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Visualizzazione dei post con l'etichetta ludopatia

Le dipendenze patologiche: un problema di tutti

Padre Danilo Salezze "Dipendenza patologica” : un problema di pochi, da isolare e “aggiustare”? Questo quadro è semplicistico. L’ha mostrato l’incontro con padre Danilo Salezze . Quest’ultimo è il responsabile della Comunità San Francesco di Monselice (Padova), nonché servitore insegnante dei C.A.T. (Club Alcolisti in Trattamento) . Un’A.C.A.T. (Associazione dei suddetti Club) è presente anche a Manerbio. I C.A.T. si ispirano al metodo Hudolin, così denominato dallo psichiatra Vladimir Hudolin (Ogulin, Croazia, 1922-1996). Il suo metodo ricerca le radici della dipendenza nello stile di vita, negli schemi culturali e nei disagi sociali o esistenziali che l’hanno causata. Ecco dunque che, nei C.A.T., si radunano non pochi alcolisti, ma anche le loro famiglie, globalmente impegnate nel mutare stile di vita. Padre Salezze ha ricordato altresì che la dipendenza non è da intendersi solo come alcolismo, ma anche come ludopatia, tabagismo, tossicodipendenza e tutte le altre variant...

A carte scoperte

Il 6 ottobre 2016, persone provenienti da diversi Comuni della Bassa Bresciana hanno costituito il comitato di volontariato “Game over!” . Rigorosamente apartitico, si impegna a ottenere dalle istituzioni pubbliche l’impegno a sensibilizzare e adottare provvedimenti per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo . L’atto di costituzione è stato sottoscritto dal Centro per la Famiglia di Orzinuovi, dal Circolo ACLI di Manerbio e da Angelo Brocchetti, residente a Rudiano.              Il 29 aprile 2017, presso il Municipio di San Paolo, è stata tenuta una conferenza stampa per presentare un evento organizzato da “Game over!”: la prima conferenza dei sindaci della Bassa contro l’azzardo. Essa s’intitolerà “A carte scoperte”  e avrà luogo a Manerbio, presso la Sala Mostre del palazzo comunale, il 6 maggio 2017, ore 9:00. Nella locandina dell’evento, sono previsti gli interventi di Angela Fioroni (Segretaria Regional...

Scommettiamo che ci divertiamo?!

Il problema della ludopatia continua a prosperare in Italia. Ma non si rassegnano le città, che - il 7 maggio 2016 - hanno celebrato la Giornata Nazionale Slot Mob, una mobilitazione contro il gioco d’azzardo. Anche Manerbio ha aderito: in piazza Italia, diverse associazioni locali si sono riunite al grido di “Scommettiamo che ci divertiamo?!” Grandi e piccoli si sono dedicati al gioco: quello vero, che crea amicizie e non costa denaro.              L’iniziativa era firmata, oltre che dal Comune di Manerbio, dall’A.C.A.T., dalle ACLI, dall’AGE, dall’Agesci, dalla Caritas, dal Movimento dei Focolari, dall’oratorio “S. Filippo Neri”, dalla Parrocchia di S. Lorenzo Martire. A loro, si sono uniti singoli e famiglie.             Anziché slot machine, Lotto e Gratta&Vinci, a dominare la scena sono stati il ping-pong, il calcetto, il volano, i curiosi giocattoli in leg...

I giovedì tematici: quattro chiacchiere sulla società

Non sono state affatto “chiacchiere da bar” quelle tenutesi al Ragtime Café di Manerbio in tre serate. Il 7, il 14 e il 21 aprile 2016 sono stati “I giovedì tematici” organizzati dal giornalista e scrittore Diego Baruffi.              Il primo riguardava “La dipendenza dal gioco”. La relatrice era la dott.ssa Greta Savio, psicologa e psicoterapeuta. La famosa “ludopatia” è in tutto simile ad altre forme di dipendenza. Attualmente, è incoraggiata dalla facilità di reperire i mezzi per sfidare la sorte, che si tratti dei Gratta&Vinci, del Lotto o delle famose “slot machine”. Questa disponibilità rende spesso subdolo e inconsapevole l’inizio della dipendenza. Lo Stato, per giunta, ricava elevate entrate di denaro dal gioco d’azzardo. Oltretutto - ha sostenuto la dott.ssa Savio - le dipendenze patologiche non sono trattate come un reale problema medico dalle strutture ospedaliere. La loro cura è affidata ai privati, sopra...

Pentita toglie le slot, lo Stato la «multa»

“ORZINUOVI (gnv) Toglie le macchinette dal suo locale per «coscienza», lo Stato la «multa» per il mancato introito. È successo ad una barista orceana: Teresa Morandi , che tutti chiamano Terry.             Da dieci anni Terry lavora ad Orzinuovi, dove nel suo bar aveva deciso di portare le slot machine che già si trovavano nel suo vecchio locale di Orzivecchi. Ma ecco cosa l’ha portata alla decisione di sbarazzarsene: «Mi è successo dopo aver conosciuto una persona molto anziana, avrà avuto più di 70 anni: entra nel bar, era vestito da muratore e mi chiede se poteva giocare con le macchinette del locale, aggiungendo “ma pagano?” Io ho risposto che, ovviamente, la cosa non dipendeva da me e dopo aver giocato, e perso 200 euro, si è messo al bancone sfogandosi con me - ha spiegato Terry - mi ha detto che pur essendo in pensione lavorava ancora e che quei 200 euro giocati erano gli unici che aveva a disposizione, il resto l’aveva ...

(Non) Giochiamocela

Manerbio come Las Vegas? Il paragone con la capitale ideale del gioco d’azzardo è forse pittoresco. Ma la crescente diffusione della cosiddetta ludopatia, in Lombardia, è reale. Per questo, le associazioni manerbiesi hanno organizzato tre incontri per la giornata del 12 novembre 2015, intitolata “Giochiamocela!”             Alla mattina, presso l’aula magna dell’ I.I.S. “B. Pascal”, sono stati riuniti gli allievi dell’istituto. Proprio dal loro impegno sono nati i video proiettati durante la mattinata: “Ludopatia, una piaga sociale” e “Il gioco è bello quando dura poco”.             È poi intervenuto il dott. Simone Feder, psicologo e responsabile della Casa del Giovane di Pavia. Feder ha raccontato di ragazzini ormai costretti a fare i “genitori” dei propri genitori, di mogli che volevano bloccare i conti dei mariti, o di adolescenti catturati dai giochi on li...