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È uscito "Principesse tristi" (Amazon, 2024)

Finora, la mia mini-collana Le Chicche , su Amazon, ha contato solo due titoli riguardanti personaggi di fantasia:  Streghette mie e Santarelline e donne di mondo.  Quest'anno, per la prima volta, ho osato applicare lo stesso taglio ironico e apparentemente leggero alle biografie di persone reali: le Principesse tristi, appunto. Sono nove nobildonne che hanno unito il privilegio a una vita infelice e/o a una fine tragica, creando così "fiabe vere" senza lieto fine. Alcune di loro, come Sissi, Soraya e Lady Diana, sono icone arcinote; altre si trovano sui libri di scuola; altre sono semisconosciute o semileggendarie. Ma spero che ti affezionerai a ciascuna di loro. 

Un cubo di Rubik chiamato Sissi

Cara Sissi…  Elisabetta d'Austria incoronata regina d'Ungheria (Georg Raab, 1867) innanzitutto, non ti chiamavi così . E non eri nemmeno principessa: nata duchessina in Baviera, divenisti imperatrice d’Austria per matrimonio. Al limite, il tuo nomignolo era “Lisi”, diminutivo di “Elisabeth”; divenne “Sisi” per il tuo modo peculiare di scrivere la “L” maiuscola iniziale. E “Sisi” sei tuttora, nel nome del museo che ti hanno dedicato a Vienna: il “Sisi Museum” , appunto. Poi… Come sei diventata così famosa? Qualcuno dice che non meriti tanta attenzione, soprattutto rispetto a personaggi femminili di grande spessore che non vengono altrettanto spesso nominati (vedete Cristina Belgioioso Trivulzio, la regina longobarda Ansa , donne di scienza come Sophie Germain e Ada Byron, per menzionarne solo tre). Giusto perché moristi in modo tragico e assurdo, perché fosti la moglie dell’ultimo grande imperatore asburgico e Ernst Marischka girò quei celebri film in costume con Romy Schnei...

"Antonella Fimiani - Donna della parola" di Vincenzo Calò

Dedicando questo saggio al padre, la Fimiani ci fa immaginare che attende ancora dal profondo un bagliore vitale, una rassicurazione propriamente, irrinunciabile, affinché gli eventi non risultino mai e poi mai campati in aria, senza poterci in effetti rinunciare… altrimenti avremmo a che fare con del bailamme privo di autenticità, la quale va assolutamente colta, nel buio.  Il testo mantiene un aspetto biografico, fondamentale per intercettare in primis la voglia di stringere dei concetti esistenziali, e non a caso una delle figure più care alla Hillesum, Julius Spier, si attivava concentrandosi sull’attitudine manuale dell’uomo tipo, come a ridisegnarne la faccia, accedendo così a dei virtuosismi mentali per scindere il vero dal falso e stabilire il divenire stando a quello che… già siamo! Al contatto con una figura maschile il sospetto gravava alla giovane prontamente sulla virilità, tanto da capacitarsi circa la serietà che forse disumanamente si prefiggeva snocciolan...