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Visualizzazione dei post con l'etichetta noir

"La fiera delle illusioni": il bivio fra l'uomo e la bestia

Fonte: mymovies.it Il Cinema Estate di Manerbio è in corso. Tra i film proposti, merita sicuramente una menzione quello proiettato la sera del 18 luglio 2022: La fiera delle illusioni (USA, 2021; regia di Guillermo Del Toro). È tratto da Nightmare Alley (“Il vicolo degli incubi”), un romanzo di William Lindsay Gresham pubblicato nel 1946.              È ambientato negli Stati Uniti, durante la Seconda Guerra Mondiale. Vi sono ancora i reduci dalla Prima, mutilati nel corpo e nello spirito, spesso alcolizzati; tanti altri vedranno presto demolita la propria personalità e dignità nei lager. Non c’è periodo storico migliore per ambientarvi la vicenda di una progressiva perdita d’umanità .             Il protagonista è Stan (Bradley Cooper) . All’inizio del film, lo vediamo occultare un cadavere e dare fuoco alla catapecchia in cui l’ha lasciato. Avendo così tagliato ogn...

Nilde Ario - Un gotico in salsa pavese

Per chi ha amato La vergine di ferro   e La nipote del diavolo, c'è una bella notizia: le vicende di Nilde Ario sono uscite in un unico volume , su Amazon. La copertina di Nilde Ario: Un gotico odierno in salsa pavese . Questo volume raccoglie due romanzi a puntate già usciti sulla testata on line Uqbar Love e sul blog Il filo di Erica . Essi raccontano la storia di Nilde Ario: ragazza goth scampata alla morte quando era già sul feretro e impegnata in una personale battaglia contro un sostituto paterno dominante. In una cornice odierna e pavese, la storia riprende atmosfere tipiche del romanzo gotico, con qualche cenno di esoterismo. Una vicenda di armi e di amori, insolita nella narrativa attuale, ma nata da un autentico bisogno d'immaginare e raccontare. Se desiderate la versione per Kindle, cliccate qui . Se preferite ordinare una copia cartacea (da far stampare su richiesta), cliccate qui . Buona lettura... o ri-lettura. P.S. Qualora qualcuno si domandasse da ...

La nipote del diavolo - III, 9 Ultimo episodio

Parte III: Colloqui 9. Amedeo si rilassò sulla poltroncina, gustando – a palpebre socchiuse – la luce che filtrava attraverso le tendine della biblioteca. Si sentiva come risvegliato da un incubo – il più lungo e il più terribile di quelli che lo avevano visitato periodicamente, in quei sei anni.             «Ormai, mi piace da morire, questo posto…» mormorò voluttuosamente a Nilde, che stava riordinando alcuni volumi. «Che peccato!» sospirò lei. «Non sono sicurissima che diventerà casa nostra. Naturalmente, mio zio mi ha lasciato erede anche di questa… ma dovranno trascorrere almeno dieci anni, prima che io possa entrarne in possesso davvero… date le circostanze della scomparsa . Anche allora, non so se mi converrà mantenere la residenza in questo appartamento, o venderlo. Non i libri, eh… quelli me li terrebbe volentieri la Serra. Ha due case… un po’ di spazio lo troverà, vorrei dire…»     ...

La nipote del diavolo - III, 8

Parte III: Colloqui 8. Finalmente, Nilde e Michele Ario erano l’uno di fronte all’altra – la katana stretta da ambedue le mani e puntata all’altezza degli occhi dell’avversario. Eppure, non c’era traccia di sudore, sulle loro fronti. Riuscivano a gustare la brezza primaverile che soffiava sui loro volti, talora, qualche petalo di ciliegio. La luna illuminava lo spiazzo in cui si trovavano. Irene Serra assisteva nell’ombra.             Le spade cominciarono un colloquio muto e argentino, disegnando archi nell’aria. Si interrogavano, si provocavano, si rispondevano, si abbracciavano e si discostavano, come corpi. Quella di Nilde descriveva sei anni di silenzio trascorsi per amore dell’incolumità di un altro, nella paura che non uscisse più vivo dalla casa dello zio. Descriveva l’orrore d’essersi ritrovata in una bara, con le membra che non le rispondevano e l’encefalo ottuso dalla nausea. Urlava il desiderio di for...

La nipote del diavolo - III, 7

Parte III: Colloqui 7. I tre ragazzi oltrepassarono la chiesa romanica di S. Francesco Grande, rossastra sotto la piena luna primaverile, e si immisero in Corso Carlo Alberto. Amedeo si sforzava di sorridere agli amici; ma Ernesto e Alessandro sapevano che quella non sarebbe stata una serata come tutte le altre.             A loro, il giovane aveva detto che la sua ragazza doveva fare un’operazione rischiosa. Non avevano idea che si trattasse, piuttosto, di un duello  con spade giapponesi. Amedeo sorrise amaramente fra sé. Raccontandolo, sarebbe sembrato un film di Quentin Tarantino. Quando avevano programmato di uscire insieme come se niente fosse, Ernesto aveva studiato la faccia di Amedeo, con un fare tra l’inquisitorio e il preoccupato. «Guarda che non è mica obbligatorio, se non te la senti…» aveva avvertito. «No, no!» aveva scantonato lui. «Sarà meglio se non starò a pensarci su…»    ...

La nipote del diavolo - III, 6

Parte III: Colloqui 6. I fari disegnavano la strada, mentre l’auto s’arrampicava sulle colline dell’Oltrepò. Nilde rimaneva rigida sui sedili posteriori, a fianco dello zio. Entrambi, sul tavolo della biblioteca di casa, avevano lasciato una lettera in cui annunciavano il proprio allontanamento volontario e l’intenzione di non tornare fra i viventi. Il vincitore del duello avrebbe distrutto la propria e conservato l’altra.             «Io ho anche fatto testamento» le aveva precisato Michele Ario. «Inutile dire che tu saresti l’unica erede». Aveva aggiunto, con un triste sorriso non del tutto falso: «So che ci tenevi a seppellirmi nella nostra tomba di famiglia… ma, per maggiore discrezione, sarà meglio non tornare a Pavia per le esequie. Intorno alla seconda casa della signorina Serra, nell’Oltrepò… ci sono splendidi ciliegi. Ciascuno di noi due potrebbe riposare magnificamente, sotto uno di essi».   ...

La nipote del diavolo - III.5

Parte III: Colloqui 5. Flashback Nel vano della porta, si profilò un’elegante silhouette di signora. Le sue chiome, d’un acceso castano-rossiccio, ricadevano come grappoli sul soprabito color panna. Gli occhi celesti brillavano d’una quieta dolcezza – inquinata da una misteriosa angoscia.             «Ciao, Virginia!» la accolse il dottor Michele Ario. I due cognati si scambiarono un bacio sulle guance e la donna entrò nello studio dello psicologo. Si sfilò il soprabito per appenderlo all’attaccapanni, rivelando un vaporoso e scollato abito a disegni di rose rosse. I suoi tacchi misurarono l’inquietudine sul pavimento della stanza.             «Mi dispiace d’importunarti tanto spesso, Michele…» mormorò lei, con la voce nasale incrinata dallo scrupolo. «Non dirlo nemmeno per sogno, Virginia!» la consolò lui, con un che di dolce e bramoso nel suo tono sicuro. ...

La nipote del diavolo - III, 4

Parte III: Colloqui 4. Michele Ario stringeva convulsamente il bordo del davanzale, alla finestra del proprio studio di psicologo. Non guardava veramente attraverso il vetro. Voleva solo evitare che il dottor Sacchi leggesse il suo volto. Quel viso bruno, dagli occhi simili a carboni e con sopracciglia robuste, era contratto in un dolore di viscere strappate.             «Scusa, Matteo…» mormorò. La sua voce mesmerica era stranamente rotta dal pianto. «Il fatto è che… oggi è proprio… l’anniversario della tragedia ». «Non preoccuparti, Michele… ti capisco…» conciliò l’altro. Anche le sue parole tremavano, però. Ario deglutì. «Mia cognata Virginia era sempre stata portata all’ansia, al male di vivere… Veniva regolarmente a colloquio da me… Ma, periodicamente, ricadeva nelle sue crisi…» Soffocò un singhiozzo. «Una sera… esattamente diciannove anni fa… si recò sul Ponte Coperto e…» Il silenzio che seguì fece...

La nipote del diavolo - III, 3

Parte III: Colloqui 3. Raniero e Isabella, finalmente, camminavano mano nella mano, bagnandosi nel sole sul Lungoticino. L’acqua scorreva come argento incandescente; si posava, su di essa, la sagoma bianca e pittoresca dell’ “Imbarcadero Bar”, il battello trasformato in locale.              Gli innumerevoli braccialetti della ragazza tintinnavano, in una sinfonia ingenua. Il suo vaporoso abito bianco le carezzava le gambe e lei aveva voglia di ridere – così, in un eccesso di vita. La mano ossuta di Raniero accompagnava la sua, con una stretta costante e morbida. I loro passi si sincronizzavano spontaneamente, secondo il proprio interno metro. Isabella aveva dimenticato Amedeo e le sere passate a fissare la finestra di lui, ritagliata nell’edificio di fronte. Aveva persino dimenticato la Lotus, il dottor Ario e la scoperta del suo tentato delitto. Almeno, in quel momento così le pareva. Guardava verso l’alt...

La nipote del diavolo - III, 2

Parte III: Colloqui 2. Mentre si avviava, come faceva da anni, verso la casa di Irene Serra, Amedeo notò qualcosa di simile a nubi bianco-rosate salire dal suo giardinetto. Ciliegi carichi di fiori. Il giovane sorrise fra sé, al pensiero di quell’austera maestra di spada così innamorata delle grazie naturali.  Lui aveva decisamente altri pensieri, in quel periodo. Dopo la laurea in Medicina, aveva cominciato a esercitare la professione di ostetrico e la sua mansione di responsabilità – unita alla giovane età – lo rendeva spesso nervoso. Nilde, invece, era reduce dalla laurea magistrale in Lettere antiche.             Suonò il campanello e gli rispose, regolarmente, la voce della sua fidanzata. Ma la figura che gli venne incontro nell’ombra serale, lungo il vialetto, lo rese stupefatto. Era lei, certo. Tuttavia, la sua figura flessuosa e dagli abiti scuri irradiava un atteggiamento che non le aveva mai vi...

La nipote del diavolo - III, 1

Parte III: Colloqui 1. Michele Ario attraversò l’arcata profonda e biancheggiante dell’ingresso e il cimitero di Pavia si aprì a lui. Camminò a fianco dei portici che ombreggiavano i loculi, disegnando un percorso invisibile e noto fra i vasti cortili. Giunse infine a una tomba di famiglia, con il cognome ben in vista sul frontone: “ARIO”.              Angeli femminei, dalle vesti fidiache, tendevano ai visitatori le mani ormai erose. Lui distolse lo sguardo da loro ed estrasse una chiave dalla tasca. Aprì il cancelletto del cenotafio. All’interno, gettò un’occhiata alle pareti punteggiate da loculi – ciascuno con scheletri di fiori e lumini estinti. Solo quattro lapidi sembravano aver ricevuto qualche cura: quelle dei genitori di lui, gli anziani coniugi Ario; quella del fratello Leonardo; e quella di Virginia Lupi in Ario, la moglie di quest’ultimo.         ...

La nipote del diavolo - II, 9

Parte II: La Regina di Spade 9. Dopo che il curioso metodo di Irene aveva fatto toccare con mano a Nilde cosa fosse “la vigilanza costante”, venne la volta dei primi esercizi tecnici. Per questi, le due si servivano di bastoni. La katana donata da Michele Ario alla nipote riposava ancora nel fodero.             La pratica dei lavori domestici aveva fruttato a Nilde un netto miglioramento della sua manualità. Quella parte della propria istruzione, poi, non le spiaceva affatto. Quando tornava dalle lezioni, buttava la cartelletta degli appunti sul letto e riprendeva il bastone di propria iniziativa, per riprovare le mosse che aveva appreso il giorno prima.             Tuttavia, Irene non si mostrava soddisfatta. «Non ci siamo!» esordì una sera. «Continui a pensare a tuo zio… e a cosa farai, alla fine di tutto questo». Nilde sussultò. La maestra aveva colto n...

La nipote del diavolo - II, 8

Parte II: La Regina di Spade 8. Fu durante una di quelle giornate di routine che qualcosa si mosse, nel percorso di Nilde. Lei era impegnata a grattugiare il formaggio per la pastasciutta del pranzo. D’un tratto, un dolore fine e bruciante le attraversò la schiena. Si voltò.             Irene era comparsa alle sue spalle e sollevava ancora una verga sottile e flessibile. La ragazza si sentiva salire le lacrime agli occhi, più per la sorpresa che per la sofferenza fisica. Ma le trattenne con fierezza. La maestra si allontanò, senza che lei avesse detto una sola parola, ignorando le ciglia sgranate dell’allieva.              Da quel giorno in poi, nessun istante fu di pace per Nilde. In ogni momento, Irene avrebbe potuto vibrare un altro colpo. Anche di notte, la ragazza cominciò a perdere il sonno. Eppure, non riusciva mai a prevedere l’attacco. Ogni volta...

La nipote del diavolo - II, 7

Parte II: La Regina di Spade 7. Amedeo scese dall’autobus, davanti alla serranda di quel bar che Nilde gli aveva indicato al telefono. Attraversò la strada e si trovò davanti al cancello della villetta. Accanto al campanello, era scritto, per l’appunto: “I. Serra”. Suonò.             Al citofono, avvertì, con gioia, quella voce familiare: «Chi è?» «Nilde, sono io… Amedeo…» La serratura del cancello scattò. Poco dopo, fu la ragazza a corrergli incontro lungo il vialetto del giardino, nel suo aderente abito nero e con gli stivaletti lucidi. Gli gettò le braccia al collo e si fece stringere a lungo.             «Hai visto?» la punzecchiò lui, teneramente. «La tua maestra non è poi un mostro… Certo, eravamo abituati a vederci tutte le sere… ora, dovremo contentarci di una sola a settimana… ma non è niente di disumano» completò, baciandola sul collo.  ...