , con il Kunsthistorisches Museum di Vienna. L’allestimento è stato curato da Alef, lo stesso staff che ha lavorato a Pavia, per la mostra di opere di P.A. Renoir. L’esposizione è articolata in nove sezioni, che tracciano un percorso dalle origini alla modernità, dalle tenebre alla luce. In apertura, il trailer di Bram Stoker's Dracula , diretto da Francis Ford Coppola (1992). Un film che fece tabula rasa dei cliché già affermati, rintracciando l’ispirazione storica del protagonista e puntando...