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Visualizzazione dei post con l'etichetta dracula

Viale del Tramonto: la vamp nella villa stregata

Ci sono storie che, sebbene non siano propriamente gothic fiction , ne hanno molti elementi. E questo blog, com'è risaputo, prova gusto nel trovare il lato gotico delle storie più o meno famose. È anche il caso di Viale del Tramonto. Viale del Tramonto: trama del film Viale del Tramonto (1950) è un celebre film girato da Billy Wilder. L'attrice protagonista è la leggendaria Gloria Swanson , già diva del cinema muto e sopravvissuta anche al passaggio al sonoro. Non più giovanissima, qui interpreta una parodia di se stessa , caricando la propria gestualità e sottolineando le eccentricità delle stelle del muto. Il suo personaggio è quello di Norma Desmond: ex-diva del cinema muto, sola e dimenticata, ma non rassegnata alla fine della sua carriera. Vive nel lusso di una villa fatiscente, insieme al lugubre maggiordomo Max ( Eric von Stroheim ). L'unico altro affetto della sua vita è uno scimpanzé, che lei ha cresciuto come un figlio unico e a cui ha dedicato un funerale a rego...

"Nosferatu" (2024) di Eggers: da dove viene il male?

Fonte: Posterspy.com Il Nosferatu di Robert Eggers (2024) non ha bisogno di presentazioni. È il remake di ben due capolavori omonimi, quello diretto da Friedrich W. Murnau nel 1922 e quello diretto da Werner Herzog nel 1979. Due mostri sacri, letteralmente. Eggers si è misurato con loro e (a parer nostro) ha vinto grandiosamente la sfida. Probabilmente, il motivo è che non si tratta di un mero remake. Trama e tematiche hanno una loro originalità. D'altronde, già Murnau si era discostato dal Dracula di Bram Stoker e Herzog aveva ulteriormente aggiunto del proprio. Il Nosferatu del 2024 è benedetto anche dall'incredibile fotografia di Jarin Blaschke , che ricorda i potenti chiaroscuri delle tele di Georges de La Tour. Potente è anche l'interpretazione della figura di Knock (Simon McBurney), l'analogo di Renfield: un adepto di Nosferatu quasi più terribile del maestro, nella sua ossessione divoratrice che qui lo avvicina ad Hannibal. Il fascino gotico e visionario delle am...

Anime tenebrose: dai Carpazi al Danubio, passando per Praga

La dott.ssa Jennifer Radulović e il suo Circolo del Gotico non abbandonano il pubblico bresciano. Stavolta, l’argomento è stato fornito dall’innocente battuta di un’amica: venendo a sapere che Jennifer era autrice de Le novelle dei morti (2017, ABEditore) , ha affermato che era naturalissimo vederla scrivere racconti gotici… dal momento che si chiamava “Radulović”.               È effettivamente radicato nell’immaginario comune il binomio “Europa centro-orientale = brivido”. I motivi di ciò sono stati ripercorsi a Brescia, nel Teatro San Giovanni Evangelista, in una conferenza dal titolo: Anime tenebrose. Misteri, storie e leggende dai Carpazi al Danubio, passando per Praga.              L’evento si è tenuto il 24 novembre 2018. La dott.ssa Radulović ha cominciato illustrando il complesso e sfumato quadro etnico-territoriale in cui il suo discorso avrebbe ...

La prima volta, ovvero Almeno qui si può ridere

Attendo in fila, sventolando il mio bravo foglio compilato con la lista di tutti i possibili e immaginabili quesiti legati al mio sangue (liscio o effervescente? Con ghiaccio o senza?). Con me, ci sono tre uomini e una ragazza che si è fatta accompagnare da un’amica. Per il momento, sono abbastanza distesa. Ma qualcosa già mi dice che, presto, mostrerò la stessa scioltezza di Jonathan Harker nel castello di Dracula.              «È la prima volta?» mi domanda un’infermiera. Confermo. «Allora, aspetti. E si beva un succo di frutta». Mi rifornisco al bendidio apparecchiato nell’altra metà della stanza.             Il primo assaggio dell’esperienza è un forellino su un polpastrello. L’amica dell’altra ragazza è particolarmente poco entusiasta dello spettacolo. A dirla tutta, non lo sono nemmeno io. Comunque, l’operazioncina è velocissima e pulita.   ...

Le buone intenzioni

La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. I vecchi proverbi tendono a prenderci alle spalle. Dev’essere questo il fascino pietrificante di Dracula Untold (2014; regia di Gary Shore). C’entra anche quell’ Untold, che sottintende la pretesa di rivelare ciò che del celebre vampiro “non è stato ancora detto”. Impresa davvero difficile. Eppure, il film fa proprio questo. Qui, Dracula è Vlad III di Valacchia (1431 – 1476/77), Figlio del Drago e principe che difende il proprio popolo dalle pretese turche. L’intento storico-eziologico era già presente nella pellicola cult di Francis Ford Coppola,  Bram Stoker's Dracula  (1992). Qui, però, non si tratta solo di una cornice, bensì dell’intera trama.              Vlad III Dracula (Luke Evans)  è vassallo del sultano Mehmed II (Dominic Cooper), col quale ha condiviso l’infanzia. Il ricordo di quel tempo, però, non è idilliaco. Per un ragazzino allontanato d...

Love Song for a Vampire

Bram Stoker's Dracula   (1992; regia di Francis Ford Coppola) è noto come “la versione cinematografica più fedele di Dracula ”. Si tratta di una fedeltà non tanto alla lettera, quanto alla sostanza del romanzo. Il film ostenta ciò che il libro adombra. I fantasmi che costruiscono le vicende dei protagonisti diventano carne e figura. Le lunari ed eteree vampire del castello divengono procaci, aggressive e ferine (penso che nominare Monica Bellucci renda l’idea). Se il Dracula letterario era evanescente e proteiforme, quello cinematografico di Gary Oldman cambia aspetto sotto i nostri occhi: da stravagante nobile romeno a guerriero, da giovane gentiluomo a belva. Lo scrittore poteva giocare intorno al “buco nero” in cui il suo vampiro consisteva sostanzialmente: non c’era alcun “Dracula oggettivo” in grado di autodefinirsi, presentarsi al lettore, avere un’esistenza autonoma. C’era solo la mole di diari, lettere e ritagli di giornale in cui i personaggi umani riportavano i propri pu...

Bela Lugosi is (not) dead

Tanto per non distaccarci troppo dal tema, dopo Countess Dracula , arriva su questo blog il Conte Dracula propriamente detto. Anzi, il Conte Dracula per eccellenza: quello impersonato da Bela Lugosi. Se si esclude Christopher Lee, nessun interprete del vampiro cinematografico è rimasto così bene impresso nell’immaginario comune. Menzionare “Dracula” significa ancora oggi rivedere quella figura ampollosa, coi capelli impomatati, il mantello nero e le sopracciglia incisive. Contraddicendo la famosa canzone dei Bauhaus, Bela Lugosi is not dead.             Il  Dracula del 1931 è stato diretto da Tod Browning: lo stesso che dedicò un film ai Freaks (1932), i “fenomeni da baraccone” sempre innocenti nella propria mostruosità. La vicinanza cronologica fra le due pellicole e l’identità del regista farebbero pensare a un’ispirazione comune. In effetti, anche Dracula è un freak: un animale da teatro, plateale nella gest...

Il paradosso del fuoco

Qualcuno si domanda cosa io trovi nei film sui vampiri. Io rispondo: un linguaggio duttile ed efficace per parlare di aspetti inconfessabili dell’essere umano. Nel caso di  Countess Dracula ( La morte va a braccetto con le vergini, 1971), l’aspetto esaminato è la ricerca della felicità. Essa –inutile dirlo- è una tematica frequentatissima da cinema e letteratura. Raramente, però, il suo aspetto sinistro emerge come da questo film.             Esso è la versione romanzata della vita della contessa Erzsébet Báthory (1560 – 1614), accusata d’aver assassinato centinaia di ragazze per ringiovanire grazie al loro sangue. Che ciò fosse malattia mentale o calunnia, la figura della contessa è diventata topica nella letteratura sui vampiri.             Nella pellicola, compare ormai anziana e vedova di recente. A confronto con lei è posta la memoria del defunto marito...

Lucy Westenra (1)

You die, you sleep: Perchance you dream. (2) There are dreadful charms In your fancies; You fall into Death’s arms Like onto a bed of roses. In your core there are fires And ignes fatui; You’re a pit of flames, An alcove of spirits. Descends, descends, lamentable victime, Descends le chemin de l’enfer éternel! (3) The sun won’t lighten Your dancing chasms And your fall will rise From the rose of your senses. Run through the night Like wolves and spasms And escape the Infinity You carry inside yourself! (1)     La prima vittima di Dracula nell’omonimo romanzo di Bram Stoker (1897). (2)     Cfr. William Shakespeare, Hamlet, III, 1. (3)     Cfr. Charles Baudelaire, Femmes damnées – Delphine et Hippolyte (1866), vv. 85-86 (e seguenti).

Un salotto e la Notte

Ogni romanzo nasconde una frase che ne custodisce il segreto. O almeno: così a me piace pensare. La frase di Dracula l’ha scritta Mina Harker, ed è la seguente:             Lucy dorme, il respiro leggero. Ha le gote più colorite del solito e un aspetto soavissimo. Se il signor Holmwood si è innamorato di lei soltanto per averla vista in un salotto, mi domando cosa direbbe se la vedesse ora. (VIII, p. 118) È una frase straziante, e, per quel che ci capisco io, dice il significato ultimo di Dracula. Che è un libro molto maschile. E, nel suo testimoniare il dionisiaco, si compiace soprattutto di sottolinearne una sfumatura, tutt’altro che banale, e credo piuttosto maschile. Se gli uomini potessero amare la parte nascosta, inconfessabile, delle loro amanti, allora sì impazzirebbero d’amore. Ma non lo possono fare, perché se lasciassero scivolare le donne che amano nella notte del loro istinto, le perderebbero. È un terreno, q...

Il mito Non-Morto

Il “fenomeno Twilight” ci ha abituati a vederli come un sogno adolescenziale. Ma i vampiri hanno una storia assai meno rassicurante e che travalica la fiction. Essa è in mostra alla Triennale di Milano, sotto il titolo “Dracula e il mito dei vampiri” (23 novembre 2012 – 24 marzo 2013). L’anno scorso è caduto il centenario dalla morte di Bram Stoker, il “padre” del noto personaggio. Da qui, probabilmente, l’idea dell’iniziativa, organizzata in collaborazione, oltre che con La Triennale , con il Kunsthistorisches Museum di Vienna. L’allestimento è stato curato da Alef, lo stesso staff che ha lavorato a Pavia, per la mostra di opere di P.A. Renoir. L’esposizione è articolata in nove sezioni, che tracciano un percorso dalle origini alla modernità, dalle tenebre alla luce. In apertura, il trailer di Bram Stoker's Dracula , diretto da Francis Ford Coppola (1992). Un film che fece tabula rasa dei cliché già affermati, rintracciando l’ispirazione storica del protagonista e puntando...